In una location suggestiva e magica che risale ai primi del Cinquecento, nel complesso monumentale del San Domenico, a Lamezia, si è conclusa lo scorso sabato la 6ª edizione del Lamezia International Film Fest, diretta dal critico cinematografico Gianlorenzo Franzì. In sole 5 giornate la manifestazione ha presentato opere di grande bellezza e accolto artisti d’eccezione, italiani e internazionali, tra cui l’attrice Isabella Ferrari, il regista Mario Martone, la sceneggiatrice Ippolita Di Majo e il regista francese Jean Jacques Annaud.

L’attrice Isabella Ferrari
Nella categoria “Esordi d’autore”, la sezione storica del festival che premia i grandi film e i grandi autori, ha ritirato il premio Ligeia Isabella Ferrari, che nell’occasione ha ricordato con dolce nostalgia i suoi esordi cinematografici e i fortunati incontri della sua carriera da Carlo Vanzina e Virna Lisi sul set di Sapore di Mare a Ettore Scola che la volle fortemente in Romanzo di un giovane povero, ruolo che le fece meritare la Coppa Volpi per la miglior attrice non protagonista.
Anche il regista Mario Martone e la sceneggiatrice Ippolita di Majo, già ottima coppia di grandi successi come Il Giovane Favoloso e il più recente Capri-Revolution hanno raccontato alcuni retroscena del loro lavoro. “Per fare questo mestiere ci vuole tanto coraggio – ha affermato Martone –, a me fortunatamente non è mai mancato, ho sempre fatto delle scelte libere da criteri commerciali, sia al cinema che a teatro“.
A chiudere questa edizione, poi, è stato il maestro francese Jean Jacques Annaud che per il suo film L’ultimo Lupo ha ricevuto il Premio Carl Theodor Dreyer, creato con il sostegno della Diocesi di Lamezia Terme, che attraverso il linguaggio del cinema vuole affermare alcuni tra i valori più importanti, fondanti e fondamentali dell’essere umano, legati al mondo della spiritualità.






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