Oregon 1851. Solo il bagliore degli spari nell’esterno notte e il brusio delle voci annunciano i due protagonisti, e subito ne definiscono i caratteri. I Fratelli Sisters sono due killer prezzolati che si muovono in una classica atmosfera western, con tutti gli stilemi del genere perfettamente al loro posto: la conquista dell’Ovest, le nuove città che sorgono nel mezzo del nulla, i malvagi che dettano legge e una fauna umana di brutti, sporchi e cattivi. Charlie è violento e alcolizzato, e il fratello Eli ha un bel daffare a tenerne a bada le intemperanze. Tutto secondo le regole, insomma, tranne che I Fratelli Sisters è diretto da un francese, e il regista ci mette poco a virare verso altre direzioni.

Jacques Audiard, qui al suo primo lungometraggio in inglese, plasma la materia dei personaggi e delle atmosfere e, passando attraverso l’epopea della grande corsa all’oro, costruisce una storia che ha suggestioni surreali intrecciate con un’attenzione particolare alla psicologia dei due protagonisti.
Il violento e folle Charlie ha la maschera intensa ed eccessiva di Joaquin Phoenix, e il fratello maggiore Eli (John C. Reilly, scelta felicissima del casting), è un’anima divisa tra l’imperativo interiore di proteggere Charlie e la voglia di fermarsi e lasciarsi andare a una vita tranquilla, magari con una moglie e un emporio in città.

La sceneggiatura semina nel racconto gli indizi di un dramma familiare attraverso velocissimi flashback e frammenti di dialoghi. Poco per volta l’interiorità dei due fratelli si svela. Determinante sarà l’incontro con il chimico sognatore Hermann Kermit Warm (uno straordinario Rice Ahmed) e con l’investigatore John Morris (Jake Gyllenhaal), sguinzagliato sulle tracce di Warm dal vero vilain della storia, il fantomatico Commodoro interpretato da Rutger Hauer. Questi due personaggi chiave faranno da cartina di tornasole per la natura segreta di Charlie ed Eli.
Il film ha delle derive fantastiche, come la misteriosa formula che permette al chimico mediorientale di illuminare le pepite d’oro, e riesce persino a riproporre la primigenia idea socialista del falansterio. Il sentimento di umanità sa anche essere contagioso, e quando trova terreno fertile come il cuore buono di Eli, camuffato dietro l’aspetto rozzo e sbilenco, porta a sviluppi imprevedibili. Forse la città dell’armonia che Warm e Morris sognavano non sarà mai costruita, ma la vita dei fratelli Sisters troverà finalmente pace.
Briciole di umanità sono gettate qua e là in tutto il film, ancora più dirompenti perché piccolissime gemme che scintillano nel buio della brutalità, della vita che non è nulla di fronte al richiamo ipnotico dell’oro e alla crudeltà di un universo esclusivamente maschile. Eli che parla al suo cavallo ferito, un povero brocco che il Commodoro gli aveva dato “per far posto nella stalla“, è lo squarcio di un velo dove la pietà emerge, aliena in quel microcosmo e quindi ancora più potente. Come potente è la forza del sogno socialista del chimico, capace di convertire anche il suo aguzzino.
Niente a che fare, dunque, con il solito western, anche per il delta di parodia garbata e di humour nero che si apre a innumerevoli possibilità. Un film che non perde un colpo, aiutato dalla splendida fotografia di Benoît Debie, e che si presta a vari livelli di lettura, da quello immediatamente avventuroso e godibile a quello più introspettivo e poetico.
Ispirato al libro di Patrick deWitt, I fratelli Sisters ha guadagnato a Jacques Audiard il Leone d’Argento per la migliore regia alla 75esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, oltre a quattro premi César.
- DATA USCITA:
- GENERE: Western
- ANNO: 2018
- REGIA: Jacques Audiard
- CAST: Joaquin Phoenix, John C. Reilly, Jake Gyllenhaal, Riz Ahmed, Rutger Hauer, Carol Kane
- PAESE: USA, Francia, Romania, Spagna
- DURATA: 122 Min
- DISTRIBUZIONE: Universal Pictures






Lascia un commento