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Guardian: The lonely and great God di Lee Eung-bok

Giulia Ercolani Articoli Set 7th, 2025 0 Comment

Guardian: The lonely and great God, più comunemente noto semplicemente come “Goblin” è il K-drama che ha riscritto la leggenda e ha conquistato il cuore degli spettatori. Questa non è una semplice serie, non è un classico K-drama. Goblin è capace di entrare anche nei cuori più freddi e distaccati, riesce a far commuovere anche chi non versa mai una lacrima e riesce a riaccendere le emozioni a chi ormai le aveva spente da tempo. La visione di Goblin è qualcosa di cui nessuno si dovrebbe privare almeno una volta nella vita.

Quando Goblin è andato in onda nel 2016 in Corea, si è imposto immediatamente come fenomeno televisivo e culturale. Dietro la sua creazione c’è la penna della celebre sceneggiatrice Kim Eun-Sook che è riuscita a superare ogni aspettativa dando vita a un’opera che unisce mitologia, romance, commedia e dramma in un equilibrio perfetto.
Diretto da Lee Eung-bok e interpretato da un cast eccezionale, questa storia è diventata un classico moderno del panorama K-drama internazionale.
La storia ruota intorno alla figura di Kim Shin (Gong Yoo), un generale dell’epoca Goryeo ingiustamente tradito e condannato a morte. Maledetto dagli dei, viene trasformato in goblin (Dokkaebi), una creatura immortale condannata a vivere per secoli finchè non troverà la sua sposa predestinata che sarà l’unica in grado di estrarre la spada conficcata nel suo cuore per porre fine alla sua immortale esistenza.
Nel presente, Kim Shin vive tra la nostalgia del passato e la malinconia di un’esistenza vuota che non finisce mai. Costretto a cambiare spesso luogo in cui vivere per non destare sospetti, vive un’esistenza solitaria e malinconica, non può stringere legami e mostra come avere tutto il tempo del mondo non serve a nulla se non si ha nessuno con cui condividerlo.

L’incontro con Ji Eun-Tak (Kim Go-eun), cambierà la sua esistenza in un modo del tutto inaspettato. Questa energica liceale in grado di vedere i fantasmi riesce a sconvolgere il suo destino. Eun-tak sostiene di essere la sua sposa perchè è ciò che i fantasmi le dicono da quando è nata e, con la sua spontaneità e la sua capacità di trovare la luce anche nelle giornate più buie, inizia pian piano ad entrare sotto lo scudo emotivo che Kim Shin si era creato in tanti secoli, iniziando a farlo dubitare della sua intera esistenza.
La linea narrativa di questa coppia predestinata poi si intreccia con la figura del mietitore o meglio Grim Reaper (Jeoseung Saja) interpretato da Lee Dong-Wook, un angelo della morte che da secoli aiuta le anime ad attraversare la porta offrendo loro il tè dell’oblio, che ha perso i ricordi della sua vita passata. Il mietitore e il goblin sono antagonisti da sempre ma saranno costretti a una convivenza forzata caratterizzata da dialoghi taglienti e irresistibili momenti comici.
Accanto a tutta questa forza sovrannaturale c’è poi Sunny (Yoo In-na), una “semplice” ragazza che gestisce un ristorante, il cui destino la porta sulla strada e nel cuore del Grim Reaper contro ogni legge divina.
La trama è una fusione di mitologia coreana, fantasy e romance contemporaneo in cui ogni episodio alterna umorismo leggero a colpi di scena strazianti, costruendo così un universo narrativo ricco di fascino e poesia.

Goblin non è solo una storia d’amore, ma un’opera che parla del peso dell’immortalità, della colpa, del perdono e del valore del tempo.
Kim Shin è un personaggio che incarna il dolore dell’eternità. La sua vita è segnata dalla perdita costante di coloro che ama e ogni legame umano è una ferita destinata a riaprirsi. Gong Yoo trasmette con maestria questa dualità del guerriero carismatico e la fragilità di un’anima ormai stanca.
L’idea della sposa del Goblin come chiave della fine di Kim Shin porta con se una domanda esistenziale: siamo prigionieri del destino o possiamo piegarlo e cambiarlo con le nostre scelte? Eun-Tak, con la sua determinazione ci dimostra che si può. Anche di fronte a un destino già segnato si può cercare di riscrivere la propria storia.
Dal legame tra il Goblin e Eun-tak, a quello tra il Grim Reaper e Sunny, fino alla profonda amicizia tra i due antagonisti, l’amore viene esplorato in tutte le sue sfumature: romantico, fraterno, tragico e infine eterno.

Kim Eun-sook ha costruito un copione semplicemente perfetto, ogni battuta e ogni dialogo racchiudono simbolismi, metafore e riferimenti culturali che arricchiscono la narrazione. La regia di Lee Eung-bok amplifica poi questa sceneggiatura con una fotografia sontuosa. I paesaggi innevati, i tramonti dorati, la città vista dall’alto di notte avvolta da luci soffuse, trasformano questa serie in un’esperienza visiva oltre che emotiva.  La scelta delle location, dal Quebec ai tradizionali vicoli di Seoul, contribuisce poi a creare un’atmosfera sospesa tra antico e moderno.

Kim Shin è il personaggio che ha consacrato Gong Yoo. Nonostante fosse già molto famoso e amato per i suoi precedenti lavori, questo ruolo sembra scritto apposta per lui, il suo goblin è magnetico, austero e potente, ma anche goffo e tenero nella quotidianità. In un solo personaggio Gong Yoo riesce a far convivere il peso della tragedia e la leggerezza dell’ironia.
Kim Go-eun con Jin Eun-tak invece porta freschezza e vitalità a tutta la storia. La sua interpretazione è frizzante e mai passiva, Eun-tak è combattiva ma anche curiosa ed ironica, la tragedia che la segue da quando è nata e la costringe a vivere come una piccola cenerentola con la zia cattiva e i cugini che la tormentano,  non le ha mai spento la speranza che anche lei un giorno avrebbe avuto il suo riscatto.
Anche Lee Dong-wook con il suo Grim Reaper ha ridefinito la sua carriera, il suo è un angelo della morte elegante ma impacciato al quale non si può non affezionarsi.
Yoo In-na con Sunny si mostra seducente, malinconica e complessa, incarna il fascino di un amore impossibile a cui però non vuole rinunciare.
Infine Yook Sung-jae con Deok-hwa si rivela il perfetto collante comico che porta leggerezza in ogni episodio e col tempo, si rivela essere più profondo di quanto sembri.

La colonna sonora di Goblin è entrata nella storia e chiunque riesce a riconoscerla sin dalle prime note. Stay with me di Chanyeol e Punch, Beautiful di Crush e Round and Round di Heize (di cui vi lasciamo le tracce a fine articolo) sono diventati brani iconici, capaci di evocare in pochi secondi intere scene nella mente degli spettatori anche dopo anni. La musica non è solo un sottofondo ma un vero e proprio narratore emotivo che accompagna i momenti di tensione, amplifica le scene romantiche e sottolinea i passaggi più drammatici e strazianti.
Questo Drama non è stato solo un successo di ascolti sia in Corea che nel resto del mondo, ha influenzato la moda, la musica e perfino il turismo. La scalinata, l’hotel e la porta rossa in Quebec, il pontile con gli scogli di Jumunjin beach e i vicoli di Seoul sono ancora oggi mete turistiche per i fan. In sedici episodi Gong Yoo cambia più di Settanta outfit lanciando una vera e propria moda con la sua eleganza tanto che i capi mostrati andavano sold out in pochissime ore dopo la messa in onda dell’episodio.

Goblin non è semplicemente un k-drama di successo, è un’opera che ha ridefinito il genere, alzando l’asticella sia dal punto di vista narrativo che visivo. La sua forza risiede nella capacità di coniugare un intreccio che attinge alle radici del folklore coreano con un linguaggio universale capace di emozionare spettatori di ogni età e cultura. La leggenda del Dokkaebi, rivisitata in chiave moderna, si trasforma in un racconto di amore e destino che parla delle fragilità più umane anche attraverso personaggi dotati di immortalità e poteri sovrannaturali.
Ha saputo conquistare il pubblico perchè non si limita a raccontare una storia d’amore ma intreccia profonde riflessioni sul senso della vita e della morte, sul significato del tempo e sull’importanza delle relazioni. Ogni dialogo, ogni sguardo e ogni silenzio contribuiscono a costruire un discorso più grande che ci ricorda che l’esistenza, anche se breve e imperfetta, acquista valore proprio grazie alla sua fragilità.
Il successo mondiale e l’affetto che continua a circondarlo a distanza di anni dimostrano che ha saputo toccare corde universali. In ogni parte del mondo, chi ha seguito la storia di Kim Shin ed Eun-tak porta con se la memoria di frasi incise nell’anima, scene cariche di malinconica bellezza, e momenti strazianti che hanno lasciato cicatrici dolorose ma necessarie in ogni cuore.
Goblin è quindi una storia che parla di eternità e al tempo stesso insegna quanto sia importante cogliere l’attimo e godersi ogni piccolo momento di felicità. Come Kim Shin questa serie è destinata a vivere a lungo attraverso i vari decenni, come una benedizione per il panorama televisivo mondiale.
Disponibile su Viki vi consigliamo vivamente di non privarvi di questa visione che vi porterete dentro per sempre.

 

 

10
voto

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Giulia Ercolani

Arthur dice sempre che dobbiamo dedicare del tempo anche alle cose che ci piacciono, altrimenti rischiamo di dimenticare come si fa ad essere felici [T.J. Klune]

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