My Fierce Ignorant Step: nel decennio del suo debutto sulla scena europea, Christos Papadopoulos torna al Romaeuropa festival.
Una performance sull’euforia dell’essere vivi. Così, con “My Fierce Ignorant Step”, Christos Papadopoulos celebra al Romaeuropa Festival dieci anni di lavoro coreografico. Tre repliche all’Auditorium Parco della musica Ennio Morricone di Roma, 14-15 e 16 novembre, con una prima nazionale che ribadisce l’attenzione di REF per l’autore greco, fin dai suoi esordi. Il suo percorso, cresciuto negli anni, ha coinvolto palchi internazionali e pubblici sempre più partecipi, dai teatri più piccoli fino quelli più iconici come l’Opera di Roma, dove si è esibito nel 2024.

La nuova opera di Papadopoulos esplora la verità della giovinezza, raccontando l’ottimismo di tutti i nostri appassionati inizi, quelle prime volte in cui ci siamo incontrati, abbiamo riso e abbiamo desiderato una vita audace, in un’insaziabile voglia di presente, futuro e passato. Una risposta alla realtà sconsolante che viviamo e che appare quasi “normalizzata”, tra guerre, distruzione ambientale, aridità emotiva. Un ritorno quindi agli anni dell’adolescenza, alla fiducia incrollabile che il mondo che avevamo davanti fosse aperto e nostro e che lo avremmo vissuto come desideravamo e meritavamo. Un ritorno, allora, a quella forza e a quell’ottimismo del senso di “insieme”. Quando sperare è già considerato un atto di resistenza.
My Fierce Ignorant Step è perciò un lavoro intimo e personale del coreografo, ispirato alla memoria sonora della sua giovinezza e radicato nell’esperienza collettiva che lega molti greci al destino del loro paese. Qui l’influenza della monumentale opera musicale Axion Esti di Mikis Theodorakis viene trasformata in indagine sul rapporto tra suono, parola e movimento. Con dieci danzatori in scena che si fanno voce attraverso corpo e respiro, condividendo una danza che cresce senza sosta e si trasforma in connessione semplice, trasparente e condivisa.
“…non danziamo insieme perché siamo sincronizzati, ma ci sincronizziamo perché siamo insieme. C’è un valore che tiene unite le cose. Non è la fede in un sistema, in una macchina o in un trucco, ma un’audace fiducia nel bene”, spiega Christos Papadopoulos.
E dopo Roma, My Fierce Ignorant Step si sposta al Festival aperto di Reggio Emilia il 19 novembre e poi a Madrid per il Festival de Otoño, 21-22 novembre.
Nota biografica
Christos Papadopoulos nasce nel 1976 a Nemea, un piccolo villaggio del Peloponneso. Scopre la danza solo durante gli anni di Università, quando ad Atene frequenta Scienze politiche ed inizia ad avvicinarsi al teatro. Attività che lo appassiona talmente tanto da abbandonare gli studi per iscriversi alla Scuola del Teatro Nazionale Greco. Decide poi di dedicarsi alla danza professionalmente e si trasferisce ad Amsterdam per diplomarsi alla School for New Dance Development. Il ritorno in Grecia è mediato proprio dal suo ultimo anno di studi, quando riceve un invito da Dimìtris Papaioannou per prendere parte al team coreografico dei giochi olimpici di Atene 2004: quella diventa la sua tesi di laurea. Si unisce così, successivamente, alla compagnia di Papaioannou, con cui lavora a stretto contatto lunghi anni, per poi dedicarsi al suo percorso autoriale.

La sua prima opera, ELVEDON del 2015 è ispirata a “Le onde” di Virginia Woolf, in particolare al modo in cui il romanzo descrive il tempo e il suo fluire. Il minimalismo e l’essenza del movimento sono il centro del suo lavoro dove individualità e comunità dialogano nelle sue coreografie complesse, caratterizzate da movimenti e gesti impercettibili quanto voluttuosi. L’opera successiva, OPUS (2016) nasce da una stretta connessione con la musica classica; qui il corpo diventa rappresentazione concreta dei molteplici suoni e strumenti che costruiscono la composizione. Questo lavoro fa entrare Papadopoulos nel circuito del prestigioso Aerowaves ’18, permettendogli una fama internazionale. Con ION (2018), in collaborazione con Onassis Stegi, si rivolge al movimento degli sciami e alla sincronia delle lucciole, riprendendo l’infinita ricchezza dei movimenti della natura, di cui è attento osservatore sin da bambino. In LARSEN C (2021), si concentra sulla lentezza dello scioglimento dei ghiacciai e, per contrasto, sull’intensità della vita. L’opera verrà poi selezionata dal Sadler’s Wells come una delle quattro finaliste del Rose International Dance Prize, vincendo nel febbraio 2025. MELLOWING (2023) è la sua creazione per Dance On Ensemble, celebre formazione composta da danzatori professionisti over 40; qui si interroga sui processi che subisce l’energia prima di irrompere, e su come cambia al mutare del corpo. Infine, MYCELIUM (2024), coreografia appositamente commissionata dal Ballet de l’Opéra de Lyon, prende in prestito dal mondo vegetativo la struttura ramificata del micelio nei funghi, per descrivere un sistema di comunicazione mediato dal movimento. Nel 2025 è a sua firma anche LANDLESS, un intenso assolo interpretato da Georgios Kotsifakis, che torna allo studio del corpo inteso come un territorio sconosciuto, prendendo spunto dall’architettura moderna e postmoderna per costruire una nuova prospettiva sulle sue funzioni di base.
Christos Papadopoulos è inoltre coreografo per numerosi registi in Grecia e dal 2003 insegna movimento e improvvisazione alla Drama School of the Athens Conservatoire.






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