Frankenstein? Dracula? Sono stati creati durante un anno bisestile di calamità, come oggi.
I personaggi – con conseguenti infinite declinazioni cinematografiche – più terrificanti al mondo sono stati scritti in condizioni che somigliano a quelle che stiamo attualmente vivendo. Calamità naturali, emergenza e pericolo, isolamento. Non si trattava di una pandemia, ma dell’ultima grande crisi di sopravvivenza del mondo occidentale. Era il 1816, anno bisestile. Gravi anomalie al clima dovute presumibilmente ai detriti rilasciati nell’aria dall’esplosione del vulcano Tambora, in Indonesia, produssero uno degli anni più freddi nella storia recente dell’umanità, con tragiche conseguenze: la distruzione dei raccolti in Europa settentrionale e Nord America e la rigida temperatura perdurata per mesi.

Gothic di Ken Russell
Nel gelido giugno di quell’anno “senza estate”, alcuni giovani amici decisero di chiudersi in casa, in una villa isolata che si affacciava su un lago ghiacciato nei pressi di Ginevra. Erano il poeta romantico Lord George Byron, la sua bella amante Claire Clairmont, il medico personale di Byron, John Polidori, il poeta Percy Shelley e la fidanzata Mary Godwin (futura Mary Shelley) sorellastra di Claire. Bloccati dalla pioggia e dal freddo inusuale, i cinque letterati trascorrevano il tempo leggendo storie esoteriche e fantastiche, fino a quando, per rompere la noia, Byron non propose loro una gara. Chi fra loro sarebbe stato in grado di scrivere il racconto più spaventoso?

Gothic di Ken Russell
Solo due ci riuscirono: la prima fu Mary che scrisse “Frankenstein”, la storia del cadavere assemblato da uno scienziato folle, che gli dà vita ma non riesce ad amarlo. Terrificante ma anche romantica e sentimentale, la storia col tempo si trasformò nel mondo del cinema, fino ad accentuarne le caratteristiche orride e meno quelle umanistiche.
La prima trasposizione risale al 1910, quando venne prodotto dalla compagnia di Thomas Edison il film muto Frankenstein diretto da J. Searle Dawley. A questi ne seguirono altre due, ma il vero successo arrivò nel 1931, con il primo film sonoro diretto da James Whale, nella quale l’immagine della creatura divenne iconica grazie all’interpretazione di Boris Karloff e alla sua caratterizzazione, ideata da Whale stesso insieme al truccatore Jack Pierce. La maschera più celebre ed imitata nel cinema horror.

Boris Karloff in Frankenstein
La circostanza – gli amici chiusi per giorni nella villa – che diede origine al mito del cadavere vivente venne ripresa in alcuni film come La moglie di Frankenstein (1935), Gothic (1986) di Ken Russell e Frankenstein oltre le frontiere del tempo di Roger Corman (1990).
Il secondo incredibile racconto di paura, scritto nell’isolamento, fu “Il Vampiro” ad opera dello sfortunato medico e scrittore John Polidori.

Frankenstein oltre le frontiere del tempo di Roger Corman
In esso vengono per la prima volta in assoluto definiti e stigmatizzati tutti i tratti fondamentali del vampiro classico che diverrà patrimonio della letteratura e, successivamente, del cinema mondiale. Polidori modellò il proprio vampiro sul modello byroniano dell’eroe tenebroso e maledetto, e lo chiamò “Lord Ruthven” come omaggio all’amico poeta. Lord Ruthven non fu solo il primo vampiro della letteratura inglese, ma anche il primo vampiro contemporaneo e alla moda: aristocratico, raffinato e dotato di un perverso fascino oscuro.

Vampyr di Carl Theodor Dreyer
Purtroppo a lungo molti furono convinti che il racconto fosse stato scritto da Lord Byron, sia per la sua fama di originale e perverso, sia per la somiglianza dei caratteri. Polidori, caduto in depressione, dopo vari insuccessi letterari e il desiderio frustrato di farsi prete (la comunità ecclesiastica lo respinse) morì in circostanze misteriose ad appena 25 anni. Se non ci fosse stato il suo libro, probabilmente non sarebbe mai stato scritto neppure “Dracula” di Bram Stoker, che vide la luce nel 1897 e divenne un successo mondiale. Ma Stoker non fu così originale, infatti ancora prima di lui c’era stato, nel 1872, Sheridan Le Fanu a dare vita a una meravigliosa ed enigmatica vampira col breve racconto: Carmilla. l regista danese Carl Theodor Dreyer adattò liberamente Carmilla per il suo film Vampyr – Il vampiro (1932)

Vampyr
La vampira è invece il titolo di un film muto del 1915 diretto da Frank Powell con Theda Bara nel ruolo della vamp, una predatrice che non succhiava sangue ma si nutriva della linfa vitale degli uomini, portandoli alla fine.
Da lì a poco, nel 1922 arrivò il capolavoro espressionista Nosferatu di F. W. Murnau. Direttamente ispirato al romanzo di Stoker senza però averne i diritti legali, scatenò le ire della sua vedova, che fece distruggere tutte le copie. Ma il vampiro, che rappresentava la personificazione astratta del male, sopravvisse.
Ancora convinti che gli anni bisestili caratterizzati da catastrofi climatiche e virus sconosciuti vengano solo per nuocere? Probabilmente sì, ma anche per esternare i nostri sogni ed incubi più profondi e renderli, nella loro inquietante e disturbante bellezza, immortali. Quando le circostanze limitano la nostra libertà e la paura rischia di prendere il sopravvento: leggiamo, scriviamo, viaggiamo con l’immaginazione. Una mente infiammata dalla passione non ha confini. Fino a che possiamo fare questo, nulla è davvero perduto.

Nosferatu di Murnau






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