Con La leggenda della volpe a nove code, ci troviamo di fronte a una serie che mescola sapientemente mitologia, fantasy e dramma, portando sullo schermo una delle figure più iconiche del folklore asiatico: il gumiho o appunto volpe a nove code.
Questa affascinante creatura mitologica, presente in molte leggende coreane e non solo, viene rivista da Kang Shin-hyo in chiave moderna e con coinvolgente approccio narrativo. La serie non solo intrattiene episodio dopo episodio ma offre continui spunti di riflessione sul dualismo tra umani e dei, tra bene e male, amore e vendetta.

Il protagonista è Lee Yeon (Lee Dong Wook), un ex dio della montagna, trasformato in volpe a nove code dopo aver rinunciato al suo ruolo per amore di un’umana. Dopo la perdita del suo grande amore, Yeon si mette al servizio dei signori dell’aldilà e si occupa di eliminare le creature pericolose che minacciano di stravolgere gli equilibri tra i due mondi. L’entrata invadente di Nam Ji-ah nella sua vita lo porterà a dover affrontare nuove sfide e pericoli rimettendo in gioco la sua completa esistenza. Nam Ji-ah (Jo Bo-ah) è una produttrice televisiva che indaga su eventi soprannaturali e leggende metropolitane e scopre presto di avere un legame molto più profondo con Yeon di quanto immaginasse.
La prima stagione si sviluppa ai giorni nostri con rari flashback di epoche passate che servono per spiegare il contesto mitologico in cui si svolge la storia. Le ambientazioni, così come i costumi, sono molto curate e suggestive: dai boschi luminosi ed eterei ai grattacieli illuminati di notte di Seul, tutto contribuisce a creare un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà. La città non è solo uno sfondo ma diventa un vero e proprio personaggio, incarnando le contraddizioni tra modernità e tradizione.
La seconda Stagione invece ci porta nel passato, nel 1938, ed è molto più avventurosa e carica di leggenda della prima. Molta azione e tradizione fanno da sfondo al legame tra fratelli tanto profondo quanto conflittuale e la commozione è tanto assicurata quanto l’intrattenimento.

Lee Yeon è il punto di forza della serie, interpretato magistralmente da Lee Dong Wook, che riesce a dare profondità e molte sfumature al suo personaggio che vive in costante conflitto tra la sua natura immortale e il desiderio di diventare umano. La sua interpretazione riesce a rendere credibile e amabile un essere mitologico, umanizzandolo ma senza snaturarlo.
Jo Bo-Ah che interpreta Nam Ji-ah invece si distingue per la sua intensa interpretazione di una ragazza forte e determinata che non si ferma davanti a nulla pur di scoprire la verità, anche se questo significa mettere a repentaglio la propria vita. Nam Ji-ah non è la classica donzella in pericolo che deve essere salvata più volte, è una donna moderna e coraggiosa, una ricercatrice razionale ma aperta al soprannaturale, il cui passato nascosto aggiunge curiosità e mistero al suo sviluppo psicologico.
Notevole anche l’interpretazione di Kim Bum nel ruolo di Lee Rang, il fratello minore di Yeon. Con la sua ambiguità morale, Rang è forse il personaggio più interessante. Incarna un’eterna lotta tra luce e oscurità, suscitando però inevitabilmente empatia anche quando prova a fare il cattivo. Il suo rapporto con Yeon è da sempre conflittuale, segnato da amore fraterno e rivalità.
Il motore principale di questa serie è la ricerca dell’identità. Yeon lotta per conciliare la propria natura sovrannaturale con i suoi sentimenti umani, mentre Ji-ah affronta il peso di un destino scritto nelle sue vite precedenti. L’elemento della reincarnazione qui, come in altre serie simili, è centrale e trattato con delicatezza e grande impatto emotivo.
La volpe a nove code è da sempre simbolo di trasformazione e inganno ma qui diventa emblema di sacrificio ed eterno amore. L’uso della mitologia nelle serie coreane non è mai puramente decorativo ma pienamente integrato nella narrazione, tanto da diventare la colonna portante di tutta la storia. Ogni personaggio secondario ed ogni creatura incontrata lungo il cammino, riflette una parte dell’immaginario collettivo asiatico: spiriti vendicativi, reincarnazioni, passaggi tra mondi diversi e fiumi che separano la vita dalla morte.
Altro strumento importante in questo genere di k-drama è la memoria, i personaggi tendono a ricordare per poi dimenticare, recuperano pezzi del loro retaggio attraverso viaggi, sogni e rivelazioni. La memoria, sia personale che collettiva, diventa la chiave per ricostruire la propria identità frammentata e trovare il senso e l’origine della sofferenza con cui i personaggi convivono da tutta la loro vita.

La regia di Kang Shin-hyo è elegante e dinamica, capace di alternare pura azione a sequenze introspettive, poetiche e spirituali. Gli effetti speciali non sono di grande impatto ma risultano perfettamente funzionali e contribuiscono a rendere credibili le creature mitologiche e i loro poteri soprannaturali.
La colonna sonora è ben calibrata e forse una delle più belle. Le note ricorrenti enfatizzano le emozioni dei personaggi e accompagnano lo spettatore in questo viaggio tanto avventuroso quanto introspettivo. Le scenografie e i costumi sono curati nei minimi dettagli, soprattutto nei flashback storici. Si notano le influenze stilistiche che richiamano tanto il cinema coreano tradizionale quanto le estetiche più moderne.
Anche il ritmo narrativo è ben studiato. Nonostante qualche rallentamento in alcuni episodi centrali, la storia mantiene alta l’attenzione dello spettatore grazie a colpi di scena ben dosati, dialoghi efficaci e una giusta alternanza tra dramma, azione e mistero.
Questa è una serie che riesce a fondere in modo armonioso la tradizione con la modernità, il mito con la realtà, offrendo al pubblico un’esperienza visiva e narrativa di grande impatto. La leggenda della volpe a nove code è una storia d’amore, di perdita, di redenzione e di identità che arriva direttamente all’anima dello spettatore, consigliata a chi ama il fantasy elegante, le storie d’amore tormentate e la mitologia orientale. Uscita per la prima volta nel 2020 per ora è composta da 2 stagioni per un totale di 28 episodi, è stata confermata una terza stagione ma non è stata ancora rilasciata una data ufficiale di uscita ed è disponibile su PrimeVideo.







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