Il film è incentrato sulla vita di Flavia, interpretata da Laura Morante, una donna che dopo i cinquant’anni affronta per la prima volta la vita da single, abbandonata da tutte le figure più significative della sua vita. Da questo nasce il titolo Assolo: brano musicale eseguito, in una composizione corale od orchestrale, da una sola voce o da un solo strumento, con o senza accompagnamento di altri strumenti o di altre voci. Nel film, per estensione, viene intesa con questo termine una prestazione individuale, il fatto che sia possibile raggiungere la felicità anche fuori dal “coro”.

Flavia (Laura Morante), dopo un primo divorzio, viene lasciata dal secondo marito per una donna più giovane, Ilaria (Carolina Crescentini) e vede sgretolarsi anche la sua ultima relazione con un uomo irrimediabilmente sposato. Dai due matrimoni ha avuto due figli, ma nemmeno loro dedicano alla madre il tempo che desidererebbe. La frustrazione di Flavia deriva anche dal fatto che molto spesso si trova costretta a dover partecipare a imbarazzanti riunioni di famiglia in compagnia di entrambi gli ex mariti e le reciproche compagne. Nemmeno le amicizie le danno alcuna soddisfazione: Valeria (Angela Finocchiaro), la sua migliore amica, una donna insicura, è stata lasciata dal marito per una ventottenne ed ora è sull’orlo di una crisi causata dall’età. Solo la presenza di una cagnolina di proprietà dei vicini di casa allevia le pene di Flavia, che se ne prende cura finché non viene privata anche di questa unica gioia che la vita le aveva concesso.
In una continua attesa di un colpo di scena, il film procede senza accenti. Gli spunti efficaci rimangono purtroppo incompiuti, fermi al punto di partenza. La psicoanalisi è l’elemento centrale: Laura Morante evidenzia il transfert che si instaura tra paziente e psicanalista, la dottoressa Grünewald, interpretata da Piera Degli Esposti. Durante la terapia nasce in Flavia il desiderio di saperne di più su quella donna che conosce ogni suo segreto, tanto da essere spinta a pedinarla, come per convincersi che anche lei è una persona e non solo una figura seduta dall’altro lato della scrivania durante le visite. L’eccellenza di Laura Morante nella recitazione purtroppo si perde questa volta in un film spento e privo di enfasi, il secondo in cui Morante appare come regista, dopo Ciliegine del 2012. La corruttibilità dell’uomo fa da cornice al dispiegarsi di eventi che caratterizzano la vita della protagonista, eventi rispetto ai quali Flavia è sempre solo spettatrice, delineata da un’intensa passività che non la rende mai soggetto ma sempre oggetto. Le persone che lei crede perfette si rivelano poco a poco, mostrando grandi dilemmi e fratture interiori: insicurezza, perversione, fragilità ed egoismo. Nessuno è come Laura credeva, nemmeno lei stessa, così profondamente vittima del suo carattere, della paura di vivere e di deludere le aspettative di chi la circonda, che alla fine delude se stessa in primis. Non ha il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, e questo si concretizza nell’incapacità di prendere la patente, nell’insicurezza che la paralizza ogni volta che è al volante. Pochi istanti di comicità integrano un film prettamente malinconico e lento, in una struttura circolare che ricongiunge la fine con l’inizio in un susseguirsi di sogni, immagini e progetti mai realizzati, che non permettono una crescita interiore del protagonista ma iniziano e terminano in una condizione già definita e priva di evoluzione, per una solo apparente ricerca della felicità.
Un cast artistico ricco e brillante in cui troviamo anche Gigio Alberti, Francesco Pannofino, Emanuela Grimalda, Marco Giallini, Antonello Fassari e Edoardo Pesce, non riesce a realizzare le proprie potenzialità poiché gli vengono dedicate solo poche e brevi scene.
“Assolo non è, né vuole essere” spiega la regista Laura Morante “un trattato sociologico, e neanche una statistica, ma una commedia”.
Per quanto riguarda la parte tecnica é un film complesso poiché era necessario trovare un modo per far convivere il linguaggio onirico, il linguaggio dei flashback (anche se non possiamo parlare di ritorni al passato ma di rielaborazioni, arbitrarie e condizionate dai sentimenti della protagonista) e il linguaggio realista.
Il film sarà nelle sale dal 5 gennaio.
Scheda del film
Titolo: Assolo
Regia: Laura Morante
Collaborazione alla regia: Daniele Costantini
Sceneggiatura: Laura Morante, Daniele Costantini
Cast: Laura Morante, Piera Degli Esposti, Francesco Pannofino, Lambert Wilson, Marco Giallini, Donatella Finocchiaro, Angela Finocchiaro, Antonello Fassari, Gigio Alberti, Emanuela Grimalda, Carolina Crescentini, Eugenia Costantini, Edoardo Pesce, Giovanni Anzaldo e Filippo Tirabassi.
Genere: Commedia
Produzione: Luigi Musini, Olivia Musini e Renato Ragosta
Distribuzione: Warner Bros. Pictures
Durata: 97′
Uscita: 5 gennaio 2016






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