Secondo il grande regista inglese Mike Leigh, le qualità che dovrebbe avere un attore sono intelligenza, umilità e senso dell’umorismo. Il romano Simone Destrero, le possiede tutte. Formidabile attore teatrale, ha partecipato a moltissimi progetti cinematografici indipendenti interpretando ruoli assai diversi, grazie ad una fisicità versatile che gli permette di passare dal registro comico a quello drammatico. Interprete sensibile, capace di mettersi a nudo e di sorprendere con uno sguardo o un sorriso, Simone ha lavorato, per citarne solo alcuni, in: Peggio per me di Riccardo Camilli, L’Esodo di Ciro Formisano, Il Campione di Leonardo D’Agostini, Figli come noi di Rosso Fiorentino e in parecchie serie tv, da Rocco Schiavone a Suburra.

Simone, quale è stato il lavoro di cui sei stato più orgoglioso nel corso della tua carriera?
Premesso che tutti i lavori sono stati importanti per acquisire esperienza nel mio percorso, sicuramente, a livello teatrale, non potrò mai dimenticare la prima volta che sono andato in scena al Teatro Argentina di Roma. Quel palcoscenico rappresenta un tempio, dove hanno recitato i più grandi attori italiani, e non solo; ancora ricordo che alla prima replica, nonostante fossero già più di dieci anni che andavo in scena, mi tremavano le gambe come un debuttante. Il testo era Così è se vi pare di Luigi Pirandello dove interpretavo la parte del Signor Ponza. Al cinema, anche se i set più divertenti sono quelli dei film indipendenti dove ho tanti amici registi con cui lavoro piacevolmente, devo dire che Il Campione, film uscito da poco nelle sale, mi ha dato una visibilità che, seppur interpretando una piccola parte nei panni del padre della protagonista, non si ottiene con anni e anni di gavetta teatrale.
Sei stato dietro la macchina da presa, per prova e per diletto, ma hai scelto la recitazione. Come attore, c’è un ruolo famoso che avresti voluto interpretare tu?
Si, avrei voluto fare il regista all’inizio, ma poi per pigrizia ho fatto l’attore (ride). Chiaramente c’è una forte ironia in questa frase, visto che recitare non è per niente un lavoro comodo, tuttavia sono convinto rimanga un fondo di verità. Per arrivare alla tua domanda: è un bene che i ruoli che ti citerò li abbiano fatti loro e non io, perchè sarebbe impossibile renderli meglio, vista la loro magistrale bravura, ma se dobbiamo giocare ti citerò tre ruoli: Jack Torrence di Shining, Aguirre del film Aguirre, Furore di Dio di Herzog ed infine, forse meno famoso ma altrettanto straordinario, Erwin/Elvira protagonista di Un anno con tredici lune di Fassbinder.
Da cinefilo, quali sono le tue pietre miliari?
Tante, troppe per citarle tutte. Anche qui mi limito a tre: Il Piacere di Max Ophuls, 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick e Un’estate d’amore di Bergman.
Recitare è un modo per vivere molte vite. Come ti vorresti vedere fra 10 anni?
Con 10 anni di meno di adesso e bellissimo… a parte gli scherzi, in salute e contento del mio lavoro, mi basterebbe questo.
Qual è il migliore consiglio che ti abbiano mai dato?
Non so, credo sia quello di provare a non esternare mai enfaticamente quello che si recita, ma viverlo appieno con la propria interiorità, cercando il miglior connubio possibile tra sé stessi e il personaggio che si interpreta.

Un sogno nel cassetto che vorresti realizzare?
Fare il protagonista in un bel film che tratti intelligentemente i limiti umani, rispetto a tutto l’infinito possibile che non conosciamo. Una sorta di 2001 Odissea nello spazio non fantascientifico, che mantenga però quella necessità di ricerca metafisica… chiedo troppo?
Con quale regista ti piacerebbe lavorare?
Con Clint Eastwood, sicuramente. Ma mi accontenterei anche di David Lynch o Aleksander Sokurov.
Puoi anticiparci qualcosa di un progetto prossimo o qualcosa a cui stai già lavorando?
Un progetto a cui tengo molto è un film tratto da un’opera molto interessante di Carlo Alianello e, a teatro, per la prossima stagione, Pensaci Giacomino, che sarà il mio sesto Pirandello. Per chi volesse seguirmi anche sui social, consiglio la visione di una web serie sull’Amleto di Shakeaspere – “Amleto-la serie” – dove interpreto il Re Claudio, sono quindici puntate e siamo appena alla terza.





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