Questa settimana vogliamo consigliarvi una lettura davvero particolare per iniziare l’anno in maniera originale e intrigante: Lilith le origini del mito di Grazia Hess.

Lilith è una figura mitologica complessa di cui si parla ancora poco ma davvero interessante. Nota come la prima moglie di Adamo nella tradizione apocrifa, rifiutò la sottomissione e fu cacciata dall’Eden diventando una figura demoniaca legata alla notte. Viene spesso mostrata come sintomo di forza, indipendenza e libertà. Rappresenta la ribellione contro la dominazione maschile, un’alternativa ad Eva che invece fu creata dalla costola di Adamo per essere sua compagna e serva. Lilith è una duplice figura, da demone seduttore a simbolo di emancipazione che rappresenta forze indomabili e il simbolo di una donna che non si piega alla sottomissione maschile.
Grazia Hess in questo libro ci mostra una sua interpretazione di come sia nato appunto il mito di Lilith, una semplice umana che diventa divinità oscura a causa di ciò che ha subito nella sua breve ma intensa vita.
Nata da Morte e Destino viene trovata e adottata insieme alla sua gemella Echo da Falogar, un re dispotico e crudele che le cresce pretendendo rispetto e sottomissione per non essere severamente punite. Mentre Echo cresceva come figlia devota e rispettosa, Lilith è sempre stata una ribelle, punita spesso non ha mai versato una lacrima, non ha mai gridato e non ha mai dato la soddisfazione al padre di vederla cedere, proprio per questo alla fine lui decide di nominarla sua erede alla guida dell’esercito. Un giorno però, per salvare la sorella da un matrimonio combinato, la aiuta a scappare umiliando così il padre pubblicamente. Lui, dovendo mantenere alto l’onore, per non ucciderla decide di donarla come prigioniera al futuro sposo della sorella per evitare l’incidente diplomatico e così da erede al trono diventa prigioniera e schiava di un altro re crudele dal quale subirà torture e violenze che lentamente si trasformeranno però in un amore tossico e maledetto dalla fine tragica.
La particolarità di questo romanzo non è solo nella scelta della storia ma anche nel modo in cui è scritto. Cattura il lettore grazie ai paragrafi brevi, le descrizioni quasi assenti e le metafore evocative che riescono a far percepire ciò che Lilith sta provando in quel momento. Il testo poetico e catartico, così come la narrazione, sono creati ad arte per tenere con il fiato sospeso fino alla fine. Il lettore soffre per e con Lilith, spera per la sua libertà e il suo riscatto fino all’ultima pagina. Riscatto che alla fine arriverà, anche se in modo insolito e darà origine, appunto, al mito.
Grazia Hess con questo racconto affronta una materia antica e quasi sconosciuta donandoci un romanzo che diventa quasi un saggio sorprendente che restituisce a Lilith la sua complessità originaria sottraendola tanto alla demonizzazione quanto alle semplificazioni ideologiche contemporanee. L’approccio dell’autrice a questo mito tanto particolare quanto oscuro è davvero prezioso. Lilith è pericolosa, destabilizzante e ambigua ed è proprio questa ambiguità a renderla singolare all’interno dell’immaginario mitologico.
L’autrice tiene a precisare da subito che Lilith non è una prima femminista ne un semplice demone, queste sono letture successive e spesso riduttive. Nel mondo antico questa figura incarna ciò che sfugge al controllo, ciò che non accetta la gerarchia e che rifiuta di essere etichettato, quindi il suo senso simbolico diventa molto più profondo. Lilith rifiuta la sottomissione, ma soprattutto rifiuta l’ordine mentre Eva invece accetta l’ordine pur pagandone il prezzo. Questo non rende una figura superiore all’altra ma le rende complementari. Il mito di Lilith serve a delimitare i confini del lecito rafforzando per contrasto l’ordine sociale e cosmico. Senza di lei questo ordine sarebbe meno chiaro.
In definitiva, ciò che resta come conclusione a questa bellissima lettura immersiva è che Lilith non è il mito di ciò che è stato, ma l’ombra di ciò che l’ordine ha sempre temuto. Finché esisterà un confine da imporre, Lilith continuerà a varcarlo.







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