Criminologia, scienza, antropologia, esoterismo. Tutte materie appartenenti ad uno dei maggiori esponenti, nonché fondatore, della moderna criminologia: esattamente, stia-mo proprio parlando di Cesare Lombroso.
Marco Ezechia Lombroso, detto Cesare. Oltre alle conoscenze già menzionate, il suo lavoro fu fortemente influenzato dalla fisiognomica, dal darwinismo sociale e dalla frenologia. E’ stato uno tra i maggiori esponenti del positivismo in Italia, nonché pioniere degli studi sulla criminalità, e fondatore dell’antropologia criminale, ma anche indagatore dello spiritismo, a cui si dedicò negli ultimi anni della sua vita. Le sue teorie si basano sul concetto del criminale per nascita, vale a dire, l’origine del comportamento criminale sarebbe insita nelle caratte-ristiche anatomiche del criminale, cioè persona fisicamente differente dall’uomo nor-male in quanto dotata di anomalie e atavismi che ne determinavano il comportamento socialmente deviante. Di conseguenza, secondo Lombroso l’inclinazione al crimine è una patologia ereditaria, e l’unico approccio utile nei confronti del criminale é quello clinico-terapeutico.
Bando alle ciance. Dopo questa breve, ma succosa, introduzione, addentriamoci dentro questo libro che secondo me, per gli appassionati del genere, potrà sembra all’inizio il solito romanzo giallo, o la solita indagine di un detective, ma non è questo il caso. Quindi preparatevi sedia, poltrona, divano, o quello che ritenete più comodo, e immergetevi nella lettura.
Siamo a Torino. E’ l’inverno del 2011. Un killer spietato uccide in modo atroce il direttore del Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso. Non passa troppo tempo che viene ritrovato un altro cadavere, mutilato, questa volta all’interno del Museo del Risorgimento. Il Commissario Moretti è colui che si occupa delle indagini. I primi sospetti ricadono subito su alcuni gruppi di meridionalisti e neo-borbonici
dell’ultima ora scatenatisi con tutta la loro ferocia sui social contro
colui che da sempre li ha definiti criminali. Ma ben presto la situazione prenderà una svolta diversa e si comprenderà che nulla è come appare, e l’atmosfera cupa diverrà ancora più impenetrabile, dato che a tutto ciò si aggiunge anche la scomparsa di un diario appartenuto all’antropologo dove era solito appuntare, e narrare, le sue esperienze nel campo dell’occulto. A un certo punto, come se quello che era già accaduto non fosse sufficiente, fa la sua apparizione anche un’eminente loggia massonica, capitanata da una baronessa “medium”.
Mi fermo qui. Il resto della storia lo dovrete scoprire voi leggendo questa intrigante storia. E se avete una gran fame di conoscenza, di curiosità, nell’ambito antropologico, allora state leggendo il libro giusto. Il diario Lombroso e il killer dei musei è un complesso thriller dal ritmo incalzante, coinvolgente, dalle mille sfumature scientifiche e filosofiche che lasceranno il lettore disorientato, senza fiato, come se si trovasse all’interno del racconto fino all’ultima pagina. E per l’occasione, prendendo spunto da una frase del leggendario detective di Baker Street, Sherlock Holmes, THE GAME IS AFOOT, in questo caso, LET THE READING BEGIN!!

Titolo: Il diario Lombroso e il killer dei musei
Autore: Enzo Orlando
Edizione: Bonfirraro
Data di pubblicazione: 15 giugno 2017
Lingua: Italiano






Lascia un commento