Whitney. Ovvero la testimonianza di una voce angelica. Ecco cos’è, a conti fatti, questo bellissimo documentario, proposto in Italia dall’ottima casa di distribuzione Eagle Pictures.
Whitney Elizabeth Houston nasce a Newark nel 1963. Universalmente riconosciuta come una delle più iconiche, popolari e talentuose voci di tutti i tempi, Whitney viene spesso chiamata semplicemente “The Voice” come un altro grande della musica, Frank Sinatra. Musica che riempie, nel caso della bellissima Houston, la vita di un’anima forte e fragile al tempo stesso. Una donna unica e così provata… Una donna unica… ma dai mille volti. Dalle mille anime. C’è la Whitney artista, capace di essere per 46 settimane al numero uno in classifica degli album più venduti… di vincere 2 Emmy. 6 Grammy Awards e 22American Music Awards. Poi c’è la moglie, la madre. E la figlia. Mille anime. Mille volti. Mille identità racchiuse in un animo sensibile, fragilmente forte.
Il regista di quest’opera, Nick Broomfield (Soldier girls, Kurt & Courtney, Biggie & Tupac) – perché il suo “Whitney” non è un semplice documentario ma un vero e proprio viaggio nella vita della Houston – dipinge un ritratto di un’artista dalla voce angelica e dall’anima inquieta. In sala nel Belpaese dal 24 al 28 Aprile un evento unico nel suo genere ed imperdibile, sia per i fan della cantante americana, sia per chi ha bisogno di emozionarsi con una storia vera fatta di amori, scandali, eccessi ma anche di buona musica. Un documentario che ti emoziona dal primo all’ultimo minuto e che dona riflessioni sulla vita della Houston ma anche sulla propria: viene da chiedersi, infatti, sui titoli di coda, con in sottofondo una delle più belle canzoni mai cantate da quella voce d’angelo, come mai… perché, a volte, chi ha tutto (non ci si riferisce solamente al conto corrente, ovviamente) alla fin fine sembra non avere niente… o almeno così appare agli occhi di chi incerto, insicuro, inquieto, si ritrova in acqua senza saper nuotare. Whitney ci ha provato. Con tutta se stessa. Con Kevin Costner. Con sua figlia. Ma la sua fragilità, il suo mal di vivere insito in lei ha avuto la meglio. Oltre alle sue canzoni, alle sue magiche interpretazioni, resta il suo ricordo che sarà anche la sua presenza: un’artista vera, con pregi e incertezze, inquietudini e voglia di gridare al mondo: «Sono qui.». Cantando.
Per scoprire dove vedere il film accedere a www.eventowhitney.it
Whitney: Can I Be Me – Recensione
8
voto




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