The Queen – La regina
Regia: Stephen Frears; Gran Bretagna/Francia, 2006.
Interpreti: Helen Mirren, Michael Sheen, James Cromwell, Sylvia Syms.
Ore 21,15 La 7, Canale 7; durata: 97’.
Stephen Frears affronta coraggiosamente uomini di potere ancora attivi nelle due settimane in cui i rapporti tra la monarchia inglese e l’opinione pubblica si trovarono sull’orlo del collasso: la morte improvvisa di Lady Diana Spencer lasciò il mondo sgomento e impreparato dinanzi a un lutto del genere. L’amore degli inglesi per la principessa scomparsa venne compreso troppo tardi dalla Regina, donna d’altri tempi. Sembra che fu Tony Blair a farsi da mediatore tra la Regina e i suoi sudditi addolorati e il film vive principalmente per la bravura di Helen Mirren, capace di rendere umano il suo personaggio, ma anche gli altri ruoli sono affrontati con profondità e rispetto dal bravo cineasta.

The Queen – La Regina
Legami!
Regia: Pedro Almodóvar
Interpreti: Victoria Abril, Antonio Banderas, Francisco Rabal, Loles Leon, Maria Barranco.
Ore 23,10’ Cielo, Canale 26; durata: 92’.
Ricky ha trascorso buona parte dell’adolescenza in ospedale psichiatrico; una volta dimesso si precipita nella ricerca di Marina con cui aveva trascorso una notte di passione durante una delle sue fughe. Lei, attrice porno e tossicodipendente, è parte di una storia d’amore che prende il sopravvento in un abile labirinto di passioni in cui la riflessione sul cinema appare scoppiettante e manifesta specie nella prima parte. Giocoso, stuzzicante, consapevole dei generi e dei modelli a cui si ispira, Legami! trasmette passione nello sguardo spregiudicato del suo autore, il cui racconto, pur sfiorando note universali, è figlio del presente anche nel tono ibrido capace di spaziare dal melò al thriller.

Legami!
Apocalipse Now: Redux
Regia: Francis Ford Coppola; USA, 2000.
Interpreti: Marlon Brando, Martin Sheen, Robert Duvall, Frederic Forrest, Sam Bottoms.
Ore 23,20 Iris, Canale 22; durata: 200’.
Coppola è un cineasta cruciale nella storia del cinema americano degli anni Settanta e Apocalipse Now rimane il suo film più visionario e disorientante, capace di portare l’intrattenimento alle vette di una sperimentazione autoriale rivolta non soltanto al frequentatore dei Cineclub ma al grande pubblico. La versione redux del film trasforma sensibilmente l’exploit dell’originale e in italiano il nuovo doppiaggio sfuma alcuni tratti rimasti nella memoria dello spettatore. Brando e Duvall, con Martin Sheen, abitano un viaggio lisergico tra le ombre di una giungla reale e metaforica che la macchina da presa di Vittorio Storaro conduce facendone un modello visivamente abbacinante e a tratti ineguagliato.

Apocalipse Now: Redux





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