Sorry We Missed You, presentato in concorso al Festival di Cannes e che sarà nelle sale italiane dal 2 gennaio 2020, è il nuovo lavoro del regista inglese Ken Loach, che ha appena compiuto 83 anni. Il cinema di Loach non si distacca mai dal profondo impegno nella difesa della working class inglese, e anche questo nuovo film si annuncia come una storia potente che ha nel mirino la cosiddetta “gig economy”, che purtroppo sta dilagando in tutta Europa, Italia in prima linea: l’economia del lavoro temporaneo e a chiamata. senza alcuna garanzia contrattuale.
E’ questo il tipo d’economia responsabile di una situazione sociale devestante, che ancora una volta il regista di Riff Raff (e altri 25 film premiati a Cannes, Venezia e Berlino) denuncia con onestà e rigore.
Come ha spiegato meglio lo stesso Loach, alla fine delle riprese di Io, Daniel Blake, la troupe si è resa conto che le persone durante le ricerche per il film avevano un impiego part time o con contratti a zero ore.
È un nuovo tipo di sfruttamento. La cosiddetta gig economy (il modello economico basato sul lavoro accessorio), i lavoratori autonomi o a chiamata dalle agenzie, la precarietà dell’impiego, sono temi che hanno continuato a caratterizzare le ininterrotte conversazioni quotidiane tra Paul [Laverty] e me. E pian piano è emersa l’idea che forse valeva la pena di fare un altro film, non esattamente complementare a ‘Io, Daniel Blake’ , ma comunque legato al primo. La borghesia parla di conciliare vita professionale e vita privata, la classe operaia è costretta a far fronte alle necessità. Il problema è nuovo nel senso che viene utilizzata la tecnologia moderna. La tecnologia più sofisticata è nel veicolo dell’autista, detta i percorsi, consente al cliente di sapere esattamente dove si trova la spedizione che ha ordinato e il suo presunto orario di consegna. Se ha pagato un extra per l’orario della consegna, la mercedeve arrivargli entroquell’ora. Il consumatore se ne sta seduto a casa a seguire il veicolo in tutto il quartiere. È un dispositivo straordinariamente sofisticato con segnali che rimbalzano da un satellite chissà dove. Il risultato è che una persona si ammazza all’interno di un furgone, andando da un punto all’altro, di strada in strada, correndo per soddisfare le esigenze imposte da questi strumenti. La tecnologia è nuova, ma lo sfruttamento è vecchio come il mondo.
Stavolta la storia che Loach racconta è quella di una famiglia di Newcastle. Ricky e la sua famiglia combattono contro i debiti dopo il crack finanziario del 2008. Una nuova opportunità sembra apparire all’orizzonte grazie a un furgone nuovo che offre a Ricky la possibilità di lavorare come corriere per una ditta in franchise. Si tratta di un lavoro duro, ma quello della moglie come badante non è da meno. L’unita familiare è forte ma quando entrambi prendono strade diverse tutto sembra andare verso un inevitabile punto di rottura.






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