Top News

  • Recensione – IRON MAN 3
  • La Corazzata Potemkin di Paolo Vilaggio
  • Le Relazioni Pericolose: un romanzo e due film dallo strano intreccio
  • Negrita – Concerto Mediolanum Forum di Assago (MI) – 14/04/2018
  • Fallout Prima Stagione – serie – su Amazon Prime Video
  • Godzilla e Kong – Il Nuovo Impero di Adam Wingard – Recensione
  • Non sono un assassino, un noir con Riccardo Scamarcio
  • FEFF 19: Focus Asia 2017, 13 i progetti selezionati
  • Sul divano con InsideTheShow: un capolavoro romantico su RaiPlay
  • Il poster di One Direction: This Is Us, dal 5 settembre al cinema
≡ Menu
  • Accedi/Registrati
InsideTheShow.it
≡ Menu
  • Home
  • Cinema
    • Notizie
    • Cinema indipendente
    • Articoli
    • Recensioni
    • Cortometraggi
  • Notizie locali
    • Alessandria
    • Bari
    • Bergamo
    • Bologna
    • Cagliari
    • Caserta
    • Cremona
    • Forlì
    • Genova
    • Livorno
    • Lucca
    • Messina
    • Milano
    • Napoli
    • Novara
    • Nuoro
    • Oristano
    • Palermo
    • Pisa
    • Ravenna
    • Rimini
    • Roma
    • Sassari
    • Siracusa
    • Torino
    • Treviso
    • Trieste
  • Eventi
    • Mostra del Cinema di Venezia
    • Festival di Roma
    • Giffoni Film Festival
    • Lucca Film Festival
    • Napoli Film Festival
    • Taormina Film Fest
    • Torino Film Festival
  • Interviste
  • Streaming
    • Disney+
    • Netflix
    • PrimeVideo
    • Now
    • Paramount+
    • Iwonderfull
    • Midnight Factory
  • Homevideo
  • Musica
  • Libri
  • Varie
Ti trovi qui: Home / Articoli / Disponibile su Youtube Porcile di Pier Paolo Pasolini

Disponibile su Youtube Porcile di Pier Paolo Pasolini

Luca Biscontini Articoli Mar 5th, 2021 0 Comment

Disponibile su Youtube Porcile, un film del 1969 diretto da Pier Paolo Pasolini. Il film è suddiviso in due parti che si uniscono durante l’intreccio e che vogliono denunciare il potere e l’influenza negativa che hanno alcuni genitori nei confronti dei figli. Per l’incipit di ciascun episodio vengono riprese e lette delle lapidi nelle quali si parla della disobbedienza dei figli verso i genitori e delle tragiche e severe conseguenze. Scritto e sceneggiato da Pier Paolo Pasolini, con la collaborazione di Sergio Citti, con la fotografia di Armando Nannuzzi, Tonino Delli Colli e Giuseppe Ruzzolini, il montaggio di Nino Baragli, le scenografie e i costumi di Danilo Donati e le musiche di Benedetto Ghiglia, Porcile è interpretato da Pierre Clémenti, Jean-Pierre Léaud, Anne Wiazemsky, Alberto Lionello, Ugo Tognazzi, Franco Citti, Ninetto Davoli, Marco Ferreri, Margarita Lozano.

Trama
Due storie distanziate da millenni. Nell’antichità, un gruppo di selvaggi impara a nutrirsi di carne umana, finché la “società” li condanna a morte. Nel presente, il giovane figlio di un industriale, che nutre una passione morbosa per i porci, rifiuta la fidanzata. Non si inserisce nell’azienda, ma nemmeno contesta; finirà sbranato dagli stessi maiali mentre il padre si allea a un criminale nazista. Spiega Pasolini: “Ogni società divora sia i figli obbedienti che quelli né disobbedienti né obbedienti”. Una parabola dura e inquietante, volutamente sgradevole e provocatoria. Una delle punte fra i film-scandalo di un autore quasi sempre “scomodo”.

I lapide: “Interrogata ben bene la nostra coscienza abbiamo stabilito di divorarti a causa della tua disubbidienza”.

II lapide: “Io e te moglie siamo alleati: tu madre-padre, io padre-madre. La tenerezza e la durezza sono intorno a nostro figlio da tutte le parti. La Germania di Bonn, accidenti, non è mica la Germania di Hitler! Si fabbricano lane, formaggi, birre e bottoni (quella dei cannoni è un’industria d’esportazione). È vero: si sa che anche Hitler era un po’ femmina. Ma com’è noto, era una femmina assassina: la nostra tradizione è decisamente migliorata. Dunque? La madre assassina, lei, ebbe figli obbedienti, con gli occhi azzurri pieni di tanto disperato amore. Mentre io, madre affettuosa, ho questo figlio che non è né obbediente né disubbidiente?”.

Il modo migliore per tentare di analizzare Porcile di Pier Paolo Pasolini consiste probabilmente nel far parlare l’opera stessa, cercando di far emergere alcuni dati salienti, in riferimento ad un linguaggio fortemente poetico che l’autore utilizza per provare a cristallizzare l’orrore.
Le lapidi che introducono il film ci forniscono un immediato orientamento circa la doppia valenza di una sacralità che eroicamente i due personaggi protagonisti (Pierre Clementi e Jean-Pierre Léaud) cercano di salvaguardare, l’uno attraverso un gesto di rivolta estrema, il cannibalismo, l’altro con l’aberrazione della zoofilia; entrambi vengono barbaramente uccisi, ma su di essi scende una sorta di grazia: per Clementi è costituita dallo spirito di rivolta; per Léaud è l’irrazionalità, il mistero. Pasolini, con un montaggio alternato, accosta e compara due situazioni storiche diverse ma giustapponibili, nella misura in cui nella prima (quella di Clementi) siamo in un mondo precapitalistico in cui è ancora possibile porsi in una dinamica totalmente antagonista, mentre nel secondo si segnala il passaggio dal vecchio al nuovo capitalismo, e, dunque, essendo avvenuta una feroce sussunzione della maggior parte dei soggetti (esclusi i contadini capeggiati da Ninetto Davoli, e la brava Anne Wiazemsky che incarna ciò che Julian dovrebbe essere), l’unica maniera per smarcarsi dall’insuperabile impasse è ricorrere a una dimensione poetica che recuperi ciò che la prosaicità della logica dei consumi vorrebbe annientare; un linguaggio che si scagli contro la cronologia del tempo, contro ogni circolarità economica (finanche psichica), per rievocare quel flusso emotivo (sacro) che, nonostante tutti i tentativi di sabotaggio, continua a informare, integrandola, la realtà.

L’ossessione del “mangiare” e dell’”esser mangiato” ha da sempre condizionato inconsciamente il poeta friulano a cui, dunque, non rimaneva che provare a esorcizzare questa tragica incombenza mettendola su pellicola, articolando la doppia modalità di relazionarsi alla realtà che gli era propria; quelle lapidi che aprono il film potrebbero tranquillamente campeggiare sul suo feretro, confermando la sconcertante capacità di prevedere in largo anticipo il futuro. Porcile è un film povero, girato in un mese, con una cifra irrisoria. È tendenzialmente considerato un’opera minore di Pasolini, ma al contrario chi scrive l’ha sempre considerato il suo lavoro più sincero, e in questo senso scandaloso, capace di sviscerare fino in fondo la contraddittorietà apparente di un pensiero che in realtà non faceva altro che confrontarsi continuamente con una arcaicità, che, come uno scrigno, conserva quel “sacro” (l’eccedenza, l’infinità, la globalità) di cui un poeta non può fare a meno. Pasolini ha avuto l’indubbio merito di cercare di condividere con i suoi lettori e spettatori questa incontenibile pulsione, l’unica che gli permetteva di sopportare il peso delle varie crociate mosse contro di lui, senza arroccarsi su una posizione aristocratica di artista sganciato dal mondo. E per tale motivo, probabilmente, non dovremmo mai smettere di essergli grati.

Pasolini fornisce queste preziose indicazioni che ci permettono di capire meglio la storia ambientata nel presente, in cui le iperboli linguistiche utilizzate sia nei dialoghi tra Klotz (Alberto Lionello) e Herdhitze (Ugo Tognazzi) sia in quelli tra Julian e Ida rendono talora difficile la comprensione; in realtà il quadro è chiarissimo: all’orrore del passato recente (la Germania di Hitler) segue quello del nuovo capitalismo. Assistiamo a un’inquietante fusione tramite cui una nuova forma di totalitarismo si abbatte sulle masse, riducendo i soggetti al ruolo di passivi consumatori, inaugurando quella tremenda degenerazione antropologica denunciata successivamente ne Le Lettere Luterane. Julian è il risultato di questo drammatico passaggio e il suo triste epilogo (l’esser mangiato dai porci) restituisce con solarità l’impossibilità di adattarsi a una realtà in cui tutto diviene conformismo (compreso l’essere rivoluzionario), non c’è via di scampo, la sussunzione è definitivamente compiuta. Porcile anticipa, con una ferocia che non è inferiore, la drammaticità di Salò, e il distacco e l’umorismo sono operativi in entrambi i film, segnalando l’unica modalità che l’autore poteva utilizzare per affrontare temi così angoscianti e che viveva ogni giorno sulla propria pelle.

Ida: “Cos’è stato, Julian, a bloccarti in questa villa italianizzante?”
Julian: “Probabilmente un nulla, una foglia sperduta, un cigolio di una porta, un grugnito”.

Straziante e poetico questo dialogo tra i due giovani, in cui emerge la fatalità di un destino che fa il suo corso senza che sia possibile rintracciarne le vere cause. Julian, d’altronde, è un borghese fino in fondo, e non può dunque sviluppare il necessario distacco per analizzare la situazione (comunque intrascendibile) e tentare una rivolta che lo liberi (che ad ogni modo sarebbe un comportamento conformista). È irrimediabilmente catturato in una condizione che può solo attenuare grazie alla poesia, che tuttavia non impedirà che l’atroce epilogo si compia. L’elemento irrazionale, dunque, è decisivo, e gli permette di permanere temporaneamente in uno stato di grazia che redime.

“Ho ucciso mio padre, ho mangiato carne umana, tremo di gioia”.

Altrettanto emozionante è la chiusura del ‘cannibale’ Clementi, che, con la sua anarchia apocalittica e la contestazione globale sul piano esistenziale, scalcia, morde, scaccia chiunque voglia sottometterlo a un potere che inevitabilmente lo soggiogherebbe. Non ha pietà, così come non ce l’ha chi vorrebbe ridurlo in uno stato di schiavitù che non potrebbe mai accettare. Preferisce scorrazzare libero tra le fredde pendici dell’Etna, mangiando farfalle, serpenti, carne umana, mosso dall’istintivo impulso di vivere a contatto con una natura sacra, che non ha nulla di ‘natutale’, così come Pasolini avrà modo di affermare nel successivo Medea, dove articola con maggior chiarezza il proprio sentimento nei confronti di una realtà di cui riesce a carpire ancora quell’eccedenza che magnificamente non cessa di mostrarsi. Medea, anch’essa con un furore implacabile, si scaglia contro un destino che non riesce ad accettare, arrivando a uccidere i propri figli pur di vendicarsi di Giasone. Un’ira divina, la sua, incontenibile.

Chiudiamo proprio con il prologo del film con Maria Callas, che restituisce in maniera esemplare la nozione di sacro che Pasolini voleva a tutti i costi salvaguardare:

“Tutto è santo, tutto è santo, tutto è santo. Non c’è niente di naturale nella natura, ragazzo mio. Tienilo bene in mente; quando la natura ti sembrerà naturale, tutto sarà finito, e comincerà qualcos’altro; addio cielo, addio mare. Che bel cielo! Vicino, felice. Dì, ti sembra che un pezzetto solo non sia innaturale e non sia posseduto da un dio. E così è il mare, in questo giorno in cui tu hai tredici anni e peschi con i piedi nell’acqua tiepida. Guardati alle spalle. Che cosa vedi, eh? Forse qualcosa di naturale? No, è un’apparizione quella che tu vedi alle tue spalle, con le nuvole che si specchiano nell’acqua ferma e pesante delle tre del pomeriggio. Guarda laggiù quella striscia nera sul mare lucido e rosa come l’olio! Quelle ombre degli alberi e quei canneti; in ogni punto in cui i tuoi occhi guardano è nascosto un dio. E se per caso non c’è ha lasciato lì i segni della sua presenza sacra, o silenzio, o odore di erba, o fresco di acque dolci. E si tutto è santo, ma la santità è insieme una maledizione. Gli dei che amano, al tempo stesso odiano”.

Condividi

  • Twitter
  • Facebook
  • G-plus
  • Linkedin
  • Reddit
  • Pintrest

Luca Biscontini

Articoli correlati

Ubaldo Pantani è Inimitabile

Eventi

Ubaldo Pantani è Inimitabile

Mario Galeotti Apr 13th, 2026
Fine d’inizio di Paolo Signore

Libri

Fine d’inizio di Paolo Signore

Emanuela Di Matteo Apr 10th, 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Link Utili

  • Accedi/Registrati
  • Redazione
  • Contatti
  • Lavora con noi
  • Privacy e Cookie Policy

Notizie

Da vittima ad ambasciatrice d’onore a Montecitorio. Barbara Sirotti al Premio Internazionale Donna Sapiens nella Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne.
28Nov2025 0 Comment

Da vittima ad ambasciatrice d’onore a Montecitorio. Barbara Sirotti al Premio Internazionale Donna Sapiens nella Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne.

Da vittima ad ambasciatrice d’onore a Montecitorio. Barbara Sirotti al quinto Premio

Si conclude Romaeuropa 2025: ed è una domenica di festa.
16Nov2025 0 Comment

Si conclude Romaeuropa 2025: ed è una domenica di festa.

A Romaeuropa il 16 novembre gran finale del Festival internazionale più stimolante

Nasce il Critic’s Prize Massimiliano Fasoli: un Premio per giovani attori al pensiero non allineato.
16Nov2025 0 Comment

Nasce il Critic’s Prize Massimiliano Fasoli: un Premio per giovani attori al pensiero non allineato.

Genova, 13 novembre 2025 – L’Eredità dello sguardo critico: nasce il Critic’s

Premio Adelio Ferrero 2025: secondo classificato sezione saggi
14Nov2025 0 Comment

Premio Adelio Ferrero 2025: secondo classificato sezione saggi

Pubblichiamo il secondo classificato nella sezione “saggi” del Premio Adelio Ferrero 2025

DUBBING GLAMOUR FESTIVAL 7ª EDIZIONE a Genova: dal 5 al 30 novembre
09Nov2025 1 Comment

DUBBING GLAMOUR FESTIVAL 7ª EDIZIONE a Genova: dal 5 al 30 novembre

Genova, 7 novembre 2025 – Si avvicina la scadenza per partecipare al

Eternity di David Freyne
07Nov2025 0 Comment

Eternity di David Freyne

Eternity di David Freyne, protagonisti Miles Teller, Elizabeth Olsen, Callum Turner e

Premio Adelio Ferrero 2025: “The Shrouds”: 1 posto sezione “recensioni”
07Nov2025 0 Comment

Premio Adelio Ferrero 2025: “The Shrouds”: 1 posto sezione “recensioni”

Pubblichiamo la recensione di Emanuele Antolini di Valpolicella (Verona) per il film

Premio Adelio Ferrero 2025: il primo classificato sezione saggi
05Nov2025 0 Comment

Premio Adelio Ferrero 2025: il primo classificato sezione saggi

Pubblichiamo il primo classificato nella sezione “saggi” del Premio Adelio Ferrero 2025

Roberto Rossellini – Più di una vita: al cinema il 3-4-5 novembre
26Ott2025 0 Comment

Roberto Rossellini – Più di una vita: al cinema il 3-4-5 novembre

Il documentario “Roberto Rossellini – Più di una vita”, di Ilaria de

MARTY SUPREME di Josh Safdie con Timothée Chalamet
14Ott2025 0 Comment

MARTY SUPREME di Josh Safdie con Timothée Chalamet

L’ATTESISSIMO FILM EVENTO DI JOSH SAFDIE CON TIMOTHÉE CHALAMET AL CINEMA DAL

Premio Adelio Ferrero 2025: i vincitori!
07Ott2025 0 Comment

Premio Adelio Ferrero 2025: i vincitori!

Venerdì 6 ottobre 2025, nel contesto del Festival Ottobre Alessandrino, sono stati

Venezia Cult: 27 agosto – 5 settembre
27Ago2025 0 Comment

Venezia Cult: 27 agosto – 5 settembre

Un’ondata di ospiti invade la spiaggia di Venezia Cult! Svelato il programma

MILAN GAMES WEEK & CARTOOMICS 2025: ONLIFE DAL 28 AL 30 NOVEMBRE 2025
19Ago2025 0 Comment

MILAN GAMES WEEK & CARTOOMICS 2025: ONLIFE DAL 28 AL 30 NOVEMBRE 2025

Il conto alla rovescia è cominciato. Dal 28 al 30 novembre 2025

Premio Adelio Ferrero 2025
23Mag2025 0 Comment

Premio Adelio Ferrero 2025

BANDO DI CONCORSO  DEL PREMIO ADELIO FERRERO 2025 – 41esima edizione
15Mag2025 0 Comment

BANDO DI CONCORSO DEL PREMIO ADELIO FERRERO 2025 – 41esima edizione

BANDO DI CONCORSO DEL PREMIO ADELIO FERRERO 2025 – 41esima edizione Per

Chi Siamo

InsideTheShow.it è un sito di informazione fondato da Bianca Ferrigni e Davide Vignola che segue il mondo del Cinema in ogni suo aspetto. Scopo del sito è quello di fornire un flusso di notizie costante che spazi dalle ultime news alle uscite previste, passando per recensioni, anteprime, speciali su eventi di particolare rilievo e interviste. Il sito è autofinanziato. Obiettivo principale è garantire la qualità dei nostri contenuti editoriali e proseguire nella costruzione di un giornale indipendente, libero da "padroni".

Ultime Notizie

Ubaldo Pantani è Inimitabile
Apr 13th, 2026

Ubaldo Pantani è Inimitabile

Fine d’inizio di Paolo Signore
Apr 10th, 2026

Fine d’inizio di Paolo Signore

Lo straniero di François Ozon
Apr 8th, 2026

Lo straniero di François Ozon

Commenti Recenti

Rassegna stampa 2025
DUBBING GLAMOUR FESTIVAL 7ª EDIZIONE a Genova: dal 5 al 30 novembre
Rassegna stampa 2025
DUBBING GLAMOUR FESTIVAL 2025 a Genova
Roberto Lasagna
Il nuovo cinema greco tra racconto sociale e sperimentazione

Iscriviti alla Newsletter

Copyright ©2023 InsideTheShow.it
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Alessandria, n. 53 del 13 Maggio 2019 - Direttore: Giorgio Simonelli
ISSN: 2704-6133