
RaiPlay offre una ricca selezione di film di Elio Petri. Celebre personalità del cinema italiano, il regista fu autore di opere di ispirazione civile e denuncia sociale, in cui mise in evidenza il tema del rapporto tra l’uomo e l’autorità. Il suo attore prediletto fu Gian Maria Volonté, che diresse nei film A ciascuno il suo (1967), Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970), La classe operaia va in paradiso (1971) e Todo modo (1976). Sulla piattaforma digitale della Rai è possibile visionare L’assassino (1961), A ciascuno il suo (1967), Un tranquillo posto di campagna (1968) e La proprietà non è più un furto (1973).
L’assassino è un film del 1961 diretto da Elio Petri, al suo esordio alla regia. Prodotto da Franco Cristaldi, scritto e sceneggiato da Elio Petri, Tonino Guerra, Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa, con la fotografia di Carlo Di Palma, il montaggio di Ruggero Mastroianni, i costumi di Carlo Egidi e le musiche di Piero Piccioni, L’assassino è interpretato da Marcello Mastroianni, Salvo Randone, Marco Mariani, Micheline Presle, Cristina Gaioni, Andrea Checchi, Paolo Panelli, Toni Ucci. Il film si aggiudicò il Nastro d’Argento nel 1962 per il migliore attore non protagonista (Salvo Randone).
Trama
Il giovane antiquario Alfredo Martelli viene prelevato dalla sua abitazione e accompagnato dalla polizia in questura senza alcuna spiegazione. L’uomo attende a lungo di conoscere la ragione del fermo, finché il commissario gli rivela che è indiziato per omicidio. È stata infatti assassinata la sua ex-amante, che egli ha incontrato proprio la sera prima per chiederle la dilazione di un pagamento. Martelli trascorre un’intera giornata a ripercorrere tutta la sua vita fra le domande del commissario, interrogatori e un’angosciosa notte in cella, fino al colpo di scena conclusivo.

A ciascuno il suo è un film del 1967 diretto da Elio Petri, liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia. Questo film segna l’inizio del fortunato sodalizio artistico fra Elio Petri, Ugo Pirro e Gian Maria Volonté. Presentato in concorso al 20º Festival di Cannes, il film ha conquistato il premio per la migliore sceneggiatura ed è stato protagonista ai Nastri d’argento 1968, con quattro premi vinti: regista del miglior film, migliore sceneggiatura, miglior attore protagonista (Gian Maria Volonté) e miglior attore non protagonista (Gabriele Ferzetti). Prodotto da Giuseppe Zaccariello, sceneggiato da Elio Petri e Ugo Pirro, con la fotografia di Luigi Kuveiller, il montaggio di Ruggero Mastroianni, le scenografie di Sergio Canevari, i costumi di Luciana Marinucci e le musiche di Luis Enríquez Bacalov, A ciascuno il suo è interpretato da Gian Maria Volonté, Giovanni Pallavicino, Irene Papas, Laura Nucci, Leopoldo Trieste, Luciana Scalise, Mario Scaccia, Franco Tranchina, Gabriele Ferzetti.
Trama
In un paese siciliano, il farmacista Manno (Luigi Pistilli) e il dottor Roscio (Franco Tranchina) vengono brutalmente uccisi. La polizia arresta dei sospetti, ma il professore liceale Paolo Laurana (Gian Maria Volonté), amico dei due assassinati, è convinto che si tratti solo di capri espiatori e che dietro il duplice omicidio si nasconda una realtà più complessa. Aiutato nelle sue indagini da Luisa (Irene Papas), moglie di Roscio, Paolo dovrà scontrarsi con l’avvocato Rosello (Gabriele Ferzetti), ambiguo e losco cugino della donna.

Un tranquillo posto di campagna è un film del 1968 diretto da Elio Petri, presentato in concorso al Festival di Berlino 1969 e vincitore dell’Orso d’argento. Il film è in parte ispirato al racconto The Beckoning Fair One di George Oliver Onions. Per dirigere il film Petri si avvalse della collaborazione dell’artista statunitense Jim Dine, che realizzò tutte le opere d’arte che nella finzione vengono dipinte dal protagonista interpretato da Franco Nero. Per l’ambientazione principale (la villa della contessina fantasma Wanda) è stata utilizzata Villa Cavalli Lugli a Bresseo, Teolo. La colonna sonora è stata composta da Ennio Morricone. L’orchestra che registrò le musiche per il film fu diretta da Bruno Nicolai con Vincenzo Restuccia alle percussioni e Edda Dell’Orso alla voce. Altre parti della colonna sonora furono eseguite dal Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza. Con Franco Nero, Vanessa Redgrave, Gabriella Grimaldi, Georges Géret.
Trama
In pieno ristagno creativo, il noto pittore Leonardo Ferri si trasferisce in un’antica villa veneta, su una delle cui pareti è dipinto lo scrostato ritratto di una giovane donna. Ma la dimora è anche teatro di misteriosi e inquietanti fenomeni: Leonardo, spinto a indagare, apprende così la vicenda della contessina Wanda, che un tempo godeva fama di ragazza “leggera” ed era finita assassinata. Quelli percepiti nella villa sarebbero quindi dei minacciosi “segni” inviati a Flavia, l’amante di Leonardo, sgradita al fantasma di Wanda.

La proprietà non è più un furto è un film del 1973 diretto da Elio Petri con Flavio Bucci e Ugo Tognazzi. L’opera, comunemente, si considera far parte della cosiddetta “trilogia della nevrosi“, un trio di film composto da Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (“nevrosi del potere“) e La classe operaia va in paradiso (“nevrosi del lavoro“), che si completa con un’analisi della “nevrosi del denaro“. Inserito in concorso al Festival di Berlino e presentato alle Giornate del cinema di Venezia del 1973, il film non ottenne riconoscimenti. Seppur sequestrato in Italia per oscenità e offesa al pudore, fece infine registrare un buon successo di pubblico, grazie alla trovata del distributore Goffredo Lombardo che lo distribuì come film del genere commedia all’italiana, vista anche la presenza di Tognazzi nel cast. Sceneggiato dalla coppia fissa Elio Petri-Ugo Pirro, con la fotografia di Luigi Kuveiller, il montaggio di Ruggero Mastroianni e le musiche del maestro Ennio Morricone, La proprietà non è più un furto venne aspramente criticato dalla sinistra dell’epoca e massacrato proprio dai colleghi del regista, sebbene, in realtà, si trattasse di un film profetico in grado di delineare, seppur in maniera approssimativa, le dinamiche socio-economiche di un’Italia proiettata nei rampanti anni ’80. Con Ugo Tognazzi, Flavio Bucci, Daria Nicolodi, Salvo Randone, Luigi Proietti, Mario Scaccia.
Trama
Total, giovane impiegato di banca, è allergico al denaro, gli fa schifo toccarlo e disprezza chi lo possiede. Convinto che il mondo sia fatto di ladri, quelli che si professano tali e quelli che si arrichiscono alle spalle degli altri, crede di aver individuato un appartenente alla seconda categoria in un macellaio cliente della banca per cui lavora. Decide di prenderlo di mira.







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