2028. Per le persone comuni ci sono i dottori mentre per i criminali c’è lei: l’infermiera dell’Hotel Artemis. Una sopravvissuta e amabile Jodie Foster secondo cui quello in corso “è solo un altro mercoledì” nel cuore delle rivolte di Los Angeles; niente che non sia in grado di gestire con la sua ventennale esperienza.

Dalla cura delle ferite d’arma da fuoco ai consigli della padrona di casa gli ospiti che vi dimorano trovano un riparo per ogni evenienza. Per i casi estremi c’è poi una stampante di organi 3D e soprattutto l’aiutante Everest (di nome e di fatto) Dave Bautista. È lui che gestisce gli ospiti difficili, che vorrebbero entrare senza registrazione o quelli che violano una delle regole base: in albergo non si uccide nessuno. Un po’ come il Continental di John Wick e come l’infrangersi di quelle leggi che mandano a catafascio gli equilibri; conseguenza fondamentale per una trama fondata sull’inevitabile scoppio di un sistema.

E qui a mandare in malora il decalogo sono in tanti, rintanati in camere con nomi accattivanti e con un piano segreto da mettere in atto.
Ciliegina sulla torta l’arrivo del Lupo Jeff Goldblum: boss senza perdono, passato della protagonista e incarnazione del sangue sopra cui l’Hotel è sorto.

Drew Pearce, che prima di scrivere e dirigere questo fanta thriller ha curato il soggetto di Mission Impossible: Rogue Nation, nonché una stesura non accreditata di Pacific Rim, possiede un’indole raffinata, l’amore per i dettagli e un cast che chiunque alla sua opera prima gli invidierebbe. Dietro il curriculum ci sono pure molte idee concentrate in 94 minuti e di conseguenza il potenziale di una creatività a pressione, che può dar vita a un raro eccezionale o alla sua nemesi. Nel caso specifico a un avvio di personaggi e premesse con ottimo appeal, lungo uno svolgimento di soluzioni sbilenche o quanto meno insoddisfacenti. Glissando però sulla compromissione del film (contenuti poco sviluppati, tensione perduta, scontri lanciati e interrotti) ci sono un paio di cosette che vale la pena annotare. L’occhio per gli arredi ad esempio è il valore aggiunto alla delicata colonna sonora; o anche il buon senso dell’umorismo con cui a questa clientela di avanzi di galera si assegna intrigo e intelligenza.
C’è poi tutta l’impalcatura di corridoi invecchiati, accessi nascosti e tecnologia avanguardista in ambienti decadenti, che la sa lunga su quanto la gloria consumata dell’albergo altro non sia che l’eco della protagonista. Legata all’Hotel per agorafobia e dolore è lei il cuore che batte sotto le ceneri del manicomio di fuori. Speranza o pathos nostalgico di ciò che un tempo brillava pieno di promesse, e che oggi si intravede nello charme di un’Art Déco sbiadita, nei murales scoloriti e in fotografie capovolte. Manca il compimento coi fuochi d’artificio che i protagonisti si meriterebbero, ma l’espiazione cronica dello spirito, di celle mentali e di ansie del domani, affrontata in questi termini, è già un po’ di roba.
TRAILER DI HOTEL ARTEMIS:
SCHEDA FILM
Titolo: Hotel Artemis
Regia: Drew Pearce
Sceneggiatura: Drew Pearce
Cast: Jodie Foster, Sofia Boutella, Sterling K. Brown, Dave Bautista, Jeff Goldblum, Brian Tyree Henry, Jenny Slate, Zachary Quinto, Charlie Day
Musiche: Cliff Martinez
Genere: thriller
Durata: 94’
Distribuzione: 01 Distribution
Nazione: UK, USA
Uscita: 1 agosto 2019
Voto: 6
(La recensione fa riferimento al film in versione originale).






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