Il mondo corre, cambia ritmo, cerca l’altrove. Romaeuropa gli va dietro. Il passo del mondo è il titolo della 41esima edizione del Festival che invade Roma dall’ 8 settembre al 15 novembre. In scena la manifestazione che riesce a mettere insieme istituzioni culturali romane, teatri privati, accademie nazionali e internazionali, fondazioni e istituti di cultura, la Rai. Musica, teatro, danza, kids (per i bambini) e lo spazio di creatività emergente ULTRA REF: un festival sempre trasversale nei linguaggi e tecnicamente spericolato. Se vi aspettate la segnalazione di soli spettacoli musicali, sarà difficile accontentarvi: la musica attraversa tutte le performance, acustica e/o elettronica, con sovrapposizioni di stili/generi. Quindi, certamente suggerisco di andare a curiosare. Ci sono gli artisti conclamati, ma gli organizzatori fanno ricerca, selezionano creativi emergenti e capita, come quest’anno per la coreografa Sofia Nappi, che qualcuno venga proposto in una sezione di giovani e anni dopo inauguri tutto il festival.
Ecco il promo
100 spettacoli per 240 repliche e circa 1000 artisti dall’Italia, dall’Europa e dal mondo: è questa la foto del festival diretto da Fabrizio Grifasi.
Cosa vedere, dunque, per la musica? Passo alla mia personalissima selezione. Dopo l’inaugurazione fatta di ricerca elettronica con Caterina Barbieri (9.09) – attualmente direttrice della Biennale di Venezia Musica – Christian Marclay e ONCEIM, segnalo i festeggiamenti dell’imminente novantesimo di Philip Glass con l’Ensemble che porta il suo nome ed esegue Powaqqatsi di Godfrey Reggio (16.09), in pratica musica e cinema dove dovete coinvolgere qualche neurone in più.
Performance molto riuscite della coreografa Sasha Waltz sono quelle con i musicisti in scena, e questa volta sul palco la vedremo danzare con l’eccellente violoncellista Anastasia Kobekina in Bach Cello Dance (6.10).
Ancora musica e danza, dove la celeberrima rilettura delle Quattro Stagioni di Vivaldi firmata da Max Richter diventa Four seasons changed, concerto coreografico di Michiel Vandevelde (1.10), ovvero strutture barocche in contesti contemporanei.
C’è anche musica pura. L’ensemble che ha una playlist piena di prime esecuzioni dedicate, Blow Up Percussion, esegue Pendulum Music, Drumming, Come Out e altro per i 90anni di Steve Reich (4.10) oltre a Field of Vision di Michael Gordon (19.09). C’è uno di quei dischi che prima o poi compaiono anche nelle case di chi giura di non ascoltare jazz, The Köln Concert di Keith Jarrett (2.11), musica nata come improvvisazione che viene eseguita fedelmente in alcune parti e reinterpretata in altre, a cura dei pianisti Maki Namekawa e Thomas Enhco. Glass è pure eseguito da Vanessa Wagner (15.11) con l’esecuzione integrale degli Études, meraviglia di cellule apparentemente simili, dove le microvariazioni catapultano in altri mondi, come il rollio di una barca dopo avere assunto Xamamina. Il New European Ensemble diretto da Carlo Boccadoro propone Voices per il centenario della nascita di Hans Werner Henze (4.11). E c’è musica (cosiddetta) classica che viene intercalata dai testi di Sabine Scho, La bella Magelone di Brahms (29.09). Cosa dire del gran finale firmato da Enrico Melozzi (da Sanremo per Maneskin e non solo, alla classica, alla musica di scena e oltre: un agitatore musicale)? Il suo spazio è Classical Rave Party (15.11). Se pensate che “classica” e “rave” non possano stare nella stessa frase, Melozzi è lì apposta: sarà una pacifica occupazione di musicisti e artisti per tutti i pubblici e i repertori. La mattina sarà dedicata a 100 Cellos con Giovanni Sollima e la sera all’Orchestra Notturna Clandestina con Niccolò Fabi, Alessandro Baricco, Gloria Campaner, Elsa Lila, la Banda dell’Esercito Italiano, Anastasio e Fasma.
Spoiler: divertimento assicurato!

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Solo questo? Assolutamente no. E quindi proseguo con un elenco, sempre personalissimo: i concerti di Hans Thomalla con l’Ensemble Lux: NM, il pioniere della dub techno berlinese Moritz von Oswald con Silencio, Jeff Mills con l’arpista e compositrice Kety Fusco in The Trip to Vega per un viaggio tra generi artistici. E poi Fatoumata Diawara, il teatro musicale di Vinicio Capossela, The Avex Ensemble che esegue la colonna sonora di Blade Runner, ovvero Vangelis. Ancora: Osmium dell’slandese Hildur Guðnadóttir (Oscar per Joker e Grammy per Chernobyl) con James Ginzburg, Rully Shabara e Sam Slater; Kangding Ray (Sirât, Premio della Giuria Festival di Cannes 2025) con il nuovo Superfluid, l’ensemble di percussionisti Third Coast Percussion con Jlin.
E molto altro, ma basta con gli elenchi. Insomma, vi sfido a non trovare qualcosa che vi piaccia. O, meglio ancora, qualcosa che non sapevate potesse piacervi: presto, andate su social e sito!
romaeuropa.net

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