È stato pubblicato il 10 marzo Lady Sings The Blues, il terzo album della britannica Rebecca Ferguson. Il disco, che è un omaggio a Billie Holiday nel centenario della sua nascita, trae spunto proprio dall’autobiografia dell’icona del jazz & blues e dall’omonimo film del 1972.
Rebecca ha già raggiunto un buon successo con i suoi due precedenti progetti seguiti alla partecipazione ad X Factor UK del 2010 e si è anche cimentata nel ruolo di compositrice, collaborando recentemente, tra gli altri, con il collega italiano Lorenzo Fragola. E se della sua promettente voce, calda e sabbiata, la Ferguson ci aveva dato prova portando al successo Nothing’s real but love, oggi a qualche anno di distanza l’artista si mette in gioco e si confronta con una leggenda della musica internazionale, proponendo un progetto raffinato quanto rischioso.
L’album, che comprende 17 tracce, è stato prodotto da Troy Miller e registrato agli studi Capitol di Los Angeles.
“Lady sings the blues. She tells her side, nothing to hide. Now the world will know, just what the blues is all about”. Questo è il manifesto di Lady Sings The Blues, canzone che racconta l’anima di una cantante jazz anni ’40, l’anima di Billie Holiday che oggi Rebecca Ferguson ha deciso di ricordare in un disco che da questo pezzo prende il nome.
I primi due brani del disco sono quelli in cui l’artista inglese azzarda un arrangiamento che in parte si discosta dal modello originale; Get Happy richiama le sonorità dei canti gospel di matrice afroamericana, Fine and Mellow invece ha un beat moderno conferito dall’uso delle percussioni che arricchiscono una linea melodica costruita principalmente da fiati .
Dalla terza traccia e poi via via sino alla fine, l’album scorre fluido, rimanendo fedele al modello di riferimento sia nell’architettura strumentale che nell’intenzione espressiva della voce. Rebecca canta e lo fa con stile, senza eccessi. In effetti questo è quanto impone il jazz & blues, soprattutto se ci si confronta con un pezzo come Embraceable you, composto da George Gershwin, o con un classico dei classici come Summertime, un vero must per i cultori del jazz.
Il disco attraversa tutte le sfumature cromatiche del genere, ora virando verso lo swing di What is This Thing Called Love e All Of Me, ora riproponendo le atmosfere da jazz club percepibili in Willow Weep For Me e Don’t Explain.
Nonostante resti molto fedele all’originale della Holiday, Rebecca rende comunque la sua interpretazione personale e inconfondibile, inserendo dove è possibile quelle caratteristiche che contraddistinguono la sua anima artistica; per citare qualche esempio in What is This Thing Called Love il graffiato, sempre ben calibrato, rende originale l’esecuzione o ancora questo stesso elemento tecnico segna il punto culminante di quel pathos creato dagli archi in God Bless The Child.
Nell’album è contenuto, inoltre, lo standard Blue Moon, interpretato nel passato anche da Frank Sinatra ed Ella Fitzgerald.
Il giudizio su questo progetto è positivo, c’è il controllo vocale, c’è l’interpretazione e c’è l’eleganza richiesta dal genere. Che artisti contemporanei riprendano classici intramontabili e li riattualizzino è sempre un bene per la musica, forse però servirebbe che così belle e talentuose voci si cimentassero in brani nuovi che possano arricchire il patrimonio musicale.
Tracklist:
- Get Happy
- Fine and
- Embraceable
- That Ole Devil Called Love
- Blue Moon
- I Thought About You
- Summertime
- I’ll Never Smile Again
- Lover Man
- All of Me
- God Bless the Child
- What is This Thing Called Love
- Stormy Weather
- Lady Sings the Blues
- Willow Weep for Me
- Don’t Explain
- My Man







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