La condizione umana nel lavoro è sicuramente un tema universale: il lavoro come strumento per trovare un posto nella società, come occasione di riscatto e crescita, ma anche come vessazione, simbolo di lotta per i diritti e talvolta reso, nei fatti, una vera e propria schiavitù. Quest’anno il Job Film Days, arrivato alla quarta edizione, allarga lo sguardo sul panorama internazionale e accoglie opere da diverse parti del mondo. Il filo comune è sempre una doppia lotta: per i diritti del lavoro, per i diritti grazie al lavoro. Per questo le parole «lavoro» e «diritti» sono così collegate fra loro e sono l’asse lungo il quale il festival, diretto da Annalisa Lantermo, continua a muoversi.
La manifestazione – che si terrà a Torino dal 3 all’8 ottobre 2023 nei cinema Massimo, Centrale Arthouse e Greenwich Village – vede in programma 65 pellicole suddivise fra sezioni principali ed eventi organizzati con i partner, film di apertura e chiusura ed eventi collaterali.
Nella sezione lungometraggi, alla quale sono ammesse anche opere di finzione, gareggiano 7 film per il Premio Cinematografico “Lavoro 2023” JFD – INAIL Piemonte. Fra le pellicole, lo sguardo si muove attraverso le storie umane di chi ricomincia da capo o di chi si muove la notte per cercare un futuro. Molte le co-produzioni, con una buona presenza francese affiancata a quella italiana. La giuria è presieduta da Paolo Mereghetti, critico cinematografico del Corriere della Sera, e composta da Giulia Muggeo (docente al Dams di Torino), Ike Nnaebue (regista con un film fuori concorso al festival nel focus dedicato all’Africa subsahariana), Antonella Onofri (direttrice Inail Piemonte) e Filippo Ticozzi (regista).

Si aggiungono 11 cortometraggi per il premio Job for the Future 2023 JFD – Camera di Commercio di Torino, dove ci affacciamo, con discrezione e attraverso piccole finestre, su vite segnate dai turni del lavoro, per scoprire anche realtà estremamente vicine a noi, almeno dal punto di vista culturale. Oltre alla ricca presenza italiana è ancora la Francia ad aumentare il proprio peso. La giuria è presieduta dall’autrice e sceneggiatrice Chiara Cremaschi e completata da Alessandro Borrelli (regista e produttore), Alessandro Giorgio (programmatore del Centro Nazionale del Cortometraggio), Nicola Scarlatelli (vicepresidente Camera di Commercio di Torino) e Paola Zeni (ricercatrice al Dams di Torino)
Il festival assegnerà anche il consueto premio per il Laboratorio di scrittura. La giuria, che indicherà la migliore idea di soggetto su cui lavorare, è presieduta dalla giornalista e sceneggiatrice Caterina Taricano e composta da Luisella Fassino (presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino) e Anita Otto (sceneggiatrice).
La nuova edizione del festival propone in totale 14 anteprime nazionali, mentre sale a 31 il numero dei Paesi rappresentati. L’Italia guida la classifica con 13 film e 2 coproduzioni, ma spicca anche la Francia con 8 pellicole e altre 7 co-prodotte. Si aggiungono Germania (6 film di cui 5 co-prodotti con altri Paesi), Regno Unito (3 produzioni e 2 co-produzioni), Argentina (3 film) e Repubblica Ceca (3 film co-prodotti). In programma, fra le altre, opere provenienti da Corea del Sud, Libano, Burkina Faso, Benin, Repubblica Centrafricana, Cina, Madagascar, Nigeria, Sudafrica, Uzbekistan e Giappone. L’Europa resta ben rappresentata grazie alla presenza di Belgio, Romania, Svizzera, Norvegia, Slovacchia, Portogallo, Spagna, Svezia, Lituania, Finlandia, Grecia e Danimarca. Si aggiungono, inoltre, tre film dagli Stati Uniti, di cui due co-produzioni.
Ad aprire, il 3 ottobre alle ore 21 presso il Cinema Massimo del Museo Nazionale del Cinema (Sala 1), sarà il film Da-eum-so-hee (Next Sohee) di July Jung (Corea del Sud, 2022, 134’), dopo il saluto delle autorità e dei partner. Al centro dell’opera c’è la storia di una studentessa che, in cerca di un posto nel mondo del lavoro, rimane vittima di un’esperienza traumatica che le sarà fatale. Un’ispettrice indaga sulla sua morte. È il secondo lungometraggio di July Jung ed è stato presentato al Festival di Cannes 2022.
Le proiezioni saranno precedute da brevi pillole realizzate da Rai Teche, in totale 50, tratte da La donna che lavora (1959), inchiesta di Ugo Zatterin e Giovanni Salvi sulla condizione della donna nell’Italia di fine anni Cinquanta.
«Questa quarta edizione – ha dichiarato Annalisa Lantermo – consolida il legame che il festival ha costruito con il territorio, rafforzando le collaborazioni con i partner precedenti e inserendone di nuovi, con il risultato di presentare con i suoi film ed eventi realtà molto diverse del mondo del lavoro e anche il modo diverso di fare cinema (penso al cinema di animazione) o di utilizzo degli archivi. La visione si allarga, anche a livello internazionale, come nel caso della sezione sull’Africa subsahariana, i cui film ci consentiranno di vedere come i cineasti di quest’area affrontino oggi le tematiche del lavoro, a partire dai percorsi delle persone che lasciano il loro paese per approdare in Europa. È quindi un’edizione ricca di film e tematiche, che speriamo coinvolga un ampio pubblico».
La nuova edizione del Job Film Days, inoltre, prevede un interessante sodalizio con la Galleria Caracol, che nella nuova sede di via Sant’Anselmo 26/D, inaugurata lo scorso maggio, ospiterà una mostra delle opere di Gianluca Costantini, curata da Leonardo Guardigli. L’illustratore è anche autore dell’immagine guida di quest’anno ed esporrà, oltre al lavoro realizzato per il festival, una ventina di opere. L’inaugurazione si terrà il 27 settembre alle ore 18, alla presenza dell’artista, mentre l’esposizione sarà visitabile fino al 14 ottobre. A differenza del passato, la mostra proseguirà oltre le date di Job Film Days.
Tra i tanti eventi collaterali previsti, infine, segnaliamo almeno La lunga marcia in programma al Cinema Centrale, un omaggio a Gian Maria Volonté nel novantesimo anniversario dalla nascita.







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