Quando il Natale arriva ognuno risponde a modo proprio. Il regista del recente Questione di tempo Richard Curtis, per esempio, ne approfittò nel 2003 per scrivere e dirigere il suo primo lungometraggio. Prima aveva lavorato dietro le quinte curando le sceneggiature di Quattro matrimoni e un funerale, Mr. Bean (la serie) e Il diario di Bridget Jones.
Quando uscì con Love Actually – L’amore davvero, portò sul grande schermo la sua commedia tutta lucine e sentimento, in cui si divertì a parlare d’amore tra generazioni diverse e con forme più o meno bizzarre. Ovvero sunti di relazioni interconnesse, Natale in sottofondo, cocktail di star e di situazioni differenti. Un racconto dall’amicizia ai matrimoni, dalle passioni alle amarezze con una buona dose di intermezzi ironici e romantici che gli regalarono pure due nomination ai Golden Globes (Miglior sceneggiatura e Miglior film brillante). Merito anche e soprattutto della verve dei personaggi che raccontavano crisi diverse pur sostando nel leitmotiv zuccheroso della pellicola.
In Love Actually ci sono balletti (da rivedere Hugh Grant), confessioni, seduzioni, parolacce, prime cotte, riavvicinamenti e soprattutto abbracci. Quelli che fanno da intro e che sottolineano lo spirito di questo viaggio romantico. Non a caso si riavvolge in un aeroporto: metafora e centro di un tripudio di facce e di stati d’animo universali. Frecce con cui Curtis si dirige al cuore delle storie principali, sottovalutando alcuni (meritati) approfondimenti delle sottotrame. La pregevole parte di Laura Linney ad esempio, coinvolta col fratello, non sarà mai effettivamente risolta, vincolando l’attenzione dello spettatore a un reset quasi forzato. Abbozzi, forse di troppa carne al fuoco, che invece trovano il loro punto d’arrivo in episodi di blando interesse, come la vicenda di Kris Marshall e la sua ricerca di sesso facile.
Oltre la parzialità di alcune scelte emerge però un film ben girato, con squarci da cartolina londinese e un mucchio di ottimi attori riuniti in coro. Glissando sul fantasma della leggerezza che a volte soffia poco trascinante, si concretizza l’idea che sia stata una preferenza voluta dal regista, magari un po’ tirato a mordere il frutto della regia senza affondare davvero i denti.
Pazienza. Love Actually appartiene all’intrattenimento natalizio dei buoni propositi. Conserva ancora citazioni nella memoria luccicante di tante ragazze (la dichiarazione di Andrew Lincoln) e riesce a distinguersi sotto il velo della ruffianeria festiva. Piacevole poi la colonna sonora, che vede anche la presenza di Joni Mitchell nel pathos di una scena in braccio alla commovente Emma Thompson.
Questo è un film-affresco di tante vite che col tempo ha acquistato più simpatie. Riesce a coinvolgere nella sua messinscena garbata, con i suoi protagonisti umanamente vicini e accessibili. S’impegna a restare positivo, aggiungendo camei di Rowan Atkinson e di Claudia Schiffer, ma soprattutto liberando l’indifferenza al decoro di Bill Nighy. Musicista senza freni inibitori, cinicamente onesto e munito di alcol malinconico; capace dalla prima battuta di ricordarci quanto il buonismo di certe ricorrenze possa essere anche comico.

SCHEDA FILM
Titolo: Love Actually – L’amore davvero (Love Actually)
Regia: Richard Curtis
Sceneggiatura: Richard Curtis
Cast: Bill Nighy, Gregor Fisher, Colin Firth, Kris Marshall, Emma Thompson, Sienna Guillory, Lulu Popplewell, Hugh Grant, Martin Freeman, Heike Makatsch, Joanna Page, Chiwetel Ejiofor, Andrew Lincoln, Thomas Sangster, Abdul Salis, Nina Sosanya, Lúcia Moniz, Alan Rickman, Keira Knightley, Martine McCutcheon, Rowan Atkinson, Denise Richards, Billy Bob Thornton, Elisha Cuthbert, Rodrigo Santoro, Laura Linney, Liam Neeson
Musiche: Craig Armstrong
Genere: commedia
Durata: 135’
Produzione: Universal Pictures, Working Title Films, Seven Arts Pictures
Distribuzione: Uip
Nazione: Gran Bretagna
Uscita: 14/11/2003.






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