Immaginate una strada buia, una ragazza che corre contromano urlando alle macchine e sgranate gli occhi, perché la ragazza non si ferma e la musica incalza. Lei è Alba e il film è quello di una esordiente Barbara Rossi Prudente, la quale si impegna a raccontare una storia di famiglia, di oscurità e di odio.

Si impegna, ma il risultato un po’ conquista e un po’ delude. Il film verte sulla vita della protagonista (Valentina Vacca), la quale trascina lo spettatore con una rabbia sfrenata e una tenera malinconia d’amore. Un ruolo ben interpretato. Si comprende il rancore, si osservano le reazioni, si riescono persino a sentire alcune emozioni che Alba tiene volutamente nascoste, eppure nonostante alla fine la storia si sbrogli dal suo segreto, manca qualcosa.
Alba è una ragazza senza pace, spericolata, scontrosa (pericolosa), non mangia in famiglia e non parla con il padre, anzi lo sfida più volte in uno scontro fisico, oltre che verbale. Un giorno riceve la visita di suo cugino Fabrizio (Emilio Vacca), il quale sconvolge un equilibrio già precario in famiglia e marca un alone di mistero tra i due ragazzi. Nasce un’attrazione impossibile che fa scattare una fusione di egoismo e amore, con risultati un po’ prevedibili.
Il film intreccia bene i ruoli fra genitori e figli, gli attori si muovono senza seguire cliché rischiosi in vicende di questo tipo, eppure la storia è raccontata quasi esclusivamente da un solo punto di vista, cosa che non fa capire, ad esempio, il cambio di convinzioni di Fabrizio (per coloro che l’amore non giustifica tutto) e talvolta i comportamenti troppo superficiali di Alba. Ottimo nel cast è Salvatore Cantalupo che interpreta Umberto (padre di Alba), a lui si deve la dimensione più spiegata del film e una resistenza a prova di nervi che sfocia in una prospettiva poco giustificabile, ma legittima. Si apprezza anche Davide Lanni con il suo sentimento adolescenziale e ricattabile. Alcune scene rendono bene la pesantezza di una situazione trascinata in anni di segreti e rancori, prime fra tutte la processione finale e l’ immagine teatrale dei protagonisti.
Barbara Rossi Prudente sottolinea come Alba incarni “l’energia dell’immediatezza che non conosce educazione e non rispetta compromessi”. Tuttavia gli eventi sono presentati in una chiave che sembra forzata, vediamo due genitori amorevoli, una madre che attende la figlia sveglia fino a tarda notte, due fratelli che l’adorano, un padre taciturno (non è necessariamente un cattivo padre), così il fatto che tutto ruoti attorno ad Alba crea più perplessità che sviluppi. Forse l’intenzione di presentare una famiglia come tante o l’idea di mascherare la verità fino alla sua restituzione finale, ha reso (non sempre) impalpabile la presenza degli altri ruoli. C’è una logica troppo velata che si fatica a cogliere, dinamiche che incoraggiano un comportamento quasi perché scelto a priori, come se venisse prima la tragedia e dopo la storia.
Un plauso va comunque alla regista, che firma anche Soggetto e Sceneggiatura, al suo coraggio e al risultato di un film che sa comunque impartire sane lezioni e scorre senza fastidio, in una tematica tanto realistica quanto nascosta. Infondo ciò che se ne ricava è una costante troppo spesso ignorata: gli errori dei genitori non dovrebbero mai ricadere sui figli.
La Frase: “Vaffanculo al vostro bene melodrammatico!”
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Scheda film
Titolo: Esterno sera
Regia: Barbara Rossi Prudente
Cast: Valentina Vacca, Emilio Vacca, Salvatore Cantalupo, Ricky Tognazzi, Alessandra Borgia, Davide Lanni, Ciro Carnevale, Mena De Filppo, Piergiuseppe Arancione
Genere: drammatico
Durata: 101‘
Produzione: 19.11 Produzioni
Distribuzione: Microcinema SpA
Nazione: Italia
Uscita: 23/05/2013.
Annamaria Scali.






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