Delizia
Regia: Joe D’Amato; erotico, Italia 1987
Interpreti: Tinì Cansino, Adriana Russo, Luca Giordana, Antonio Zequila, Giorgio Pietrangeli
Ore 23.15, Cielo, canale 26, durata 84′
Joe D’Amato è uno dei tanti pseudonimi usati dal regista e sceneggiatore romano Aristide Massaccesi nella sua prolifica carriera cinematografica (tra gli altri suoi nomi d’arte ricordiamo Dario Donati, David Hills, Alexandre Borsky). Nato nella capitale nel 1936 e scomparso prematuramente nel 1999, è conosciuto soprattutto per aver esplorato con grande inventiva, tra gli anni Settanta e Novanta, i generi erotico, pornografico e dell’orrore, spesso contaminandoli l’uno con l’altro. Ma non tutti sanno che alle spalle aveva una lunga e preziosa esperienza nel mondo del cinema iniziata, con varie mansioni, fin dai primissimi anni Cinquanta, dapprima come elettricista, poi come collaboratore di Eugenio Bava (padre di Mario Bava), per il quale preparò i titoli di testa di alcuni suoi film, e successivamente fotografo di scena (citiamo almeno il film di Mario Soldati E’ l’amor che mi rovina) e aiuto regista per Jean-Luc Godard nella coproduzione italo-francese Il disprezzo. L’esordio dietro la macchina da presa avvenne soltanto nei primi anni Settanta con un paio di storie boccaccesche (Sollazzevoli storie di mogli gaudenti e mariti penitenti – Decameron n. 69, 1972; Canterbury n. 2 – Nuove storie d’amore del ‘300, 1973) e con alcune pellicole spaghetti western, dove però scelse di non essere accreditato come regista. Nel 1975, con il film Emanuelle e François (Le sorelline), thriller erotico con scene di cannibalismo, cominciò a imporsi con un proprio stile e nel tempo è diventato un regista di culto con quasi duecento film al suo attivo. Ha diretto cinque titoli della serie erotica Emanuelle nera che aveva per protagonista la sensualissima fotoreporter impersonata dall’attrice indonesiana Laura Gemser (il primissimo film era stato realizzato da Adalberto Albertini nel 1975): Emanuelle nera – Orient Reportage (1976), Emanuelle in America (1976), Emanuelle – Perché violenza alle donne? (1977), Emanuelle e gli ultimi cannibali (1977), La via della prostituzione (1978). In alcune di queste storie, come si può intuire dal titolo, era presente quella contaminazione di generi a cui abbiamo già brevemente accennato, con l’erotismo softcore permeato da un gusto sadico tipico del genere horror splatter. E proprio il cinema dell’orrore è stato un altro terreno fertile per il bizzarro estro artistico del regista, che con le scene truculente (soprattutto quella del feto sbranato) del cannibal movie Antropophagus (1980) destò scalpore ed ebbe non pochi problemi con la censura. Autore anche di una trilogia fantasy ispirata a Conan il barbaro, con protagonista il guerriero Ator (Ator l’invincibile, 1982; Ator 2 – L’invincibile Orion, 1984; Quest for the Mighty Sword, 1990), negli anni Novanta Aristide Massaccesi si è distinto nel genere hardcore (un genere che comunque aveva cominciato a sperimentare già dalla fine degli anni Settanta) dirigendo alcune delle più note star dell’epoca come Rocco Siffredi, Eva Henger, Selen. Dopo la sua morte, è stato realizzato un documentario sulla sua carriera dal titolo Joe D’Amato – Totally Uncut (di Roger A. Fratter, 1999), mentre le edizioni di Mondo Ignoto hanno pubblicato un libro di Gordiano Lupi intitolato Erotismo, orrore e pornografia secondo Joe D’Amato (2004).
Questa sera, in seconda serata, il canale Cielo propone il film erotico Delizia, diretto da Massaccesi con lo pseudonimo di Dario Donati, scritto da Riccardo Ghione, con protagonista la conturbante Tinì Cansino, una delle presenze femminili fisse del celebre programma televisivo cult degli anni Ottanta Drive In insieme a Carmen Russo, Nadia Cassini, Lory Del Santo.
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