I nostri fantasmi
Regia: Alessandro Capitani;
Genere: drammatico, Italia, 2021 – 90 min.
Interpreti: Michele Riondino, Hadas Yaron, Paolo Pierobon, Orlando Forte, Alessandro Haber
Valerio e suo figlio Carlo, di sei anni, vivono nel sottotetto della casa da cui sono stati sfrattati. Ogni volta che arrivano nuovi inquilini, li terrorizzano inscenando la presenza di fantasmi, nella speranza di tornare a vivere nell’appartamento “di sotto”. Per Carlo è un gioco che lo protegge da una vita misera e da una mamma assente. E per un po’ funziona, finché non arriva Myriam in fuga con la piccola Emma da un marito violento. Ma lei dei fantasmi non ha paura.

“I nostri fantasmi vive di una simpatia contagiosa. Il rapporto padre e figlio si tinge di fiaba quando Valerio (Michele Riondino) e Carlo (Orlando Forte) contano i punti guadagnati dalla caccia agli invasori. “Abbiamo vinto?”, chiede speranzoso. “No, mancano ancora 1000 punti e riavremo la casa”. Ma la costruzione immaginaria ideata da Valerio per proteggere il figlio inizia a diventare una gabbia. Il gioco, che cela il dramma della disoccupazione e dell’umiliazione che ne segue, sembra non finire più. O essere sul punto di infrangersi contro la realtà.
Ma tutto cambia con i nuovi invasori. Loro non sono come gli altri. Loro non si fanno spaventare. Non basta il trucco e qualche gioco di luci. A loro la casa serve, per davvero. Myriam (Hadas Yaron) e la piccola Emma sono in fuga da un marito violento, pericoloso. Perché se gli invasori non esistono, i cattivi sì. E forse sono peggio. Valerio è infatti costretto a rivelare il proprio nascondiglio per salvare Myriam dall’ennesimo gesto feroce dell’uomo che la segue e minaccia. Da questo, l’inizio di una convivenza inaspettata e costruita sulle speranze di una vita migliore.
Capitani si inserisce nel solco di un sottogenere cinematografico sempre accolto da lacrime e sorrisi. Come ne La vita è bella di Roberto Benigni troviamo un padre che nasconde sotto il tappeto dell’immaginazione la crudeltà della vita. Il figlio, dal canto suo, non dubita mai. Si getta in una storia costruita per salvarlo. Dal suo punto di vista I nostri fantasmi vive qui, tra Un ponte per Terabithia e 7 minuti dopo la mezzanotte, senza lesinare il gioco di fantasia di I Kill Giants. Carlo infatti mastica una gomma e diventa invisibile, con il beneplacito di passanti che sembrano complici pur essendo semplicemente disinteressati da ciò che li circonda, anche un bambino. (…)” (Alessandro Cavaggioni per Cinematographe)







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