
Su Youtube è disponibile Perdutoamor, un film del 2003 diretto da Franco Battiato. È il primo film diretto da Battiato. Questo film è riconosciuto come d’interesse culturale nazionale dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo italiano, in base alla delibera ministeriale del 3 luglio 2002. Ha ottenuto ben 6 candidature ai Nastri d’argento 2004 e alcuni premi minori. Il regista Franco Battiato si è aggiudicato il Nastro d’argento al miglior regista esordiente. Con Con Corrado Fortuna, Donatella Finocchiaro, Anna Maria Gherardi, Lucia Sardo.
Trama
Tre tappe nella formazione di Ettore Corvaja, un giovane siciliano, tra la metà degli anni ’50 e la metà degli anni ’60. Nella prima parte, ambientata nel 1955, Ettore è bambino e cresce tra la gioia di vivere del tempo e gli insegnamenti del suo mentore, un colto aristocratico del paese. Nella seconda parte – in pieno boom economico – Ettore ha vent’anni e ha già fatto le sue scelte e i suoi studi. Infine, Ettore è a Milano dove entra nel mondo della musica anche se la sua aspirazione è scrivere. Incontra un gruppo esoterico che gli apre un nuovo mondo.

La storia si svolge in tre “tempi narrativi” che ruotano intorno al protagonista, Ettore Corvaja seguendone prima la formazione dall’adolescenza in una Sicilia e una famiglia sospese tra la realtà e l’immaginario (che avviene lungo l’arco del 1955, dalla fine del V Festival della canzone italiana fino all’autunno dello stesso anno), a cura di un colto aristocratico del paese che gli fece da guida. Nella seconda parte il protagonista cresciuto si trova studente nel pieno boom economico degli anni sessanta. Nell’ultima parte si è trasferito a Milano, città frenetica e piena di fermenti. Qui Ettore, aspirante scrittore, entra con sospetto nel mondo della musica. Ma conosce anche un mondo altro grazie ad un gruppo esoterico che frequenta, apprezzando la scoperta del sé.
Franco Battiato: «Partiti da un soggetto assolutamente pretestuoso, con Manlio Sgalambro, abbiamo scritto una sceneggiatura per un film-balletto. Il protagonista, un “cavaliere inesistente”, condivide con gli altri caratteri (stereotipi di comodo) l’incontro con lo “straordinario”… Così la lezione di cucito, di tantra, l’esoterismo, la filosofia. Il mio intento era quello di comporre e plausibilizzare questi sprazzi di veglia. La macchina da presa è il vero protagonista».
Il film prende il titolo dalla canzone degli anni sessanta Perduto amore del cantautore italo-belga Salvatore Adamo, reincisa poi anche da Battiato nel suo album del 2002 Fleurs 3. Tra le partecipazioni, il film vede il cantautore Francesco De Gregori, impegnato come attore in una scena nel ruolo di un critico musicale.
Oltre alla regia e alla sceneggiatura del film, Franco Battiato ne ha curato anche la colonna sonora originale e affascinante, creando attraverso un raffinatissimo gioco di selezione e combinazione, un suggestivo arazzo melodico reso particolare dagli inconsueti abbinamenti, tra brani degli anni Sessanta-Settanta e pezzi del repertorio classico.
“Non è un film tradizionale, ma fatto a strappi, a contaminazioni, a ricordi, spesso legati a un hit musicale; non sembra nemmeno un film, non possiede una logica di racconto in causa effetto. E’ più che altro la summa di emozioni, di momenti assoluti, mirando molto alto, dando alla cinepresa un compito difficilissimo” (Maurizio Porro).






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