L’attesa per Django Unchained è stata davvero estenuante e dopo un ritardo di alcuni giorni, la pellicola del folle e geniale Quentin Tarantino, giunge finalmente nelle sale di tutta Italia. Dopo 165 minuti, posso affermare senza dubbio, che l’attesa è stata ripagata al meglio e che Django Unchained risulta un capalovoro, imperdibile per tutti gli appassionati di cinema!

La pellicola si apre con la marcia di alcuni schiavi, con sottofondo la spettacolare musica del primo Django, di Luis Bacalov. Tra questi schiavi neri, si trova Django, il quale sarà salvato dal cacciatore di taglie tedesco, Dottor King Schultz, in quanto l’unico in grado di riconoscere tre uomini di cui il dottore è alla ricerca, e al quale potrebbero fruttare un grande bottino. La trama, però, si infittisce, in quanto Django desidera essere liberato e sopratutto trovare sua moglie, Broomhilda, anch’essa schiava e prigioniera nella piantagione di Candyland, appartenente a Calvin Candie, grande amante, oltre al commercio di schiavi, anche delle cruente lotte tra mandingo. La trama inizialmente potrà sembrare piuttosto lineare, ma i diversi colpi di scene e una storia sempre più complessa e matura, lo rendono godibile per tutta la durata della pellicola. La grande maestria di Tarantino, si trova sopratutto nella sua abilità a trattare un tema molto complesso, come quello della schiavitù, anche con un semplice dialogo o con una frase.

Il film è pieno di citazioni e in questo senso è chiara la volontà del regista di rendere omaggio agli Spaghetti Western. Si va infatti dalla già citata scena iniziale fino alla scena finale con il tema principale de “Lo chiamavano trinità”, ma fantastica ed esilarante in questo senso risulta essere la scena in cui Django mostra il suo nome allo schiavista Amerigo Vassepi, interpretato proprio da Franco Nero
” Django. D-J-A-N-G-O. La D è muta.” “Lo so”
Ma non mancano riferimenti a film appartenenti ad altri generi, come una delle scene iniziali, riprese di peso da Spartacus di Kubrick o la scena della lotta tra mandingo, in particola quando uno dei due schiavi strappa gli occhi dell’altro, ripresa da Kill Bill volume 2, dello stesso regista e da The Killer di John Woo.
Tuttavia il film non si limita a questo e risulta il più esagerato di Tarantino in tutti i suoi aspetti, la pellicola è la più violenta, tra quelle realizzate da Tarantino, ma anche la più divertente ed è proprio questo che rappresenta al meglio la grandiosità del regista, il saper unire in un connubio perfetto, scene molto cruente e scene letteralmente esilaranti. Questo non fa che immedesimare lo spettatore, il quale non si annoierà per un solo attimo, ma anzi implorerà che il film non finisca più, tra personaggi folli ed estremamente caratterizzati e scene assurde, come la morte di Lara Lee, sorella di Candie. Tarantino, quindi, è riuscito al meglio ad unire diversi generi, come i grandi Spaghetti Western, ma anche le scene d’azione dei b-movie, davvero poco credibile e ai limiti dell’immaginabile.

A rendere ancora più evidente il lavoro svolto dal regista ci pensa il cast, davvero impressionante. Ottima interpretazione di Jamie Foxx, che dimostra ancora una volta come sia uno degli attori più sottovalutati in circolazione, davvero realistica; l’abilità dell’attore va ricercata sopratutto nella sua abilità di recitare in scene drammatiche o ” serie” e quindi di assumere un tono più silenzioso e cauto, ma anche in scene più movimentate e caratterizzate da continue battute, insulti e sparatorie. L’interpretazione di Leonardo DiCaprio è semplicemente da oscar e nella parte dell’antagonista, non mostra alcun tentennamento, da segnalare sopratutto la scena in cui descrive il cranio di Old Ben e imbratta la faccia di Broomhilda con il suo sangue. Christoph Waltz convince ancora una volta e dimostra grande abilità nel saper interpretare un personaggio senza scrupoli, il quale non si pone troppi problemi nell’uccidere un genitore davanti agli occhi del figlio. Grandiosa la recitazione di Samule L. Jackson, il quale interpreta il capo degli sciavi di Calvin, un personaggio debole esternamente, ma incredibilmente forte interiormente e in grado di fronteggiare senza paura e con grande furbizia il nemico.

Chiudono il cerchio le musiche, praticamente onnipresenti e davvero azzeccatissime e praticamente perfette per il contesto; è, infatti, in questo aspetto che si nota maggiormente il tributo ai film western, con le incredibili musiche di Ennio Morricone, ma non mancano neanche musiche Rap.

In conclusione Django Unchained è un autentico capolavoro e a tutti gli effetti il miglior film di Quentin Tarantino. Volgare, violento,comico, coinvolgente ed epico, la pellicola è assolutamente imperdibile. Il film non risulta un semplice tributo ai Western, ma attraverso grandi libertà e coraggio da parte del regista, tratta un tema complesso e “difficile”, riuscendo ad intrattenere il pubblico, con un cast stellare e musiche di altissimo livello.
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Stephen: “Conto sei colpi,negro!” Django:” Conto due pistole,negro !”






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