E tu vivrai nel terrore! L’aldilà
Regia: Lucio Fulci; orrore, Italia 1981
Interpreti: Catriona MacColl, David Warbeck, Cinzia Monreale, Veronica Lazar, Antoine Saint-John, Al Cliver, Giampaolo Saccarola
Ore 21.10, Cine34, canale 34; durata: 86′
Il ‘truculento’ Lucio Fulci, considerato il regista iniziatore del genere gore in Italia, firma il secondo capitolo di una cosiddetta trilogia della morte con protagonista l’attrice inglese Catriona MacColl (gli altri titoli: “Paura nella città dei morti viventi”, 1980, e “Quella villa accanto al cimitero”, 1981). A chi è debole di cuore, o particolarmente sensibile, consigliamo vivamente di non guardare questo film!
Fulci è stato un cineasta eclettico, ha fatto un po’ di tutto e si è definito con autoironia il “terrorista dei generi”. Ha collaborato alla sceneggiatura del film “Un Americano a Roma”, ha diretto Totò e Franchi e Ingrassia, ha firmato alcuni musicarelli, si è confrontato con il film storico, il western, la commedia sexy, il documentario. Ma dall’inizio degli anni Settanta cominciò a esplorare il genere che più di tutti avrebbe segnato la sua carriera, l’horror, dapprima nelle forme del thriller e del giallo (Una lucertola con la pelle di donna, 1971, Non si sevizia un paperino, 1972, Sette note in nero, 1977) e in seguito, a partire dal film Zombi 2 (1979), prediligendo gli eccessi del sottogenere splatter (Anton Giulio Mancino ha parlato di “un’insana passione per l’inguardabile”), con pellicole realizzate quasi sempre usufruendo di budget molto contenuti: oltre alla trilogia della morte, ricordiamo Quando Alice ruppe lo specchio (1988), Demonia (1989), Un gatto nel cervello (1990) e le produzioni televisive La dolce casa degli orrori (1989) e La casa nel tempo (1989). Emarginato da gran parte della critica italiana e degli addetti ai lavori, forse anche per l’atteggiamento provocatorio col quale si prendeva gioco di illustri colleghi (non si fece problemi, ad esempio, a definire spaventosamente brutti i film di Ermanno Olmi), morto nel 1996 tra l’indifferenza dei media, Lucio Fulci ha avuto più successo all’estero: analizzato con attenzione e rispetto dai prestigiosi «Cahiers du Cinema», oggetto di culto in Giappone, il cinema di Fulci ha avuto un autorevole estimatore anche in Quentin Tarantino, che nel 1998 curò il restauro e la distribuzione negli Stati Uniti del film E tu vivrai nel terrore! L’aldilà.
Al centro di questa storia visionaria e delirante c’è un albergo della Louisiana, l’Hotel Sette Porte, costruito su uno dei sette varchi dell’inferno. A distanza di oltre mezzo secolo da un efferato crimine avvenuto in quello stabile ai danni di un pittore sospettato di stregoneria, che nel 1927 era stato crocifisso e ricoperto di calce viva nello scantinato, una donna di New York eredita l’hotel ormai in stato di abbandono. Iniziati i lavori di restauro, eventi inspiegabili e apparizioni d’oltretomba si susseguono in un crescendo di terrore. Uno slogan pubblicitario dell’epoca ammoniva il pubblico con queste parole: “Se vi dicessimo che questo film contiene delle sequenze agghiaccianti potreste pensare alle solite invenzioni pubblicitarie. Noi vi diciamo soltanto: entrate se avete il coraggio!”.







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