Daniel J. Jones (Adam Driver), lavora per sette anni in un ufficio top secret in un seminterrato, insieme a un paio di collaboratori -che, esausti, se ne vanno uno dopo l’altro- a un’indagine che gli è stata affidata dalla senatrice democratica californiana Dianne Feinstein (Annette Bening). Si tratta di indagare sul programma di detenzione ed interrogatorio della CIA durante la Guerra al Terrore, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, all’epoca di Bush. Il risultato di questo lavoro, nel quale il giovane uomo mette tutto l’impegno possibile, facendosene inevitabilmente coinvolgere a livello emotivo e personale, è un report di 525 pagine, riassunto di un fascicolo di ben 6700 fogli, tutt’oggi inaccessibile.

Ma nel momento in cui la verità – e cioè che decine di prigionieri sono stati brutalmente torturati, alcuni dei quali fino alla morte – sta per emergere, la CIA ed il presidente degli Stati Uniti d’America faranno il possibile per impedire che il Report venga pubblicato e diffuso.
Il regista americano Scott Z. Burns, socio e produttore di Steven Soderbergh, abile sceneggiatore, mette in piedi in modo efficace e rigoroso una vicenda che per essere raccontata aveva bisogno proprio di queste qualità, spogliando i protagonisti di qualsiasi fatto privato e mostrandoceli talvolta appassionati, altre demoralizzati, sfiniti più spesso che mai. Ma la necessità della verità va oltre le loro storie e si presenta come un’esigenza morale che rappresenta l’essenza della Costituzione degli Stati Uniti D’America.

Nonostante la denuncia di abusi, menzogne ed insabbiamenti, The Report, il cui titolo originale era The Torture Report, è un film fieramente e orgogliosamente patriottico, che però non crede che i propri scopi vadano perseguiti sempre e comunque giustificandone i mezzi. Ammettere gli errori e farne ammenda è il passaggio inevitabile affinché essi non si ripetano e non si intacchi la fiducia nella bontà del sistema americano. Con una certa retorica ma con molta onestà documentaristica Burns mette così in piedi un film necessario.

Sull’onda del terrore provocato dagli attentati alle Torri Gemelle, pur di inchiodare i colpevoli ad ogni costo e nel più breve tempo possibile, La CIA accetta di attuare il programma creato da due psicologi, James Mitchell e Bruce Jessen, privi di esperienza reale di interrogatori, al costo di un contratto da 80 milioni di dollari. Il programma dei sedicenti “esperti”, spacciato cme innovativo ed infallibile, ma di retaggio tardo medioevale, consisteva nel terrificante Waterboarding (acqua fatta tracannare a forza fino al limite dell’annegamento), acqua gelata (un prigioniero morì di ipotermia), incatenamenti, musica heavy metal ad alto volume, privazione del sonno e altri orrori. L’inchiesta di Jones ha dimostrato che nessun tipo di informazione valida a prevenire attentati terroristici o ad avere informazioni utili fu mai ottenuta attraverso questo interrogatorio “avanzato”, come veniva eufemisticamente definita la tortura.

Nel film viene più volte citato Edward Snowden e lo stesso Jones, nel momento in cui teme che il suo lavoro non verrà mai reso pubblico, sta per cedere alla tentazione di travalicare la legalità e dare il rapporto direttamente alla stampa locale. Ma The Report è un film incentrato proprio sulla delicata questione morale ed etica, e non si contraddice. Può un paese che basa le sue fondamenta su valori di giustizia e trasparenza che ripudiano la tortura, avvalersi proprio dei mezzi che condanna formalmente, per motivi di sicurezza nazionale?

Come spesso accade nei centri di grande potere, nessun membro della CIA pagò mai penalmente per quel programma, che pure era basato sulla menzogna – tuttavia il lavoro di Daniel Jones e del Senato ebbe come risultato una legge, conosciuta come emendamento McCain /Feinstein, varata proprio affinché la Cia non potesse più macchiarsi di tali errori.
Il rapporto ispirò il celebre discorso del senatore John McCain (che era stato torturato a sua volta durante la guerra in Vietnam) sulla tortura, che è infatti posto a finale del film. La pellicola – presentata al Sundance Film Festival 2019 – sarà in sala per tre giorni il 18, 19 e 20 novembre e potrà essere vista su Amazon Prime Video dal 29 novembre.
DATA USCITA: 15 novembre 2019 (USA)
GENERE: drammatico/thriller
ANNO: 2019
REGIA: Scott Z. Burns
CAST: Adam Driver, Annette Bening, Ted Levine, Michael C. Hall, Tim Blake Nelson, Corey Stoll, Maura Tierney, Jon Hamm
PAESE: Stati Uniti d’America
PRODUZIONE: Topic Studios, Margin of Error, Unbranded Pictures
DURATA: 120 minuti
DISTRIBUZIONE: Amazon Studios






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