Andare per festival. E imparare qualcosa.
Andare per festival è una meraviglia. Se poi c’è di mezzo l’Irlanda, con le sue coste dove il mare gioca con le maree, il vento (ok, non sempre poetico) e la gentilezza degli irlandesi, la meraviglia raddoppia.
Siamo a Wexford, cittadina sulla costa sudorientale dell’Irlanda, dove dal 1951 si svolge uno dei festival lirici più originali d’Europa. Nato per riportare alla luce opere rare, dimenticate o poco rappresentate, il Wexford Festival Opera ha festeggiato quest’anno la sua 75ª edizione. Per alcune settimane, tra ottobre e novembre, la musica invade la National Opera House, ma anche chiese, gallerie d’arte, locali e strade della città. Io ci sono stata dal 25 al 29 ottobre 2026, riuscendo a seguire otto appuntamenti.
Ma a Wexford, oltre a godersi gli spettacoli, c’è parecchio da imparare. E qualcosa da invidiare.

The Rose of Castile
Wexford Festival Opera, Jerome Hynes Theatre, National Opera House on 16, 20, 22, 24, 26, 29, 31 Oct
Photo Padraig Grant
Cominciamo dal repertorio. Per sorprendere il pubblico non occorre necessariamente inventarsi qualcosa di stravagante. Basta avere il coraggio di uscire dai soliti titoli. Si possono riscoprire opere dimenticate di compositori conosciuti, oppure commissionarne di nuove. Se poi l’opera contemporanea evita antichi interminabili parlato declamato, è ancora meglio.
Abbandonare il repertorio più frequentato ha anche un altro vantaggio: libera dai confronti sterili. «Ah, come lo faceva Tizio!», «Uh, ma l’autore non voleva questo!». Si ascolta, si guarda, si scopre. Che sollievo.
Poi c’è il pubblico. Prima di ogni opera gli spettatori eseguono l’inno nazionale irlandese: un momento emozionante, che restituisce il senso di una comunità riunita intorno al teatro. E poi si partecipa, ci si diverte, ci si appassiona. Si applaude persino «dove non si dovrebbe». Evviva! Quanto sono più belli questi applausi spontanei degli irritanti «shhh» rivolti all’entusiasta o al neofita che non conosce i protocolli del perfetto melomane.

Un premio speciale alla cura dei dettagli. Che si tratti delle grandi produzioni alla National Opera House, delle pocket opera (riduzioni agili di opere più ampie), dei concerti in una galleria d’arte o dei pop-up per strada, niente sembra lasciato al caso. Non ci sono spettacoli di serie A e iniziative minori da liquidare con poca attenzione. Tutto è pensato, preparato, realizzato con intelligenza.
E infine i giovani interpreti. Cantano, certo, ma soprattutto sanno stare in scena. Recitano, costruiscono personaggi credibili, abitano il palcoscenico anziché limitarsi a occuparlo. E quando cantano in italiano, la pronuncia è curata e le parole si capiscono. Cosa che, paradossalmente, non sempre accade nei nostri teatri.
Questo, in sintesi, il mio Wexford. Sotto riassumo con una frase gli otto spettacoli che ho visto. Lo spazio, e soprattutto la nostra capacità di concentrazione nella lettura, non consentono di più.
Viva Wexford!
Il mio Wexford Festival Opera 2026
75ª edizione | 25–29 ottobre 2026
- L’equivoco stravagante
Musica di Gioachino Rossini, libretto di Gaetano Gasbarri. Direzione musicale di Riccardo Bisatti, regia di Max Hoehn.
25 ottobre 2026
Una vicenda decisamente scabrosa, rappresentata con eleganza e leggerezza. Rossini sa essere irriverente senza perdere le buone maniere.
- The Rose of Castile
Musica di Michael William Balfe, libretto di Augustus Glossop Harris e Edmund Falconer. Direzione musicale di Rebecca Warren, regia di Heather Hadrill.
26 ottobre 2026
Una pocket opera che strizza l’occhio al cinema noir americano degli anni Cinquanta. Una delizia assoluta.
- New Dublin Voices
Direzione di Bernie Sherlock.
26 ottobre 2026
Repertori fuori dai soliti percorsi, qualità vocale e gioia contagiosa. Perché un concerto corale è una festa.
- The First Festival
Musica di Alberto Caruso, libretto di Colm Tóibín. Direzione musicale di Andrew Synnott, regia di Conor Hanratty.
26 ottobre 2026
Cari direttori artistici, commissionate opere così: una brillante scrittura musicale che parla alle orecchie contemporanee e un libretto che, per ritmo, intelligenza e costruzione drammaturgica, può dare lezioni alle migliori serie TV.

L’equivoco stravagante by Gioachino Rossini at O’Reilly Theatre National Opera House Wexford
Photo Padraig Grant
- Iris
Musica di Pietro Mascagni, libretto di Luigi Illica. Direzione musicale di Francesco Cilluffo, regia di Rosetta Cucchi.
28 ottobre 2026
Anche quando Mascagni non è al suo meglio, una giovane protagonista può fare la differenza: voce sicura, grande temperamento e una presenza scenica che trasforma il canto in teatro.
- Much Ado About Nothing
Musica di Charles Villiers Stanford, libretto di Julian Sturgis, tratto dall’omonima commedia di William Shakespeare. Direzione musicale di Christopher Knopp, regia di Aoife Spillane-Hinks.
28 ottobre 2026
Una pocket opera di breve durata, ma con una sorprendente quantità di costumi e cambi d’abito. Anche qui, nessuna economia di fantasia o di attenzione ai dettagli: la cura del Festival si vede persino nelle cose più brevi.

Leyla Gu, Jihoon Kim and members of the chorus in Iris, by Pietro Mascagni, O’Reilly Theatre National Opera House Wexford
Running as part of Wexford Festival Opera on 15, 20, 23, 28 and 31 October 2026
Photo Padraig Grant
- The Next 75
Ciclo di canzoni su musica di Conor Linehan e testi di Colm Tóibín. Al pianoforte Conor Linehan.
28 ottobre 2026
Un compositore al pianoforte, giovani interpreti, una scrittura musicale degna delle migliori song. Il tutto immerso nella bellezza di una galleria d’arte. Si può volere di più?
- Pop-up Event
29 ottobre 2026
Una strada si ferma, i passanti diventano pubblico, Mozart e Bernstein conquistano tutti. E nessuno protesta. Anzi, sono tutti contenti.
wexfordopera.com
youtube.com/@WexfordFestivalOpera






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