Sempre in fermento e con tante idee da concretizzare, le edizioni Falsopiano tengono costantemente aggiornato il catalogo cinema e, tra le ultime novità, ci propongono un affettuoso ricordo della coppia comica per eccellenza con il libro di Maurizio Mason Laurel & Hardy, artisti del sorriso.
Sottolineo il termine “affettuoso”, perché il lettore più attento non farà fatica ad accorgersi che non si tratta di una pubblicazione tipica degli addetti ai lavori. A scriverlo, infatti, non è un noto critico, giornalista, storico del cinema o accademico. A scriverlo è un grande fan di Stan Laurel (al secolo Arthur Stanley Jefferson) e Oliver Hardy (Oliver Norvell Hardy), alias Stanlio e Ollio, un accalorato estimatore del celebre duo che, per ricambiare le tante ore di felicità trascorse davanti alle indimenticabili comiche di cui Laurel & Hardy sono stati protagonisti, ha voluto dedicare ai suoi beniamini quello che senza dubbio si può definire un “gesto d’amore” nei confronti di due grandi uomini e artisti. Del resto, lo stesso autore ci tiene a precisarlo nell’introduzione: “Questo libro non ha la pretesa di aggiungere nulla a quanto già scoperto e descritto riguardo a Stan, Oliver e il loro mondo se non le personali riflessioni e considerazioni”.

Quello di Maurizio Mason è un amore sincero, ma anche ossessivo, per la vita e la carriera dei due comici che hanno allietato l’esistenza di intere generazioni in tutto il mondo. La sua dolce ossessione emerge in particolare quando si sofferma a riflettere, con sdegno, sull’inaccettabile declino della geniale coppia e soprattutto su quell’ambiente ingrato dello show business che rese possibile quel declino. Parlando dei loro ultimi lungometraggi e di Atollo K (di Léo Joannon e John Berry, 1951), produzione franco-italiana dagli esiti artistici alquanto imbarazzanti, Mason scrive con evidente trasporto emotivo (ma anche a buon diritto):
“si ha la sconfortante sensazione che Laurel & Hardy servissero solo per il loro nome ma non li si rispettava facendoli esprimere su una base tutt’altro che solida: le sceneggiature erano lacunose, neppure nascevano nuove situazioni, ecco il perché della riproposta di scene già viste non in funzione di provocare le stesse emozioni della prima volta ma per puro e assoluto difetto di nuove ed efficaci idee: non per riproporre il meglio della coppia ma perché non si sapeva cos’altro, e di nuovo, fare […]. Sarebbe stato preferibile non aver recitato oltre un certo limite, di certo non in Atollo K […]. Troppa amarezza in noi che abbiamo amato molto questi due grandi artisti, troppa nostalgia delle magiche emozioni trasmesse fino a qualche anno prima”.
Negli anni Settanta, la stessa dolce ossessione aveva spinto il giornalista e scrittore argentino Osvaldo Soriano a scrivere un romanzo bestseller dal titolo Triste solitario y final (pubblicato nel 1973 e tradotto in molti paesi), in cui l’anziano Stan Laurel, già orfano del partner artistico (Oliver Hardy morì nel 1957, Laurel lo seguì otto anni dopo), si rivolgeva al detective Philip Marlowe per indagare sui motivi del proprio tramonto artistico e dell’indifferenza dei produttori che non gli offrivano più lavoro e, con mestizia, diceva: “Ollie ha avuto fortuna. Il cuore è venuto meno e ha chiuso con tutto. Io sto morendo lentamente, ma credo che le cose dovrebbero essere migliori per un vecchio attore”. Poi, parlando del legame speciale che li univa, aggiungeva: “Ollie non era solo un amico. Era parte di me; nessuno poteva essere nulla senza l’altro. La nostra vita è stata il cinema e l’abbiamo divisa per intero. Non ci vedevamo spesso, ma facevamo la sola cosa che giustifica la nostra vita: facevamo il cinema. Ben presto mi resi conto che eravamo una persona sola”.
Ho voluto ricordare brevemente il bellissimo romanzo di Soriano sul triste crepuscolo dei due attori. Ben diversi sono gli esiti letterari del saggio scritto da Maurizio Mason, pur animato dalla stessa passione: un saggio frammentario, discontinuo, un po’ confuso anche nelle schede che dalla primissima comica di due rulli in cui Stanlio e Ollio recitarono insieme pur non facendo ancora coppia (The Lucky Dog di Jess Robbins, 1921) all’ultimo, deprimente film del 1951 Atollo K ripercorrono, in chiusura, l’intera filmografia del duo. Laurel & Hardy, artisti del sorriso si lascia apprezzare, dunque, per quello che è realmente: un atto d’amore – lo ripetiamo – concepito per sdebitarsi delle tante emozioni vissute, fin da bambino, in compagnia dell’ineguagliabile coppia comica. Il coinvolgimento emotivo dell’autore è tale che, verso la fine, vuole anche rendere partecipe il lettore dei suoi devoti pellegrinaggi alla scoperta dei luoghi che, a Los Angeles e dintorni, hanno fatto da sfondo ad alcune delle più divertenti comiche di Stanlio e Ollio: ad esempio il laghetto di Hollenbeck Park in I due ammiragli (Men O’War, di Lewis R. Foster, 1929) o la mitica scalinata su cui i nostri eroi arrancavano nel disperato tentativo di trasportare un pianoforte in La scala musicale (The Music Box, di James Parrott, 1932), film che si aggiudicò il premio Oscar nella categoria Miglior cortometraggio commedia e che rappresenta senza dubbio uno dei punti più alti della loro arte.
Come non provare tenerezza quando Mason, con un approccio quasi fanciullesco che fa sorridere ma che a pensarci bene incanta proprio per il suo candore, dice:
“Mi auguro che il lettore possa trarre beneficio da queste pagine, entrando con stupore in quel meraviglioso periodo delle grandi comiche americane, per me è stato un coinvolgermi in un ambiente famigliare fatto di belle persone, un tuffo nella purezza di un mondo che purtroppo con c’è più ma che ci fa bene ricordare”.
Laurel & Hardy, artisti del sorriso: di certo non un libro indispensabile, va detto, ma comunque un sincero omaggio al più celebre duo comico della storia del cinema, un volume che può arricchire la libreria dei fans più sfegatati e che contribuisce, a modo suo e nonostante i difetti, a mantenere vivo il ricordo dell’irresistibile coppia formata dal piagnucoloso e smilzo inglese Stanlio e dal pasciuto e saccente gentiluomo americano del sud Ollio.







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