
Disponibile su RaiPlay The Square, un film del 2017 diretto da Ruben Östlund. Vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes 2017, il film è stato selezionato per rappresentare la Svezia ai premi Oscar 2018 nella categoria Oscar al miglior film in lingua straniera. Scritto e diretto da Ruben Östlund, con la direzione della fotografia di Frederik Wenzel, le scenografie di Josefin Åsberg e i costumi di Sofie Krunegård, The Square è interpretato da Claes Bang, Elisabeth Moss, Dominic West, Terry Notary, Linda Anborg, John Nordling, Emelie Beckius, Jan Lindwall, Sarah Giercksky.
Trama
Christian, curatore di un museo e padre divorziato di due figlie attento sempre a sposare buone cause, pianifica un’installazione denominata “La Piazza”. L’idea di fondo è quella di invitare i passanti all’altruismo, ricordando loro quali siano le responsabilità degli esseri umani. A volte però è difficile rispettare anche i propri ideali: la sciocca risposta di Christian al furto del suo telefono lo trascina presto in situazioni vergognose. Nel frattempo, l’agenzia che cura le pubbliche relazioni del museo crea un’inaspettata campagna promozionale per “La Piazza”, ottenendo una risposta che manda sia Christan sia il museo in crisi.

“(…) è un film che per via del suo ironico sguardo sul mondo mercificato e vacuo dell’arte contemporanea poteva rischiare la trappola dell’intellettualismo; e invece è una commedia umana intelligente, inquietante e spiritosa. (…) Come nelle pellicole precedenti di Östlund, emerge inquietante in ‘The Square’ il tema che nel borghese illuminato il tarlo del senso di colpa possa trasformarsi in un boomerang, scardinandone il sistema di contraddizioni. Rispecchiandosi in quel protagonista sullo scivolo del disastro a dispetto delle buone intenzioni, Östlund ci induce a fare altrettanto, prendendo atto di non essere pronti, come ci illudiamo, a perdere posizioni a vantaggio dei meno fortunati. Una o due scene potevano essere accorciate, ma era dai tempi di Buñuel che non avevamo un così corrosivo ritratto dall’interno del fascino discreto della borghesia. Claes Bang è un ottimo Christian, Elisabeth Moss conferisce scontrosa fragilità a una problematica giornalista, l’inglese Dominic West è attore di magnifica naturalezza; e il finale gratifica con le immagini di un «Quadrato» che, senza fumose pretese artistiche, configura un vero spazio di affiatamento e fiducia.”
(Alessandra Levantesi Kezich, La Stampa, 9 Novembre 2017)
“Non è un film facile, eppure ci si sta comodi. (…) una galleria di paradossali esempi, comici e drammatici, di riluttanza alla condivisione. Li asseconda un design d’inquadratura freddo, analitico, ironico, parafrasi estetica dell’immobilismo di cui si parla (struggente il bambino che rivendica l’onestà di Christian, fondamentale la performance dell’uomo-scimmia al ricevimento). Dunque, l’arte, forse non solo quella concettuale delle star di oggi, è incapace di aprirsi e aiutarci a vivere eticamente? Tra Buñuel e i fratelli Marx il film ribalta la domanda: abbiamo capito che la vita è arte, cioè etica? Surclassa La grande bellezza. Destinato a perplessi rifiuti e calde adesioni.”
(Nazione-Carlino-Giorno, 9 Novembre 2017)
“(…) il film parla di arte e vita, di creazione e distruzione. (…) The Square punta sullo straniamento del pubblico, sulla provocazione fine a noi stessi, sull’allontanamento dalla zona comfort dello spettatore, sul cinema quale terreno residuale e però privilegiato per riflettere, ridere e provare disagio, e ripetere la serie. Satira sociale, eterodossa commedia dell’arte e commedia umana, umanissima, The Square è tante cose, ma lo si ammira ancor più per ciò che non è: banale, scontato, pastorizzato. Richiede un po’ di pazienza per qualche lunghezza, qualche intorcinamento, qualche stracchezza, ma la quadratura del cerchio è preziosa, cruda e duratura: l’installazione deflagra, l’umanità barcolla, la scimmia nuda balla.”
(Federico Pontiggia, Il Fatto Quotidiano, 10 Novembre 2017)






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