Invitato a presentare il mio nuovo libro su Clint Eastwood (edizioni Weirdbook) nello spazio Venezia Cult al Lido di Venezia, alla mia trentaseiesima Mostra del Cinema, ringrazio gli organizzatori dello spazio Cult TV per l’invito e Massimo Benvegnù per aver sostituito il critico Roberto Pugliese durante la presentazione. Pugliese e’ stato vittima di un infortunio e a lui va il mio augurio di una pronta guarigione. Ringrazio il pubblico, bello, sensibile, curioso. Come in molte altre situazioni, sopratutto donne, ragazze, curiose e attente al cinema.

Per quanto riguarda la Mostra la Mostra d’Arte Cinematografica, non è semplice districarsi nel ricco programma, porto pero’ a casa con grande soddisfazione soprattutto la riscoperta del cult di Riccardo Freda “Lo spettro” (1963), restaurato nei suoi luminosi e preziosi colori. Una riscoperta anche per la sua densa natura drammatica hitchcockiana dai risvolti tutti da scoprire. Anticipatore e citazionista, deve essere stato un punto di riferimento anche per Mel Brooks…

Ma a Venezia e’ riemerso in questi giorni dall’oblio anche un film di Kieslowski, “Destino cieco” (1981), al suo tempo censurato e ritornato alla visibilità, che all’avvio degli anni Ottanta propone con respiro trascinante e sfumature kafkiane i termini di una riflessione sul caso e sull’esistenza che avrebbe portato l’autore, dopo una fase radicalmente politica, a quella stratificata riflessione poetica che lo avrebbe eletto a paladino del cinema europeo d’autore durante gli anni a venire.

Destino cieco
E il mio personale plauso, qui a Venezia 2025, si conclude con la visone del fluviale ultimo “Diario di un regista” di Alexander Sokurov, dove in cinque ore e ventun minuti di immagini dedicate alle corrispondenze tra i fatti storici e le tensioni socio politiche si da’ espressione a un monumentale e arcano cinema della memoria che scrive un cifrario pulsionale in cui immagini, suoni e parole (scritte e parlate) compongono il trionfo della percezione. Freda, Kieslowski, Sokurov. Una grande Mostra vale anche per questo e ti fa passare tutte le arrabbiature (…….).

Diario di un regista




Lascia un commento