Entriamo in un appartamento dalla finestra senza farci vedere. Una coppia sta litigando. L’argomento della lite è su chi fa di più in casa, chi riordina, lava, cucina. Su chi carica la lavastoviglie. Alle pareti mensole colme di libri, cd, film a testimonianza di un recente passato fatto di interessi, di conversazioni, di concerti, di serate con amici. A terra, sul pavimento, giocattoli, colori, biberon, un passeggino, un port enfant in quella disposizione tipicamente naturale di disarmonico caos generato da figli piccoli.
Sara e Nicola (Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea) sono sposati e innamorati, con una figlia di 6 anni. L’organizzazione del nucleo familiare a tre, viene stravolta dall’arrivo del secondo figlio Pietro, dove anche la perfezione della matematica viene colpita, perchè “1 figlio + 1 figlio non fa 2, ma 11”! Alla ricerca di un equilibrio familiare ed individuale, i due coniugi e genitori si troveranno ad affrontare le difficoltà del quotidiano in un paese che non ha servizi per le famiglie, che i nonni sono coloro che hanno vissuto la parte migliore del ‘900 e che oggi ne godono i frutti, in una società che ha perso il senso della comunità. Con il tono della commedia, i Figli non sono soltanto i bambini nel 2020, ma anche i loro diretti genitori perché figli di questa contemporaneità complicata dall’instabilità economica, dalla disparità di certezze tra la generazione genitoriale precedente e l’attuale. Dove creare un equilibrio anche tra il pagamento delle cartelle esattoriali (interessante spunto dell’amico interpretato da Luca Amorosino) e le responsabilità familiari risulta arduo. Una coppia come può sopravvivere felicemente alle stratificazioni di tale onda d’urto? Dovrà cedere, resistere o accettare?

Penserete, quindi, di assistere alla solita storia di tragedie coniugali, di problemi, di incomprensioni, di abbandoni, di avvocati matrimonialisti, ecc.? E, soprattutto, narrata sempre nel solito, scontato e prevedibile modo? Beh, vi sbagliate.
Siete nel film di Mattia Torre “Figli”, dal 23 Gennaio al cinema. Quel Mattia Torre che insieme a Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico è autore della serie tv cult Boris e che con gli stessi autori ha scritto e diretto Boris_il film e Ognimaledetto Natale. Che per la televisione ha scritto la serie Dov’è Mario insieme a Corrado Guzzanti ed è autore e regista de La linea verticale serie di grande successo interpretata da Valerio Mastandrea. Quel Mattia Torre dalla capacità straordinaria di fotografare una situazione e restituirla allo spettatore con tutto ciò che supporta quella vicenda. Compresi i fili che abitualmente appaiono invisibili e che invece muovono tutto, senza che ce ne accorgiamo: dai luoghi comuni dell’italianalità più radicata agli stereotipi familiari preconfezionati; dalle abitudini sociali alle consuetudini reiterate senza un perché. Mostrando, senza dire, ad ognuno di noi: “Sei tu. Questa è la tua vita, il tuo paese, la tua distratta non consapevolezza”. Una scrittura dotata di tagliente ferocia, ma mossa dalla mano leggera dell’ironia, come solo i grandi autori sanno fare. Mattia Torre prima di lasciarci il 19 Luglio del 2019 a soli 47 anni, ha affidato a Giuseppe Bonito le redini del film, suo aiuto regista che realizza il progetto con il rispetto e l’abilità di chi sa interpretare il sentire dell’autore.
«Oltre ad essere stato suo assistente in Boris – Il film, ero stato anche il regista di seconda unità nella sua serie televisiva La linea verticale, dove Mattia aveva raccontato la sua malattia. Gli dissi che il mio precedente film era un dramma e non una commedia e che non avevo figli, ma lui mi rispose: “Non chiedermi perché ho pensato a te, è una cosa istintiva”. Il copione aveva dei passaggi sfrontati ma pieni di grazia dalla realtà all’inconscio e la forma che ho voluto dare al film è questa, andando a sottrarre. Facendo La linea verticale con Mattia ho capito che nulla andava dopato, nel passaggio dal tragico al comico, senza tralasciare nemmeno il tragico in forma comica. Dare degli ulteriori effetti con la macchina da presa sarebbe stato castrante per la scrittura di Mattia”.
Figli è interpretato dalla grande famiglia di Mattia Torre: Stefano Fresi, un amico giornalista di Nicola, Valerio Aprea padre separato erotomane che vive costantemente con il senso di colpa rappresentato dallo spettro di un prete (Fabio Traversi), Paolo Calabresi, il padre con molti figli, Andrea Sartoretti, il padre milionario e Massimo De Lorenzo, cliente del bar di Nicola. Un film dal quale si esce portandosi addosso la comicità anche delle situazioni più ostili, perché l’ottimismo e il saper accogliere è indice di saper vivere insieme in coppia, ma sempre e soltanto se ne vale la pena. Ma sappiamo riconoscere quando ne vale la pena?
Data di uscita: 23 gennaio 2020
Genere: Drammatico, Commedia
Anno: 2020
Regia: Giuseppe Bonito
Attori: Valerio Mastandrea, Paola Cortellesi, Stefano Fresi, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Andrea Sartoretti, Massimo De Lorenzo, Gianfelice Imparato, Carlo de Ruggeri
Paese: Italia
Durata: 97 min
Distribuzione: Vision Distribution
Sceneggiatura: Mattia Torre
Produzione: Wildside / Vision Distribution






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