“Tutto quello che vedevo mi faceva stare male. Avevo la nausea. In quel momento capii che cosa intendeva la maestra Oliviero quando mi chiese se sapevo cos’era la plebe. La plebe eravamo noi. Sull’andatura divina su cui avevo puntato da piccola per sfuggire al rione avevo sbagliato. Dal mondo di mia madre e del rione neanche Lila ce l’aveva fatta a fuggire“.

Così la voce narrante di Alba Rohrwacher ci accompagna verso la fine della prima stagione di L’Amica Geniale, la serie televisiva diretta da Saverio Costanzo e trasmessa da RaiUno che sin dal debutto sul piccolo schermo ha raccolto un numero impressionante di consensi: più di 7 milioni di telespettatori. E non solo in Italia. Anche negli Stati Uniti, dove è andata in onda sul canale HBO, il successo si è replicato. Tratta dal romanzo omonimo di Elena Ferrante (più di 10 milioni di copie venduti nel mondo) la serie televisiva L’Amica Geniale è stata coprodotta da Rai, HBO e TIMvision. A sorpresa la serie compare ache nella lista delle nomination televisive dei Critics’ Choice Awards 2019, i premi decretati dai critici statunitensi, accanto titoli acclamatissimi come The Americans (FX), Better Call Saul (AMC), The Good Fight (CBS All Access), Homecoming (Amazon), Killing Eve (BBC America), Pose (FX) e Succession (HBO). Per scoprire i vincitori bisognerà attendere la cerimonia di gala prevista il 13 gennaio.
Ma la novità più attesa, quella che si aspettavano quei 7 milioni di telespettatori italiani, è che la serie tv ispirata ai romanzi di Elena Ferrante, è stata rinnovata ufficialmente per la seconda stagione. A darne l’annuncio in un comunicato congiunto la RAI ed HBO, i due co-produttori insieme a TIMvision, e Wildside, distributore internazionale. Ne seguiranno altri, che riproporranno l’intera tetralogia dei volumi di Elena Morante, per un totala di 32 puntate complessive.
Una serie di grande qualità

Acclamata dal pubblico e dalla critica la serie si avvale di una regia di qualità come quella di Saverio Costanzo, già conosciuto per aver diretto il film La solitudine dei numeri primi e l’intensa serie tv In Treatment, con Sergio Castellitto.
Non dev’essere stato facile affrontare un lavoro così complesso come ricostruire con fedeltà il mondo creato dalla scrittrice, e non a caso il supporto di Elena Morante è stato decisivo per il lavoro degli sceneggiatori. La storia televisiva ci restituisce un prodotto fedele al libro anche negli aspetti più intimi e sottesi, e risolve le sfumature con l’espediente della voce fuori campo, la voce narrante di Alba Rohrwacher che puntualmente accompagna le svolte interiori e le epifanie infantili e adolescenziali di Lenù. Il casting ha avuto un peso decisivo per la riuscita dell’operazione, a cominciare dalla scelta delle protagoniste in due età diverse: Lenù (Elisa Del Genio e Margherita Mazzucco) e Lila (Ludovica Nasti e Gaia Girace). Tanto la prima è dolce, introvertita, insicura così la seconda è sfacciata, imprevedibile, granitica. Intorno a loro una galleria di personaggi tutti a proprio agio nei loro ruoli e portatori di grande veridicità. Non è il caso di usare il termine “realismo”, poiché di reale c’è ben poco: tutto appare trasfigurato dal ricordo di Lenù, e la fotografia si modula sui suoi stati d’animo modulati nella memoria. A cominciare dal fatidico “rione”, angolo quasi surreale di una miserabile periferia napoletana, visto attraverso un costante e claustrofobico filtro seppiato.

(ANSA/ CESARE ABBATE)
Color seppia a rimandare anche la rimembranza di un’epoca appartenente alla categoria del ricordo, quegli anni cinquanta di un’Italia in preda al cambiamento, ancora radicata nella tradizione contadina ma già sferzata dai venti della modernizzazione. La riduzione televisiva, così come il romanzo da cui è tratta, esplora in profondità i sentimenti contrastanti che si affollano nell’amicizia, buoni e cattivi, di amore e di rivalità.
E lo fa mantenendo anche il tono serrato del libro, denso di avvenimenti e personaggi, così come accade nella grande letteratura popolare (pensiamo per esempio a Isabel Allende). Rimane insomma l’attesa dello spettatore (e del lettore) mista al desiderio di essere nuovamente affabulato, di sapere e conoscere di più, ancora e ancora.






Lascia un commento