Top News

  • Recensione – IRON MAN 3
  • La Corazzata Potemkin di Paolo Vilaggio
  • Le Relazioni Pericolose: un romanzo e due film dallo strano intreccio
  • Negrita – Concerto Mediolanum Forum di Assago (MI) – 14/04/2018
  • Fallout Prima Stagione – serie – su Amazon Prime Video
  • Godzilla e Kong – Il Nuovo Impero di Adam Wingard – Recensione
  • Non sono un assassino, un noir con Riccardo Scamarcio
  • FEFF 19: Focus Asia 2017, 13 i progetti selezionati
  • Sul divano con InsideTheShow: un capolavoro romantico su RaiPlay
  • Il poster di One Direction: This Is Us, dal 5 settembre al cinema
≡ Menu
  • Accedi/Registrati
InsideTheShow.it
≡ Menu
  • Home
  • Cinema
    • Notizie
    • Cinema indipendente
    • Articoli
    • Recensioni
    • Cortometraggi
  • Notizie locali
    • Alessandria
    • Bari
    • Bergamo
    • Bologna
    • Cagliari
    • Caserta
    • Cremona
    • Forlì
    • Genova
    • Livorno
    • Lucca
    • Messina
    • Milano
    • Napoli
    • Novara
    • Nuoro
    • Oristano
    • Palermo
    • Pisa
    • Ravenna
    • Rimini
    • Roma
    • Sassari
    • Siracusa
    • Torino
    • Treviso
    • Trieste
  • Eventi
    • Mostra del Cinema di Venezia
    • Festival di Roma
    • Giffoni Film Festival
    • Lucca Film Festival
    • Napoli Film Festival
    • Taormina Film Fest
    • Torino Film Festival
  • Interviste
  • Streaming
    • Disney+
    • Netflix
    • PrimeVideo
    • Now
    • Paramount+
    • Iwonderfull
    • Midnight Factory
  • Homevideo
  • Musica
  • Libri
  • Varie
Ti trovi qui: Home / Articoli / L’intuizione di Coliandro

L’intuizione di Coliandro

Claudio Ruotolo Articoli Nov 10th, 2024 0 Comment

“L’inevitabile non accade mai, perché quello che accade è l’imprevedibile” (Franco “Bifo” Berardi)

Insomma, ancora non sappiamo se L’Ispettore Coliandro, serie ispirata ai romanzi di Carlo Lucarelli (Nikita, 1991; Falange armata, 1993) e trasposta per la televisione dai fratelli Manetti a partire dal 2006, avrà mai un seguito, una nuova stagione con dei nuovi episodi, così come vorrebbero i suoi fans. Già la quarta stagione fu praticamente dimezzata dalla Rai nel 2010, ufficialmente “per problemi di budget”, (due soli episodi andati in onda invece dei quattro previsti), dando luogo ad una vera e propria sollevazione da parte dei suoi sostenitori, molti dei quali erano poliziotti veri, che crearono anche una pagina Facebook, e bombardarono di mail di protesta la Rai. A testimonianza di un affetto vero, sincero e duraturo per questo personaggio. Coliandro ha i suoi sostenitori, che vorrebbero, anche oggi, rivederlo in televisione (io sono tra questi). Ma ha anche i suoi detrattori.

Il personaggio Coliandro o lo si ama o lo si odia. Mia figlia, ad esempio, dice che la fiction è piena di violenza gratuita, e che Coliandro è un tipo (dice proprio così, un tipo) piuttosto volgare, con un’espressione da ebete stampata sul viso.

Come darle torto? Con poca convinzione cerco di difendere, non tanto lui, il personaggio, quanto la fiction, facendo notare a mia figlia il sottile gioco degli autori con i cosiddetti generi cinematografici (e non solo), a cui praticamente ogni puntata si ispira: dal poliziesco, (Coliandro è un grande fan dell’Ispettore Callaghan, le cui frasi più famose cita a ripetizione, praticamente in ogni puntata); al genere noir, al genere arti marziali, al serial killer-movie, al mafia-movie, ai Manga giapponesi… Le faccio inoltre notare che verosimilmente gli autori di Coliandro si sono ispirati al cosiddetto Pulp: più che un genere, una modalità di raccontare le storie, basata sull’estrema crudezza e realismo delle descrizioni, e su tematiche che ruotano tutte intorno a crimini, delitti, sesso… Forse gli esempi più famosi sono l’ultimo romanzo di Charles Bukowski (Pulp, una storia del XX secolo, pubblicato postumo nel 1994), e il film Pulp fiction di Quentin Tarantino, che è dello stesso anno. In Italia, tutti i primi romanzi di Aldo Nove sono un esempio di narrativa Pulp.

Ma non posso eludere la questione (mia figlia è piuttosto esigente, vuole che i miei giudizi siano sempre centrati): com’è questo Coliandro, il personaggio Coliandro? Con tutta evidenza, nella trasposizione televisiva ancor più che nei romanzi di Lucarelli, dove aveva ancora un suo spessore psicologico, Coliandro è un vero e proprio concentrato di atteggiamenti sclerotizzati, opinioni prese a prestito, luoghi comuni e clichè mentali, che in lui sostituiscono completamente il modo di essere e di pensare. Il Coliandro della fiction si veste scimmiottando i suoi idoli cinematografici (il giubbotto nero di pelle e le Ray-Ban come Silvester Stallone in Cobra), parla come loro, e soprattutto pensa per tic mentali e stereotipi, peraltro ampiamente diffusi: secondo lui una donna è inadatta a fare il poliziotto, e se è carina è semplicemente “scopabile”; i Rom sono tutti dei ladri, e gli extracomunitari tutti più o meno uguali (non distingue un pakistano da un indiano); i Punkabbestia sono la rovina di Bologna, e così via…  E questo lato del personaggio Coliandro è a metà tra il realistico (un impatto molto forte della cultura di massa e del cinema di genere può effettivamente aver provocato, in una persona semplice, quasi banale come è Coliandro, questi effetti) e il parodistico. Anzi, è proprio la parodia di un uomo semplice a risultare realistica in questo caso.

Detto che Coliandro è una persona semplice, che il pensiero, ma anche la cultura in generale, non sono il suo forte (nella sua casa non si vede neanche un libro, e i suoi gusti musicali si orientano sulle copertine sexy dei dischi del famoso sassofonista Fausto Papetti); che assomiglia molto all’uomo comune, l’uomo comune senza filtri, impregnato di pregiudizi e privo di velleità intellettuali, l’uomo comune che non si vergogna di sé stesso e anzi sbandiera tutto quello che oggi si definisce il “politicamente scorretto”, non mi sembra però un personaggio banale. O addirittura fallimentare dal punto di vista artistico, solo una furbata dei suoi autori per ottenere facile successo puntando sulla retorica del politicamente scorretto, su un anticonformismo di facciata che finisce per essere prevedibile e scontato (è questa la critica di Aldo Grasso, in particolare alla prima e alla seconda serie televisiva di Coliandro).

Gli autori di Coliandro non sono poi così sprovveduti sul piano culturale. Nel terzo episodio della terza stagione di Coliandro, dal titolo “sangue in facoltà” (uno dei più belli, se non il più bello di tutta la serie), uno dei personaggi, un professore universitario che poi verrà assassinato da una serial-killer cieca, fa delle citazioni che non ci si aspetterebbe in una fiction televisiva: il filosofo francese Gilles Deleuze, il saggista americano Kevin Kelly e perfino il nostro Franco “Bifo” Berardi, scrittore oramai settantacinquenne, storico leader di Potere Operaio assieme a Toni Negri negli anni ’70, e rappresentante della controcultura underground, in particolare quella bolognese. Deleuze ha scritto due libri molto importanti sul Cinema (L’immagine movimento, Cinema1 e L’immagine tempo, Cinema2), descrivendolo come una forma d’arte pensante, che può avere delle intuizioni sulla realtà scavandola dall’interno. Kevin Kelly ha ispirato il film Matrix e si è occupato di quelli che potrebbero essere i cambiamenti della nostra vita dovuti alle nuove tecnologie. Bifo Berardi è uno studioso della cybercultura da un punto di vista molto particolare: lo scontro tra le possibilità creative e il pericolo che si affermi una civiltà basata sull’automatico (e questo molto prima che si parlasse di intelligenza artificiale). Tutti e tre condividono la fede nell’intuizione come quella forma d’intelligenza che può proiettarci nel futuro, e che è al centro dell’opera del grande filosofo francese Henry Bergson. Ma cosa c’entra tutto questo con Coliandro?

In effetti, da un punto di vista puramente narrativo, il successo di questa fiction si basa, a mio parere, su una formula relativamente semplice, un meccanismo che, pur ripetendosi costantemente, come fosse un copione, rende ogni puntata imprevedibile. Anzi: una vera e propria rappresentazione di cosa sia l’imprevedibilità. Questa formula è l’intuizione di Coliandro, il suo modo di procedere, come personaggio attraverso il quale si dipana l’azione, entrando direttamente, fisicamente direi, nei “casi” da risolvere di ogni puntata, e trasformandoli con la sua sola presenza. Scombinando i piani dei “cattivi” (ma anche dei suoi superiori, che procedono logicamente, metodicamente, e sempre tenendosi a una certa distanza da dove tutto avviene), e infine risolvendo il caso. E’ qualcosa di nuovo per il genere poliziesco, nessun detective, poliziotto o ispettore aveva mai proceduto così; di solito, anzi, quelli più famosi scelgono la via opposta, la via del pensiero logico e delle conclusioni inevitabili. Forse è per questo che tutti credono sia semplice fortuna, i colleghi di Coliandro e i suoi superiori pensano che lui sia sostanzialmente un incapace e un incompetente, o al massimo un sempliciotto molto fortunato.

Nell’episodio uno della stagione sette di Coliandro, ispirato ai Manga giapponesi e intitolato Yakuza, l’ispettore Bertaccini, una collega di Coliandro, dice forse una cosa illuminante: Lui (Coliandro) è sempre nel posto sbagliato al momento giusto. E’ nel posto sbagliato perché secondo gli ordini ricevuti e secondo ogni logica non ci dovrebbe essere, ma dal punto di vista del tempo è sempre nel posto giusto. Il successo di Coliandro (la sua capacità di risolvere i casi pur non avendoci capito niente) è una questione di tempo. Dunque di intuizione.

Come spiega Bergson (Pensiero e Movimento, 1934), c’è una netta differenza tra l’intelligenza comunemente intesa, basata sul pensiero logico, e l’intuizione, che va direttamente alle cose. Mentre la prima mantiene uno sguardo lucido ma distante sulla realtà, in qualche modo congelandola, l’intuizione aderisce al suo oggetto per una sorta di simpatia, lo coglie quasi confondendosi con esso. Pensiero logico e intuizione sono anche due modalità di risoluzione dei problemi molto diverse tra loro. Il primo ne scompone gli elementi analizzandoli uno per uno, l’intuizione invece lo afferra tutto in una volta, arrivando alla soluzione mediante una illuminazione improvvisa. E’ l’intuizione che immette il movimento nel Pensiero e con esso il tempo. Dietro le nostre rappresentazioni, l’intuizione scopre la vita.

Ed è grazie all’intuizione, un’intuizione così potente da non aver bisogno nemmeno di un barlume di Pensiero, che Coliandro, quasi come un veggente, segue un suo filo delle indagini, fa delle scelte che sembrano completamente sbagliate ma indovina sempre la pista giusta, e finisce per trovarsi nel posto giusto (sbagliato solo per i suoi colleghi), al momento giusto. Se il “caso” poliziesco è un problema da risolvere (come lo è la vita in fondo), Coliandro ci entra dentro con i tempi giusti, lo vive in prima persona, cambiandone inevitabilmente le coordinate. In fondo è quello che succede sempre quando viviamo veramente. E’ per questo che l’inevitabile non accade mai, perché quello che accade è sempre l’imprevedibile.

A dispetto di un copione che sembra già scritto, Coliandro non recita, vive la sua parte, come l’uomo dell’intuizione secondo Bergson. Entra nel “caso” per una sorta di simpatia dovuta alla sua intuizione, fino a farne parte, fino a diventare uno degli elementi del problema stesso, proprio quello che fornisce la soluzione. Insperata, imprevedibile, com’è la vita stessa. Tutto si sarebbe svolto diversamente, senza Coliandro, lui è quel granello di caso che inceppa l’ingranaggio; o che forse lo fa andare diversamente, rivelandone il senso più nascosto che consiste nella libertà da ogni legge prestabilita.

Il suo personaggio è affine ai grandi inadeguati dello schermo, spesso protagonisti del genere burlesque, che innescano senza volerlo delle gag comiche, e si ritrovano in situazioni ingestibili create da loro stessi. Come l’ispettore Clouseau de La pantera rosa, o Hrundi Bakshi, il maldestro attore indiano di Hollywood Party, due film del grande Blake Edwards.

Una caratteristica veramente essenziale del personaggio Coliandro è che lui s’innamora sempre, in ogni puntata. Lui ha bisogno di simpatizzare con gli elementi del “caso”, del suo problema. Coliandro lo si ama solo se si simpatizza con lui. E chi lo giudica da una posizione intellettualistica (come fa Aldo Grasso ad esempio) non lo capirà mai. Perché forse è l’Amore la sola vera forma di conoscenza. Nella vita come nell’arte.

 

Condividi

  • Twitter
  • Facebook
  • G-plus
  • Linkedin
  • Reddit
  • Pintrest

Claudio Ruotolo

Claudio Ruotolo è nato a Napoli e attualmente vive e lavora a Roma, dove si occupa di disagio mentale, in particolare disagio giovanile. Considera il Cinema un mezzo per accrescere la propria consapevolezza e coscienza critica; ma anche un utile strumento terapeutico, che utilizza con i suoi pazienti insieme a molte altre forme di espressione artistica. Cinema e mass-media fanno parte ormai della nostra vita, contribuendo forse anche alla costruzione della nostra identità. Conoscerli, apprezzarli, imparare ad amarli, è un po' come imparare ad amare sé stessi.

Articoli correlati

Ubaldo Pantani è Inimitabile

Eventi

Ubaldo Pantani è Inimitabile

Mario Galeotti Apr 13th, 2026
Fine d’inizio di Paolo Signore

Libri

Fine d’inizio di Paolo Signore

Emanuela Di Matteo Apr 10th, 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Link Utili

  • Accedi/Registrati
  • Redazione
  • Contatti
  • Lavora con noi
  • Privacy e Cookie Policy

Notizie

Da vittima ad ambasciatrice d’onore a Montecitorio. Barbara Sirotti al Premio Internazionale Donna Sapiens nella Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne.
28Nov2025 0 Comment

Da vittima ad ambasciatrice d’onore a Montecitorio. Barbara Sirotti al Premio Internazionale Donna Sapiens nella Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne.

Da vittima ad ambasciatrice d’onore a Montecitorio. Barbara Sirotti al quinto Premio

Si conclude Romaeuropa 2025: ed è una domenica di festa.
16Nov2025 0 Comment

Si conclude Romaeuropa 2025: ed è una domenica di festa.

A Romaeuropa il 16 novembre gran finale del Festival internazionale più stimolante

Nasce il Critic’s Prize Massimiliano Fasoli: un Premio per giovani attori al pensiero non allineato.
16Nov2025 0 Comment

Nasce il Critic’s Prize Massimiliano Fasoli: un Premio per giovani attori al pensiero non allineato.

Genova, 13 novembre 2025 – L’Eredità dello sguardo critico: nasce il Critic’s

Premio Adelio Ferrero 2025: secondo classificato sezione saggi
14Nov2025 0 Comment

Premio Adelio Ferrero 2025: secondo classificato sezione saggi

Pubblichiamo il secondo classificato nella sezione “saggi” del Premio Adelio Ferrero 2025

DUBBING GLAMOUR FESTIVAL 7ª EDIZIONE a Genova: dal 5 al 30 novembre
09Nov2025 1 Comment

DUBBING GLAMOUR FESTIVAL 7ª EDIZIONE a Genova: dal 5 al 30 novembre

Genova, 7 novembre 2025 – Si avvicina la scadenza per partecipare al

Eternity di David Freyne
07Nov2025 0 Comment

Eternity di David Freyne

Eternity di David Freyne, protagonisti Miles Teller, Elizabeth Olsen, Callum Turner e

Premio Adelio Ferrero 2025: “The Shrouds”: 1 posto sezione “recensioni”
07Nov2025 0 Comment

Premio Adelio Ferrero 2025: “The Shrouds”: 1 posto sezione “recensioni”

Pubblichiamo la recensione di Emanuele Antolini di Valpolicella (Verona) per il film

Premio Adelio Ferrero 2025: il primo classificato sezione saggi
05Nov2025 0 Comment

Premio Adelio Ferrero 2025: il primo classificato sezione saggi

Pubblichiamo il primo classificato nella sezione “saggi” del Premio Adelio Ferrero 2025

Roberto Rossellini – Più di una vita: al cinema il 3-4-5 novembre
26Ott2025 0 Comment

Roberto Rossellini – Più di una vita: al cinema il 3-4-5 novembre

Il documentario “Roberto Rossellini – Più di una vita”, di Ilaria de

MARTY SUPREME di Josh Safdie con Timothée Chalamet
14Ott2025 0 Comment

MARTY SUPREME di Josh Safdie con Timothée Chalamet

L’ATTESISSIMO FILM EVENTO DI JOSH SAFDIE CON TIMOTHÉE CHALAMET AL CINEMA DAL

Premio Adelio Ferrero 2025: i vincitori!
07Ott2025 0 Comment

Premio Adelio Ferrero 2025: i vincitori!

Venerdì 6 ottobre 2025, nel contesto del Festival Ottobre Alessandrino, sono stati

Venezia Cult: 27 agosto – 5 settembre
27Ago2025 0 Comment

Venezia Cult: 27 agosto – 5 settembre

Un’ondata di ospiti invade la spiaggia di Venezia Cult! Svelato il programma

MILAN GAMES WEEK & CARTOOMICS 2025: ONLIFE DAL 28 AL 30 NOVEMBRE 2025
19Ago2025 0 Comment

MILAN GAMES WEEK & CARTOOMICS 2025: ONLIFE DAL 28 AL 30 NOVEMBRE 2025

Il conto alla rovescia è cominciato. Dal 28 al 30 novembre 2025

Premio Adelio Ferrero 2025
23Mag2025 0 Comment

Premio Adelio Ferrero 2025

BANDO DI CONCORSO  DEL PREMIO ADELIO FERRERO 2025 – 41esima edizione
15Mag2025 0 Comment

BANDO DI CONCORSO DEL PREMIO ADELIO FERRERO 2025 – 41esima edizione

BANDO DI CONCORSO DEL PREMIO ADELIO FERRERO 2025 – 41esima edizione Per

Chi Siamo

InsideTheShow.it è un sito di informazione fondato da Bianca Ferrigni e Davide Vignola che segue il mondo del Cinema in ogni suo aspetto. Scopo del sito è quello di fornire un flusso di notizie costante che spazi dalle ultime news alle uscite previste, passando per recensioni, anteprime, speciali su eventi di particolare rilievo e interviste. Il sito è autofinanziato. Obiettivo principale è garantire la qualità dei nostri contenuti editoriali e proseguire nella costruzione di un giornale indipendente, libero da "padroni".

Ultime Notizie

Ubaldo Pantani è Inimitabile
Apr 13th, 2026

Ubaldo Pantani è Inimitabile

Fine d’inizio di Paolo Signore
Apr 10th, 2026

Fine d’inizio di Paolo Signore

Lo straniero di François Ozon
Apr 8th, 2026

Lo straniero di François Ozon

Commenti Recenti

Rassegna stampa 2025
DUBBING GLAMOUR FESTIVAL 7ª EDIZIONE a Genova: dal 5 al 30 novembre
Rassegna stampa 2025
DUBBING GLAMOUR FESTIVAL 2025 a Genova
Roberto Lasagna
Il nuovo cinema greco tra racconto sociale e sperimentazione

Iscriviti alla Newsletter

Copyright ©2023 InsideTheShow.it
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Alessandria, n. 53 del 13 Maggio 2019 - Direttore: Giorgio Simonelli
ISSN: 2704-6133