C’è un’Italia notturna, rabbiosa e dimenticata che vive tra periferie, droga e giovani cresciuti troppo in fretta.
Un mondo fatto di violenza quotidiana, regolamenti di conti e vite consumate senza prospettive. È da questo universo che prende forma il nuovo romanzo di Alessandro Morbidelli, una storia dura e intensa che racconta la fuga di un ragazzo segnato dalla criminalità e incapace di liberarsi dal proprio passato.
Il protagonista è uno dei tanti “bastardi di vent’anni” che popolano le periferie urbane contemporanee. Vive all’ombra di San Siro, dentro una Milano cupa e feroce, tra traffico di droga, gang giovanili e una movida che nasconde degrado e disperazione. La sua esistenza è scandita dalla notte, dalla violenza e dalla continua necessità di sopravvivere in un ambiente dove basta uno sguardo sbagliato per scatenare una guerra. Ma qualcosa va storto. Stavolta il confine viene superato e il ragazzo è costretto a fuggire, lasciandosi alle spalle tutto ciò che conosce.
La fuga lo conduce lontano dalla città, nelle campagne marchigiane, in un luogo apparentemente distante da quel mondo criminale che ha segnato la sua vita. Qui il tempo sembra muoversi più lentamente, immerso in paesaggi rurali e nella semplicità di una provincia che però non appare affatto idealizzata. Anche questo mondo, infatti, è attraversato dalla solitudine, dalla depressione e dall’incapacità di comunicare. Morbidelli racconta una provincia malinconica, fatta di persone isolate e ferite, dove il silenzio pesa quanto la violenza delle periferie urbane.
Nel cuore di questa realtà emerge il personaggio di Natalino, un vecchio che gestisce un canile molto particolare. Non è soltanto un luogo dove vengono accolti animali abbandonati, ma uno spazio simbolico dove creature ferite e dimenticate cercano una possibilità di sopravvivenza. Il protagonista riconosce nei cani qualcosa di sé stesso: occhi pieni di paura, rabbia e bisogno di appartenenza. È qui che il romanzo trova la sua dimensione più umana e introspettiva, mostrando il desiderio di redenzione di un ragazzo che non ha mai davvero conosciuto altro che la brutalità.

L’autore
Alessandro Morbidelli costruisce una narrazione intensa e cinematografica, capace di alternare scene crude a momenti di forte introspezione. Il romanzo non è soltanto una storia criminale, ma anche un’indagine sul disagio giovanile e sull’incapacità della società contemporanea di offrire punti di riferimento solidi. I personaggi vivono ai margini, sospesi tra il bisogno di fuga e l’impossibilità di cambiare davvero.
La violenza attraversa tutta la storia come una presenza inevitabile. Anche quando il protagonista prova ad allontanarsene, il passato continua a inseguirlo. È una violenza che non nasce soltanto dalla criminalità, ma soprattutto dal vuoto emotivo, dall’assenza di prospettive e dalla difficoltà di costruire relazioni autentiche. In questo senso il romanzo diventa il ritratto amaro di una generazione cresciuta senza strumenti per affrontare la fragilità.
La scrittura di Morbidelli è asciutta, diretta e fortemente visiva. Le atmosfere cupe della Milano notturna si contrappongono ai silenzi delle campagne marchigiane, creando un continuo contrasto tra città e provincia, caos e immobilità, fuga e prigionia interiore. Ogni ambiente riflette lo stato d’animo dei personaggi, contribuendo a costruire una tensione costante che accompagna il lettore fino alla fine.
L’autore conferma così la propria capacità di esplorare le zone più oscure dell’animo umano e della società contemporanea. Dopo i precedenti romanzi, Morbidelli torna a raccontare personaggi marginali e feriti, offrendo una narrazione che unisce noir, denuncia sociale e riflessione esistenziale. Il risultato è un romanzo duro ma profondamente umano, che costringe il lettore a confrontarsi con le ombre del presente e con quella violenza silenziosa che troppo spesso viene ignorata.
Le altre opere
Nel mese di giugno arrivano tanti altri libri di qualità legati al mondo del Gruppo Santelli Editore. I mercanti di anime di Gianni Garrucciu parla di una piaga sociale di cui non ci stancheremo di prendere voce e che merita di essere sempre approfondita per contrastarla. C’è poi Joppolo ’76 di Paolo Ferrillo un romanzo di formazione che si apre all’estate. Fantasy con Bruno Desanto e Puritia con ambientazioni straordinarie e poi anche il romanzo del giovane Mirko Giacone dal titolo Arcana Tarotorum. Per chi se lo fosse perso e ama la politica e le biografie vi consigliamo anche Mario Draghi – La speranza non è una strategia di Cristina La Bella che racconta sotto ogni sfaccettatura un personaggio forte del nostro tempo. Per chi invece ha spunti di riflessione legati al mondo della filosofia e della vita in generale c’è anche La felicità allo specchio di Patrizia Giugliano.




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