Luca Miniero ci ha abituato a successi che hanno riportato gli italiani, piuttosto restii al cinema nostrano, nelle sale cinematografiche. Solo per citarne alcuni: “Incantesimo Napoletano”, “Viaggio in Italia – Una Favola Vera”, “Questa Notte è Ancora Nostra” (regia condivisa con Paolo Genovese), “Benvenuti al Sud”, con Alessandro Siani, felice rivisitazione di una commedia francese che si è guadagnata un David di Donatello e “Sono Tornato”, con Claudio Bisio redivivo Benito Mussolini.

Sono tornato
Raccontando con ironia i nostri tempi, ribaltando spesso punti di vista e prospettive, Miniero cerca di tessere la trama di un discorso sociale e politico che non sempre riesce del tutto, ma appare sempre interessante, proprio nel tentativo di cambiamento di certi stereotipi.
Il regista di origini partenopee, a Inside The Show, parla del passato, del presente e accenna al futuro, suo e del cinema italiano. In questa analisi non manca un pizzico di amarezza e di consapevolezza per quello che il paese e il nostro cinema stanno vivendo.
Tu, Fausto Brizzi, Sidney Sibilia e Massimiliano Bruno potete considerarvi a buon diritto quelli che hanno portato una ventata di aria nuova nella commedia italiana?
Un tempo anche io credevo che questo fosse vero… a parte che ci sono sono molti altri registi, ma credo che ogni tempo abbia la sua commedia e i suoi film. Con il senno di poi credo che si poteva fare di più e anche meglio, ma paradossalmente quella commedia e’ morta…anche perché non siamo riusciti a cambiarla.

il regista Miniero sul set
Quanto giochi a ribaltare gli stereotipi? Ti senti debitore di classici come “Pane Amore e Fantasia”?
Mi piacciono quei film ma credo che forse io sia più vicino a un cinema più contemporaneo dove la recitazione non è separata dall’azione. Preferisco una commedia dalla messa in scena più complessa e dinamica e credo di essere piu’ affine a soluzioni visive del nuovo cinema francese di commedia.

Benvenuti al sud
Nei tuoi film affronti spesso la tematica della contrapposizione culturale in Italia tra nord e sud, dando ai tuoi personaggi tratti caricaturali. Quanto delle tue origini napoletane influisce in queste caratterizzazioni?
Anche questo e’ successo. Ma non so quanto sia più attuale. Direi per niente, adesso il sud è fintamente uguale al nord e in lotta contro i sud del mondo. Non ce’ bonarietà, c’è dolore, non c’è molto da ridere.

Incantesimo napoletano
Un giudizio sui 4 artisti di commedia più rappresentativi degli anni 80, vale a dire della tua prima gioventù: Nuti, Troisi, Verdone e Abatantuono?
Nuti interessante, faceva una commedia sentimentale fatta bene ma non credo sia passato alla storia…Verdone come attore e come regista e’ ancora molto forte quindi ha qualcosa da dire, Abatantuono e’ un attore completo. Troisi invece ci manca!
A quale film, tra quelli realizzati, sei più affezionato e perchè?
A quelli che vanno male, che non hanno avuto senso che forse non andavano fatti…ai film brutti…e non di successo. Non tanti, per fortuna.
Che puoi dirci di “Cops – Una banda di poliziotti”?
Una serie tv Sky dove la commedia e’ solo un momento di una costruzione visiva fatta di azione e mescolanza fra i generi. Una commedia che cerca di cambiare linguaggio, almeno quello.

Luca Miniero
Luca, sappiamo che i tuoi set sono blindatissimi, ma puoi darci qualche anticipazione sul tuo prossimo lavoro?
I set sono blindati perché giriamo in condizioni difficili a causa del covid.
Ma se penso ai 35 mila morti e a quello che e’ successo sono un fortunato a girare e a lavorare, anche se devo mettere una mascherina. Questo progetto è per la Rai. Intanto sto scrivendo un film per il cinema che pero non farà ridere, ci sono sangue e lacrime, ingredienti che secondo me raccontano bene questo paese che si sta suicidando perché non vuole cambiare.
Grazie, Emanuela.
Grazie a te, Luca






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