Siegfried e Wagner, istruzioni.
Un eroe senza paura, un drago, un anello e una donna addormentata tra le fiamme. Il 21 ottobre Siegfried inaugura la stagione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con Daniel Harding sul podio e la regia di Vincent Huguet.
È una saga in un prologo e tre giornate che nemmeno Il Signore degli Anelli e Il Trono di Spade messi insieme possono eguagliare. In questa puntata, Siegfried, la storia di un ragazzo cresciuto nella foresta. E che, come molti adolescenti, non sopporta chi lo ha cresciuto.

Vincent-Huguet-c.-Matthias-Baus
E mentre i teenager oggi sfrecciano in monopattino, Siegfried vaga nella foresta e, se suona il corno, un drago si sveglia. Ascoltatelo.
La trama, ridotta all’osso. C’è un nano che alleva un ragazzo per i propri interessi, una spada spezzata da riforgiare, un gigante trasformato in drago che custodisce un tesoro, un anello che promette il dominio sul mondo, un uccellino che parla e una donna addormentata tra le fiamme. E c’è Siegfried, un eroe che non conosce la paura, uccide il drago, attraversa il fuoco e scopre finalmente che basta innamorarsi per provare inquietudine (come dargli torto!).

Sigfrido
Per entrare nella storia, ecco come la racconta Stefano Catucci per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Su Wagner si sono accumulati secoli di interpretazioni, analisi e teorie. Suggerisco di seguire la storia raccontata dall’orchestra, attraverso i leitmotiv, brevi idee musicali associate a persone, oggetti, luoghi e sentimenti, che ritornano e si trasformano insieme alla vicenda.
Per cominciare a riconoscerli, bastano alcuni ascolti: il tema di Siegfried, impetuoso come il protagonista; il suo corno, che risuona nella foresta; i Nibelunghi, con i ritmi ossessivi e le sonorità cupe del loro mondo sotterraneo; Fafner, annunciato da una musica minacciosa; l’Anello, attorno al quale ruota la lotta per il potere; l’uccello del bosco, il cui canto passa dal flauto alla voce umana quando Siegfried impara a comprenderlo.
Per allenare l’orecchio, qui trovate una playlist dei leitmotiv
Non serve memorizzarli tutti. Il bello è riconoscere un motivo quando ritorna e accorgersi di come cambia in relazione alla vicenda. Wagner fa con la musica quello che oggi fanno le grandi serie televisive con gli indizi disseminati nelle puntate.
Il cast di Santa Cecilia è superbo: Clay Hilley interpreta il protagonista, Michael Volle è il Viandante/Wotan, Elisabet Strid impersona Brünnhilde.
Cinque ore di musica meravigliosa e due intervalli per bisogni primari. Come prepararsi? Conoscere la trama, allenare l’orecchio ai leitmotiv e soprattutto abbandonare l’idea di dover capire tutto. Il tedesco non è un problema: ci sono i sovratitoli. La durata nemmeno, se si impara ad ascoltare l’orchestra come un personaggio che conosce i segreti di tutti.
Resta la prova più difficile: stare seduti senza guardare il telefono. Tanto, in Sala Santa Cecilia non c’è nemmeno campo… a parte in qualche insondabile cm² dove può sventuratamente squillare, proprio durante uno dei pianissimo più intensi. Un mistero.
Siegfried, per scoprire la paura, deve attraversare un cerchio di fuoco. A noi basta spegnere il cellulare e lasciarci sorprendere da Wagner.
santacecilia.it

SIEGFRIED
Musica di Richard Wagner
21, 24, 27 OTTOBRE
Sala Santa Cecilia
Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
direttore Daniel Harding
regia Vincent Huguet
impianto scenico Pierre Yovanovich
costumi Edoardo Russo
light designer Christophe Forey
direttore allestimenti scenici Michele Olcese
in collaborazione con Tirelli Trappetti Costumi
Siegfried Clay Hilley
Mime Wolfgang Ablinger-Sperrhacke
Viandante/Wotan Michael Volle
Alberich Wolfgang Koch
Fafner Falk Struckmann
Erda Anna Kissjudith
Brünnhilde Elisabet Strid
Voce dell’uccello della foresta Lysa Menu







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