A quarant’anni dalla realizzazione di E.T l’extraterrestre, il dolcissimo e famosissimo alieno nato dall’immaginazione esplosiva di Steven Spielberg, Inside The Show vuole proporre la visione del film Navigator, diretto dal regista statunitense Randal Kleiser nel 1986 il quale, come Spielberg, ha voluto regalare al pubblico una visione di tenerezza e di amicizia tra il mondo umano e gli abitanti di altre galassie.
Ambientato a Fort Lauderdale, nello Stato della Florida, anno 1978, Navigator è la fantastica storia di David (Joey Cramer), un bambino di dodici anni che, dopo una caduta durante una passeggiata nel bosco, si ritrova nel futuro, all’anno 1986. L’incontro con Max, il curioso e simpatico padrone dell’astronave rinchiusa all’ interno di un hangar della NASA, darà inizio ad una nuova e meravigliosa amicizia, piena di emozioni…

Luci blu tenue alternate a lampi d’argento, sono i colori che riempiono la fotografia di questa pellicola; tinte che richiamano l’ignoto, lo spazio, ma che sanno comunicare anche un sapore di tranquillità e gioia. Randal Kleiser con il suo Navigator, ha strizzato l’occhio al simpatico alieno di Spielberg: i due registi hanno avuto la visione comune di presentare al pubblico una chiave di lettura diversa, rispetto a pellicole cinematografiche che a volte disegnano l’alieno come una figura ostile e nemica.

In Navigator, propio come in E.T. , viene dato rilievo al senso di fiducia che è proprio dell’ingenuità e curiosità infantile, priva di pregiudizi e stereotipi, con un grado di comprensione per l’altro molto elevato e che regala una sensazione di apertura al nuovo. Kleiser già con il suo musical colossal Grease (1978) e Laguna Blu (1980), aveva nettamente anticipato di che energia positiva fosse fatto, anche acusticamente; in Navigator le musiche di Alan Silvestri, autore della soundtrack movie della trilogia Ritorno al Futuro, ne hanno dato prova; i suoni pieni degli ottoni danno spessore e stabilità alle scene e avvolgono i panorami di grandiosità emotiva, pur non possedendo la pellicola effetti speciali di rilievo.
Ma è proprio questa semplicità priva di troppi artifici a rendere il film appagante e rilassante visivamente, che concede allo spettatore anche spazi di riflessione sulla propria esistenza rispetto ad altre, raccontando una favola forse più reale di quanto si pensi, lanciando un segnale di tolleranza e fratellanza verso ciò che non si conosce.







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