Alice Howland (Julianne Moore) è un’insegnante di Linguistica alla Columbia University. Durante una lezione, comincia a dimenticare alcune parole e spesso non riesce a ricordare nomi od orari. Controlli più approfonditi evidenziano il rapido progredire di una precoce forma del morbo Alzheimer; inizia così una drammatica battaglia contro la malattia, supportata dal marito Tom (Alec Baldwin) e dalla figlia Lydia (Kristen Stewart) in un viaggio terribile e commovente attraverso il decorso e la degenerazione delle facoltà mentali di Alice.
Tratto dall’omonimo romanzo di Lisa Genova e trasportato sul grande schermo dalla collaborazione alla regia di Richard Glatzer e Wash Westmoreland, Still Alice è il prodotto della stessa esperienza personale, seppur diversa, di uno dei due registi, Richard Glatzer, affetto da una malattia degenerativa come la SLA e che, malgrado la rapida perdita delle facoltà motorie, ha comunque diretto la pellicola fino all’ultima scena, influenzando ed ispirando l’opera attraverso la sua stessa sofferenza.
Una straordinaria Julianne Moore diventa dunque testimone e vittima di un morbo che conta 36 milioni di malati, oltre a rappresentare la sesta causa di morte negli Stati Uniti. Il regista non sceglie di analizzare una persona qualunque, ma una donna dalla brillante carriera, dotata di una grande conoscenza e quindi a livello sintomatico più incline ad una rapida degenerazione delle facoltà, perché maggiore il livello di istruzione, più veloce il decorso della malattia. Per di più Alice è un insegnante di Linguistica: una donna che ha sempre studiato le parole, i fonemi ed i grafemi, si ritrova a dimenticare proprio ciò che insegnava. Le parole che tanto aveva analizzato durante la sua vita, sfuggono dalla sua mente nel giro di mesi per non ritornare più.
Vincente, oltre ad una espressività e ad una prova recitativa senza precedenti della Moore in quello che potremmo definire senza mezzi termini un one man (o sarebbe meglio woman¸ in questo caso) show, è la scelta di concentrarsi oltre che sulla malattia in sè, sulla battaglia che Alice, come milioni di persone, mettono in atto ogni giorno. La drammaticità è accentuata dal fatto che si tratta di un caso di Alzheimer precoce, su una persona relativamente giovane, che si strugge in una lotta impari mentre più o meno coscientemente perde tutto ciò che per 50 anni aveva costruito nella sua esistenza, di fronte ad una famiglia che pur standole vicino, allo stesso modo assiste inerme al rapido manifestarsi e svilupparsi di una malattia inarrestabile.
Still Alice è un film che non solo sa sensibilizzare, ma riesce nell’intento di toccare e far vibrare le corde dell’animo dello spettatore. Di fronte alla lotta di Alice non si prova pietà, ma orgoglio, emozione e commozione per una donna che fino in fondo mostra un indomito spirito battagliero, anche quando i ricordi si limitano a pochi secondi, per poi svanire. Si è tristi, ma commossi: non si è di fronte al banale racconto di un caso clinico, ma al viaggio all’interno di un “caso umano”, reso credibile e commovente proprio attraverso quel fattore “affettivo” riscontrabile negli sforzi di marito e figlia, scudieri di una condottiera già sconfitta, ma mai doma.
Scheda film
Titolo: Still Alice
Regia: Richard Glatzer, Wash Westmoreland
Sceneggiatura: Lisa Genova
Cast : Julianne Moore, Kristen Stewart, Alec Baldwin, Kate Bosworth, Hunter Parrish
Genere: Drammatico
Durata: 99′
Produzione: BSM Studio, Backup Media, Big Indie Pictures
Distribuzione: Good Films
Nazione: USA
Uscita: 23/10/14







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