Dopo aver indossato i panni del cavaliere oscuro in Batman v Superman, il celebre Ben Affleck torna dietro alla macchina da presa con La Legge della Notte, pellicola gangster basata sull’omonimo romanzo scritto da Dennis Lehane, ed uscito nel 2012. Sarà riuscito a replicare il successo di Argo e The Town? Scopritelo nella nostra recensione.

Da molti criticato per le sue doti attoriali non sempre convincenti, Ben Affleck riuscì a stupire i suoi detrattori con Argo, thriller politico in cui ricoprì i ruoli di protagonista e regista, e che vinse l’Oscar come miglior pellicola nel 2013. Fast forward di quattro anni, l’attore si cimenta con un film ambientato nei ruggenti anni 20, quando il Proibizionismo non riesce a fermare il fiume d’alcool che invade gli speakeasy della mala. Il protagonista de La Legge della Notte è Joe Coughlin, il figlio di un commissario della Polizia di Boston, che da tempo ha voltato le spalle alla sua rigida educazione per diventare un fuorilegge. In uno Stato permeato dalla criminalità, i buoni hanno vita dura e Joe lo scoprirà ben presto quando il gangster Albert White, interpretato da Robert Glenister, sarà il responsabile dell’omicidio di Emma, sua femme fatale.
La Legge della Notte cerca in tutti modi di spiegare l’excursus di Joe da semplice criminale ad imperatore del rum e della mala, ma la sceneggiatura alquanto anonima non gli consente di brillare al punto giusto. Il film, paradossalmente, è ambientato quasi sempre di giorno e non sembra mai decollare, fattore molto negativo considerando che si tratta di un action e tutto fila via con una piattezza davvero inesorabile. L’unica nota positiva è rappresentata dalla fotografia curata da Robert Richardson, artista che ha collaborato con Tarantino e Scorsese, e dunque uno dei più idonei per il ruolo.
Sebbene il film attinga da un’epoca storica realmente accaduta e gioca al citazionisimo di capisaldi del genere, in primis le pellicole del mitico De Palma, la sceneggiatura non regge assolutamente il confronto con queste ultime, risultando a lungo andare vacua e priva di mordente. Anche l’interpretazione di Ben Affleck, qui spaesato e alquanto sottotono, contribuisce a disorientare lo spettatore che, nell’arco dei 128 minuti, tenderà ad annoiarsi. Diverso, invece, il discorso riguardante le perfomance femminili di Zoe Saldana ed Elle Fanning, che dopo il successo de I Guardiani della Galassia e The Neon Demon, hanno finalmente trovato il loro momento di gloria.
La Legge della Notte – Recensione
6
voto





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