Tutto pronto al Lido per dare il via alla 76esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia.
Tra ritorni e nuovi arrivi, film attesi e sconosciuti outsider, di certo Hollywood da qualche anno a questa parte ha fatto di Venezia la sua seconda casa. E’ qui che inizia la corsa agli Oscar, vetrina in tempo utile per presentare i film che la stampa estera vedrà qui.
Promette di essere un film dirompente il Joker di Todd Phillips, con una protagonista del calibro di Joaquin Phoenix, e già si parla di un possibile sequel.
Cinque i film “politici”: The Laundromat, di Steven Soderbergh sullo scandalo dei Panama Papers; J’Accuse di Roman Polanski, una sorta di archetipo dell’antisemitismo; A Herdade di Tiago Guedes che ci porta nel Portogallo degli anni ’40; The Perfect Candidate di Haifaa Al-Mansour, storia di una ribellione al femminile firmata dalla prima regista dell’Arabia Saudita e, infine, Wasp Network, di Olivier Assayas, sui gruppi anticastristi in Florida anni Novanta.
The Laundromat racconta di uno scandalo forse già dimenticato, quello dei Panama Papers. Ovvero la raccolta di oltre undici milioni di documenti dello studio legale di Panama Mossack Fonseca con informazioni dettagliate su oltre 214.000 società offshore, fatta arrivare nel 2015 prima al Süddeutsche Zeitung e poi al Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi. Tutti documenti che dimostravano come dagli anni 70 al 2015 capi di governo, politici e potenti del mondo avessero indebitamente nascosto le proprie ricchezze spostandole nel paradiso fiscale di Panama. Cast stellare: Meryl Streep è una neo- vedova vittima di una frode assicurativa che insegue i due soci in affari Gary Oldman e Antonio Banderas, i quali strumentalizzano il sistema finanziario mondiale.
J’Accuse, con Jean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner e Grégory Gadebois ci porta indietro nel tempo a quel 5 gennaio 1895 quando il capitano alsaziano di origine ebraica Alfred Dreyfus venne accusato di aver agito come spia per la Germania e condannato all’ergastolo sull’isola del Diavolo. Quanto pesò allora l’antisemitismo su questa ingiusta condanna? Su questa vicenda c’è un’enorme letteratura non ultimo, ovviamente, il ‘J’accuse’ di Émile Zola, editoriale in forma di lettera aperta al presidente della Repubblica francese Félix Faure, e pubblicato il 13 gennaio 1898 dal giornale socialista L’Aurore.
A Herdade del portoghese Tiago Guedes è il racconto di una famiglia che possiede una delle più grandi tenute d’Europa sulla riva sud del fiume Tagus. Attraverso la storia della loro fattoria, si rappresenta la vita politica, economica e sociale del Portogallo dagli anni ’40, dalla rivoluzione dei garofani fino ai giorni nostri.
The Perfect Candidate, della prima regista donna dell’Arabia Saudita, ha come protagonista Maryam, giovane e determinata dottoressa saudita, pronta per una vacanza a Dubai, che viene fermata ai controlli dell’aeroporto di Riad perché il permesso rilasciato dal padre, suo tutore maschile come vuole la legge, non è stato rinnovato. La ragazza decide allora di combattere le norme sociali, la segregazione di genere e le credenze della sua famiglia buttandosi in politica.
Wasp Network, con Penélope Cruz e Gael García Bernal, torna agli Anni ’90, quando i gruppi anticastristi in Florida tentano con ogni mezzo di rovesciare il regime cubano, ma i cubani non stanno a guardare e rispondono creando il Wasp Network, un gruppo di spie con il compito di infiltrarsi e boicottarli. Cinque di loro, però, saranno arrestati e processati dagli americani.
I film italiani in concorso
L’Italia dirà la sua in molte sezioni, a partire dai tre registi Mario Martone, Pietro Marcello e Franco Maresco.
Il Sindaco del Rione Sanità, di Mario Martone, è tratto dalla famosa commedia di Eduardo De Filippo, dove il protagonista, però, era decisamente più anziano. Lo o spostamento d’età consente al regista di mettere il testo di Eduardo alla prova della contemporaneità. Le illusioni del vecchio Barracano nato nell’Ottocento, ancora consentivano di tracciare dei confini morali: qui affiora un’umanità feroce, ambigua e dolente, nella quale il bene e il male si confrontano in ogni personaggio e le due città di cui sempre si parla a Napoli (la legalitaria e la criminale) si scontrano.
Martin Eden, con interprete Luca Marinelli, è tratto dall’omonimo romanzo del 1909 di Jack London. Narra la storia di un giovane marinaio di umili origini, che salva da un’aggressione Arturo, rampollo della borghesia industriale. Si innamorerà di Elena, la sorella colta e raffinata di Arturo, che diventerà un’ossessione amorosa e il simbolo dello status sociale cui Martin aspira a elevarsi. Influenzato dal vecchio intellettuale Russ Brissenden, si avvicina ai circoli socialisti, entrando per questo in conflitto con Elena e con il suo mondo borghese.
La Mafia non è più Quella di una Volta è il nuovo, grottesco sguardo di Maresco sulla Sicilia di oggi, con il ritorno di alcuni memorabili personaggi di “Belluscone”, primo fra tutti Ciccio Mira. Per realizzare il film dal carattere documentarista, Maresco prende ispirazione dagli scatti della fotografa di successo Letizia Battaglia (nella pellicola interpreta un’anziana prostituta), che attraverso i suoi scatti racconta anni di lotta alla mafia.

Tony Servillo interpreta “5 è il numero perfetto”, diretto da Igort e basato sulla sua omonima graphic novel
In varie sezioni troviamo Gabriele Salvatores, Francesca Archibugi, Toni Servillo, Valeria Golino.
Venezia ha da tempo aperte le porte anche alle serie di qualità. Quest’anno sarà la volta di Paolo Sorrentino con The New Pope, e Stefano Sollima con Zero Zero Zero.






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