Scattare una foto: un gesto così semplice e naturale, che tuttavia per alcuni può risultare mortale. Questa è la storia di Polaroid, che si cela dietro una macchina fotografica istantanea, una Polaroid Sx 70 (disegnata dal famoso designer americano Henry Dreyfuss) che Bird Fitcher, liceale appassionata di fotografia riceve in regalo dal suo collega e amico Tyler. Entusiasta di provarla, gli scatta una foto e sviluppandola si accorge che nell’immagine svilupata è presente un’inquietante ombra; la stessa ombra che perseguiterà tutti coloro che verranno immortalati dal suo scatto, inclusa Bird e i suoi amici, con il solo scopo di ucciderli e placare la sua sete di vendetta. Quale storia terribile si cela dietro una macchina fotografica degli anni 70?
Polaroid è un misto tra un tentativo di horror sovrannaturale e un teen-movie che muove da un’idea intrigante, che poteva però essere sviluppata decisamente meglio. La sceneggiatura è un po’ carente e manca il fulcro pulsante di un film horror: la tensione. Lo spettatore può accettare che il film non spaventi, ma non che non ci sia inquietudine. Non ci sono colpi di scena che fanno balzare sulla sedia, ma al contrario: i meccanismi della storia sono semplici, essenziali e prevedibili, al punto che il film cade in non pochi clichè, che un pubblico attento, o abituato a meccanismi più complessi, si aspetta e che non vede delusi.
Un esempio? Il solito gruppo di amici che si ritrova in una spirale di terrore a causa di uno spirito che li perseguita senza un motivo apparente. La solita ambientazione notturna tra i corridoi della Locust High School inseguiti dal mostro assetato di sangue. L’ormai prevedibile passato oscuro e perverso dei primi proprietari della Polaroid: Roland Joseph Sable, sua figlia Rebecca e l’inquietante madre superstite, un cammeo interpretato da Grace Zabriskie (Sarah Palmer in Twin Peaks). Lo scontato aiuto dello sceriffo Pembroke (Mitch Pileggi, altra comparsa del mondo horror-sovrannaturale proveniente dal mondo di X-Files), per arrivare alla conclusione del film esattamente come la si poteva immaginare. In tutta la proiezione non c’è mai davvero un climax ascendente di suspance o momenti suggestionanti. I colpi di scena, come dicevamo prima, sono non aggiungono niente di nuovo alla storia.
Errori tutto sommato comprensibili per un lungometraggio d’esordio del regista norvegese Lars Klevberg. Belle le ambientazioni, molto convincenti e cupe, a tratti molto fotografiche, per restare in tema, e quasi del tutto prive di luce naturale, che non risultano però claustrofobiche: insomma, i tipici paesaggi scandinavi d’inverno.
Kathryn Prescott in una scena del film
La pellicola è scorrevole e riuscita in parte: intrattiene lo spettatore abbastanza da sorvolare sulle sbavature della sceneggiatura e su altre piccole incongruenze, ma coloro che sono abituati a film horror con trame davvero pungenti e storicamente quadrate, avranno qualcosa da ridire.Ciononostante, l’attrice Kathryn Prescott (vincitrice di un doppio premio BAFTA per aver interpretato Emily Fitch nella serie tv Skins e ritrovata anche in Reign in cui prestava il volto per Penelope) regge sulle proprie spalle tutto il carico emotivo della trama e convince il pubblico con le sue doti attoriali. Nel cast c’è anche Madelaine Petsch, star di Riverdale, e Javier Botet nei panni dello spirito demoniaco della Sx 70.
- DATA USCITA: 23 maggio 2019
- GENERE: Horror
- ANNO: 2019
- REGIA: Lars Klevberg
- CAST: Kathryn Prescott, Tyler Young, Samantha Logan, Grace Zabriskie, Mitch Pileggi, Priscilla Quintana, Davi Santos, Keenan Tracey, Madelaine Petsch
- PAESE: Stati Uniti
- DURATA: 88 minuti






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